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Fabio Greco, 19 Novembre 2002: Sentimentale |
Bim,
15 Novembre 2002
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Marie-Jo
e i suoi 2 amori
di Robert Guédiguian
Domanda:
è forse possibile amare due persone allo stesso modo? Come Catherine
in "Jules e Jim", anche Marie-Jo (Ariane Ascaride) cerca risposta
a questo quesito. Anche lei vorrebbe trovare una soluzione nella morte,
ma a questo desiderio, con cui si apre il film, si sostituisce un bisogno
di vita e di amore. Di amore per il marito Daniel (Jean-Pierre Darroussin)
muratore per scelta, uomo un po' fuori moda, forse debole, ma di una
debolezza dovuta più che altro ad una profonda sensibilità,
con il quale ha deciso di costruire una vita; e amore per Marco (Gérard
Meylan), l'amante, pilota di navi, che ha negli occhi un orizzonte lontano,
quello della tranquillità, della vita con lei. Amarli entrambi
allo stesso modo è lacerante, perché in ogni momento si
sente la mancanza di quello dei due che non c'è. Marie-Jo finge
la propria felicità, ma il suo volto, non più giovane,
non più bello, con un po' di rughe che lo rendono triste, è
lo specchio dei suoi sentimenti oscillatori. Incapace di gestirli in
modo razionale, la vita della donna si dipana nella ricerca ossessiva
di una risposta, tra mille esitazioni; mentre il tempo e le stagioni
che si susseguono non riescono a cambiare nulla della forza dei sentimenti
che nell'infedeltà hanno creato una paradossale fedeltà.
Il sesso e il cuore sono il fulcro di tutto.
Il
marito innamorato le compra una barca, quella che desiderava sin da
bambina. Per una casualità scopre il tradimento, ma decide di
non avere reazioni violente: preferisce aspettare, restarle accanto,
abbandonarsi alla propria sensibile debolezza, sperando e disperando
che tutto passi in fretta. Marco, da parte sua, non ha colpa di amarla
così e anche lui aspetta in silenzio, logorato da un'insopprimibile
malinconia, quella di vederla andare via ogni volta, vederla ritornare
a un matrimonio e da un uomo che la ama ancora. Non ci sono buoni, non
ci sono cattivi, non ci sono sopraffattori, non ci sono inganni. La
tragedia è questa: nessuno ha colpa se non quella di amare. Marie-Jo
non tenta neanche di fingere a lungo ma non è nella rivelazione
la forza del film, è nell' intimità cruda che ci mostra
un romanticismo privo di sdolcinature, ruvido. E se qualche risata ogni
tanto ci scappa, i personaggi sono sinceri, spogliati da ogni retorica
inutile. Inquietudini che divampano in gente "normale", con
una vita normale divisa tra il lavoro e la casa. Non sono borghesi perché
della borghesia non hanno l'arroganza e le ipocrisie. Un cinema marginalmente
politico in cui Guédiguian abbandona le lotte sociali di "La
ville est tranquille" e "Marius e Janette", ma in cui
tenta, con qualche particolare, come il brusio di una radio in sottofondo
che parla di attentati israeliani o un pescatore che fischietta "Bella
Ciao", di ricordare al pubblico che si tratta sempre di lui, anche
se questa volta sta raccontando, principalmente, di sentimenti con un
realismo oltraggioso, quasi fastidioso. L'inclemenza del regista crea
un amore crudo, duro, percorso da un mare freddo e doloroso.
Un
montaggio alle volte superficiale, un finale un po' troppo forzato ma
d'impatto e la presenza di qualche scena di cui si poteva fare benissimo
a meno sono gli unici nei del film.
Concludo citando Jacques Boudet (il nonno che insegnava al nipote "Bandiera
rossa" nel film "A l'attaque", e che in questo veste
i panni di un vecchio poeta alcolizzato) che, andato a ritirare il Premio
Cipputi alla carriera al posto del regista francese, ha detto: "Robert
è molto dispiaciuto di non essere qui a ricevere questo premio
perché è molto riconoscente al pubblico di Torino e al
Festival dove ha sempre avuto una buona accoglienza. Io faccio parte
del gruppo di attori che lavora con Guédiguian da più
di vent'anni e credo che il nostro gruppo, insieme alla città
di Marsiglia, costituiscano il linguaggio cinematografico di Guédiguian,
capace però di raccontare storie universali".
Percorsi
tematici
La
ville est tranquille - di Robert Guédiguian; con Ariane
Ascaride, Jean-Pierre Daroussin, Gérard Meylan.
Le Voyage en Arménie - di Robert
Guédiguian; con Ariane Ascaride, Gérard Meylan.
Titolo:
Marie-Jo e i suoi 2 amori (Marie-Jo et ses 2 amours)
Regia:
Robert Guédiguian
Sceneggiatura:
Jean-Louis Milesi, Robert Guédiguian
Fotografia:
Renato Berta
Interpreti:
Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Julie-Marie
Parmentier, Jacques Boudet, Frédérique Bonnal, Yann Trégouët,
Souhade Temimi, Maïa Seuleyvan, Axel Köhler, Frédéric
Garbe, Danielle Stefan, Jacques Germain
Nazionalità:
Francia, 2002
Durata:
2h. 04'
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