Alberto Cassani, 5 Aprile 2000: Realistico
Mikado, 21 Marzo 2000

Preferisco il rumore del mare

di Mimmo Calopresti


“Quello che non ho è una camicia bianca; quello che non ho è un segreto in banca; quello che non ho sono le tue pistole, per conquistarmi il cielo, per guadagnarmi il sole. [...] Quello che non ho sono le mani in pasta; quello che non ho è un indirizzo in tasca; quello che non ho sei tu dalla mia parte; quello che non ho è di fregarti a carte.”
     Fabrizio De Andrè - “Quello che non ho”, 1981.

Michele RasoNon sono esattamente uno che idolatra il cinema italiano. Tutt’altro: sono spesso scettico nei confronti di un film solo per il fatto di essere italiano. Questo perché i nostri registi cercano troppo spesso di rifare il verso ai grandi autori del cinema italiano classico, senza pensare che per poter fare un film d’autore bisogna esserlo, un autore. Aggiungeteci che le nuove leve della recitazione nostrana mi sono sempre sembrate peggio che scarse e che di soldi per fare film ne circolano pochi e capite perché sono prevenuto nei confronti del nostro cinema. Questo però non mi ha impedito di apprezzare diversi film italiani, come quelli di Davide Ferrario e Gabriele Muccino, o come questo terzo film di Mimmo Calopresti.

Luigi è un calabrese trapiantato a Torino che dirige la grande azienda di proprietà del padre della sua ex moglie. Luigi ha un difficile rapporto col figlio Matteo, ma decide di dare una mano a Rosario, un altro ragazzo di Calabria, facendolo salire a Torino per toglierlo dal pessimo ambiente in cui sta crescendo e metterlo in una comunità gestita dal suo amico don Lorenzo.

Silvio OrlandoSono rimasto impressionato dall’estremo realismo dei personaggi e delle situazioni presentateci dal regista (e co-sceneggiatore). Quella di questo film è una vicenda che, seppur esagerata in alcuni aspetti, potrebbe capire in qualunque famiglia. Anzi: in ogni famiglia è successo qualcosa di simile, ogni famiglia si è trovata ad affrontare almeno uno dei problemi che i protagonisti devono affrontare nell’ora e mezza di proiezione. Davvero una bellissima sceneggiatura, che ha l’unico difetto di girare su ritmi spesso eccessivamente lenti (soprattutto all’inizio), ma che è piena di dialoghi divertenti e di belle scene, tra cui voglio segnalare almeno quella del bar tra Luigi ed i due ragazzi e quella del ristorante tra Luigi e la sua “amante”.

La canzone di De Andrè che ho citato all’inizio riassume perfettamente la differenza che c’è tra i due mondi che ci vengono presentati nel film: in Calabria non ci sono soldi, non ci sono investitori, ma spesso ci pensano le pallottole a sistemare le cose. Al Nord ci sono sì i soldi, ma le occasioni si ottengono grazie ad affari poco legali o ad amicizie importanti. I personaggi del film sono specchi perfetti di tutte queste situazioni, dalle stragi di mafia a Tangentopoli, dalla disoccupazione alle raccomandazioni. “Quello che non ho” rappresenta più de “Il pescatore”, che viene citato nel film, il mondo in cui i personaggi vivono, ma quello che rende questo film un bel film è il fatto che il mondo in cui i personaggi vivono è lo stesso mondo in cui viviamo noi, e anche noi ci troviamo nella stessa, identica, situazione.

Il regista Mimmo Calopresti interpreta la parte di un preteCome detto, una delle cose che apprezzo meno nel cinema italiano sono gli attori, soprattutto quelli giovani. In questo film i due ragazzi protagonisti sono attori non professionisti (o forse attori esordienti, dipende se hanno intenzione di continuare la carriera o no) che se la cavano senza infamia e senza lode, ma anche senza mettere in mostra capacità particolari. Silvio Orlando, Luigi, rifà per l’ennesima volta il suo tipico personaggio, dimostrandosi buon caratterista ma forse attore non eccezionale, in più il suo accento napoletano fa un po’ a pugni con l’origine calabrese del personaggio... L’attore migliore del film è sicuramente il regista Mimmo Calopresti, che interpreta in maniera molto convincente il prete che ha il suo bel daffare nel cercare di aiutare i ragazzi difficili. Purtroppo però il pessimo montaggio e le scarse capacità del cameraman finiscono per nuocere alla qualità globale del film.

Raramente mi è capitato di pensare che i finanziamenti pubblici del Credito Cinematografico fossero stati ben assegnati. Questo film, invece, ha decisamente meritato tutti i soldi che gli sono stati dati. Una bella sorpresa, anche considerato che non mi aspettavo davvero nulla. Tutto sommato qualcuno che potrebbe aspirare al titolo di autore cinematografico, in Italia, pare ci sia...

Noi torinisti veniamo da una vita di sofferenze!


Percorsi tematici

L'abbuffata - di Mimmo Calopresti; con Diego Abatantuono, Valeria Bruni Tedeschi, Donatello Finocchiaro, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Gérard Depardieu, Elena Bourika.


La locandinaTitolo: Prefersico il rumore del mare
Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Mimmo Calopresti, Francesco Bruni
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Silvio Orlando, Michele Raso, Mimmo Calopresti, Fabrizia Sacchi, Paolo Cirio, Andrea Occhipinti, Erica Rosso, Marcello Mazzarella, Eugenio Masciari, Raffaella Lebboroni, Palma Valentina Di Nunno, Lorenzo Ventavoli, Concettina Luddeni, Laura Curino, Antonio Ferrante, Stefano Venturi, Giovanni Bisacca, Elena Tura
Nazionalità: Italia, 2000
Durata: 1h. 30'