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Sandro
Paté, 14 Settembre 2005: Disgregato |
Medusa,
3 Marzo 2006
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La
guerra di Mario
di Antonio Capuano
Secondo
le maestre e i tutori, Mario (Marco Grieco) è un bambino difficile.
Per strapparlo alla madre incapace di garantire sostegno per sé
e per la propria famiglia, il Tribunale dei Minori lo affida a una coppia
della borghesia colta e agiata. Tuttavia, come ricorda più volte
lo stesso Mario, "lui appartiene a un altro mondo". Dare vita
a un nucleo familiare si rivelerà tutt'altro che facile per i
suo nuovi genitori. Mentre Giulia (Valeria Golino), un'apprezzata insegnante,
si sforza di interpretare il disagio del figlio adottivo che parla pochissimo
e non riesce a chiamarla mamma, il suo compagno capisce ben presto di
non poter instaurare nessun rapporto con una persona cresciuta nel degrado
del quartiere di Ponticelli. In effetti, nei bassifondi napoletani si
insegna a dimenticare i propri sogni e a non aver alcun tipo di speranza.
La sola aspettativa possibile è vivere di espedienti.
Luciano,
il compagno di banco costretto ad abbandonare la scuola, spiega al protagonista
quale educazione spetta ai bambini di quelle zone abituati sin da piccoli
alla delinquenza: "La scuola è un brutto carcere. Il carcere
è una bella scuola". Nessuno riesce a capire il carattere
schivo di Mario. Se Giulia non sa interpretare i suoi silenzi, gli assistenti
sociali e gli insegnanti si limitano ad applicare le leggi in materia
di tutela dei minori in maniera troppo pedante e forse un po' sciocca.
Per il protagonista del nuovo film di Antonio Capuano non resta che
chiudersi sempre di più in se stesso. Alternare momenti di mutismo
rassegnato a discorsi più adatti a un adulto che a un bimbo di
nove anni. I suoi discorsi sono semplici e disarmanti, ingenui e impietosi.
Il
regista di "Luna Rossa" e "Pianese
Nunzio, 14 anni a maggio" racconta questa storia di ordinario disagio
che sfocia in tormentata incomunicabilità. Per farlo cita i rapporti
tra classi sociali, denuncia gli errori commessi da istituzioni sempre
più clamorosamente impreparate e mette in scena i quartieri napoletani
quasi volesse documentare i luoghi in cui si verificano realmente gravi
problematiche sociali. Eppure, i momenti più convincenti di "La
guerra di Mario" sono quelli in cui il regista cerca di "filmare
l'invisibile".
Il
giovane protagonista del film, un apprezzato Mario Grieco, solo e isolato,
rivive l'infanzia criminale. La macchina da presa si sofferma sulle
sue difficoltà relazionali, cercando di far trasparire piccoli
tic di comportamento, segni del volto o più semplicemente l'incredibile
tristezza dello sguardo. Quando i ricordi si fanno più crudeli
e le esperienze del passato diventano pesanti come macigni, lo spettatore
si avvicina veramente a questo personaggio schivo e misterioso. Pur
non mostrando di fatto ciò che gli è successo in precedenza,
il racconto con voce ferma e decisa rende intensi alcuni passaggi di
"La guerra di Mario". Purtroppo non tantissimi. In un film
sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di decidere
la giusta pedagogia per bambini in difficoltà, c'è un
film fatto di ricordi e di pensieri. Mario, con un passato da killer
alle spalle, non parla a nessuno dei fantasmi che lo tormentano. Non
concede un ricordo o una sensazione né a i coetanei né
agli adulti che hanno scelto di aiutarlo. Eppure lo spettatore intuisce
la storia terribile di questo bambino costretto a diventare uomo in
pochissimo tempo.
Percorsi tematici
Certi
bambini -
dei fratelli Frazzi; con Gianluca Di Gennaro, Carmine Recano, Arturo
Paglia.
Pater Familias - di Francesco Patierno; con
Luigi Iacuzio, Federica Bonavolontà.
Luna
Rossa
- di Antonio Capuano;
con Licia Maglietta, Antonio Iurio, Carlo Cecchi, Tony Servillo.
Titolo:
La guerra di Mario
Regia:
Antonio Capuano
Sceneggiatura:
Antonio Capuano
Fotografia:
Luca Bigazzi
Interpreti:
Valeria Golino, Marco Grieco, Andrea Renzi, Anita Caprioli, Rosaria
De Ciccio, Antonio Pennarella, Valeria Sabel, Lucia Ragni, Imma Villa,
Nunzio Gallo, Emanuele Annunziata
Nazionalità:
Italia, 2005
Durata:
1h. 40'
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