|
Alberto Cassani, 29 Agosto 1998: Esilarante |
20th
Century Fox, 16 Ottobre 1998
|
Tutti
pazzi per Mary
di Bobby & Peter Farrelly 
“Pare
che durante la visione di ‘There’s something about Mary’ molti spettatori
si siano lamentati di non riuscire a sentire i dialoghi, a causa dell’eccessivo
rumore provocato dalle risate degli altri spettatori. Consigliamo a
tutti di rivedere di nuovo l’intero film, per apprezzarne appieno tutte
le scene”.
Trailer radiofonico per “Tutti pazzi per
Mary”, 1998.
Mi
fa schifo il “politically correct”! Non lo sopporto, e questo è
uno dei motivi per cui ho apprezzato “There’s something about Mary”,
che se ne frega di essere gentile e piglia a calci in culo chiunque.
Non è il motivo più importante, però: mi è
piaciuto soprattutto perché è divertentissimo. I fratelli
Farrelly, Bobby e Peter, sono arrivati al loro terzo film, e finalmente
riescono a proporci un prodotto realmente divertente, anni luce migliore
degli altri due. All’inizio della loro carriera lavoravano come sceneggiatori
per altri due grandi fratelli, gli Zucker, e mi pare siano stati coinvolti
nella lavorazione di “Hot Shots”. Avevano fatto un sacco di soldi col
loro primo film come registi, “Scemo e più scemo”, riuscendo
ad evitare il flop (almeno in USA) col secondo, “Kingpin”. Niente in
confronto alla caduta di Kevin “Clerks” Smith, incapace di mettere insieme
un film decente con “Generazione X” (“Mallrats”, in inglese) e conseguentemente
ignorato dal pubblico col bel “In cerca di Amy”. I primi due film dei
fratelli Farrelly sono due porcherie cosmiche, pieni di gag rivoltanti
e raramente divertenti. “Mary”, al contrario, è un film pieno
di gag rivoltanti (una vecchia che bacia un cane con la lingua vi basta?)
ma è incredibilmente divertente. Qual è la differenza?
Il controllo. Capire fin dall’inizio cosa può funzionare in un
film e cosa no. Cosa vale la pena di fare e cosa no. A parte un paio
di cose evitabili (Brett Favre che balla, ad esempio) tutte le situazioni,
tutti i dialoghi, tutte le inquadrature sono decenti, sono godibili.
E per questo sono divertenti. Mi spiego: vedere Jim Carrey dare fuoco
ai propri gas intestinali potrà anche essere ritenuto divertente
da qualcuno, ma risulta insopportabile se abbiamo appena visto Jeff
Daniels intasare di merda un cesso. In “Mary” se una gag è sopra
le righe (quasi tutte, a dir la verità) non sarà seguita
da un’altra dello stesso genere, ma piuttosto da un momento serio (semiserio,
va’). Questo è controllo. Questo rende veramente divertente un
film. Ma comunque posso capire perché, dopo aver visto il film,
il padrone della Fox abbia esclamato: “Dio mio, ho buttato via 40 anni
della mia vita per fare questa cazzata!”. Posso capirlo ma me ne frega
poco, dato che il film è incredibilmente divertente, e sono sicuro
che anche a lui oggi frega poco, visti i milioni di dollari che ha fatto
con “questa cazzata”.
Una
cosa che sarebbe ora smettessi di fare è criticare la pochezza
delle storie dei film che vedo. Alle volte non è necessario avere
una storia originale, o esplosiva, per dar vita ad un buon film, soprattutto
nei film comici. In questo genere di film l’unica cosa che conta veramente
è l’effettivo valore dei “numeri comici”, l’effettiva riuscita
delle gag. Certo, un minimo di credibilità bisogna averla sempre,
ma se quando c’è da ridere ridiamo come pazzi chissenefrega della
storia! E questo film vi conviene vederlo in una sala con un bell’impianto
sonoro: correte veramente il rischio di non capire nulla in un paio
di scene, perché siete troppo impegnati a ridere per la scena
precedente. A proposito, avete notato come in questo tipo di film, in
sala c’è sempre qualcuno che sembra sul punto di avere un infarto
da tanto forte ride?
Il
cast è perfetto, riesce a dare vita in maniera splendida a tutti
i dialoghi e le scene ultra-comiche che Ed Decter e John J. Strauss
hanno scritto (e che i fratelloni hanno senz’altro riscritto). Eccezionale
la prestazione di Ben Stiller, ma il miglior dialogo ce l’ha Chris Elliott:
“Non posso crederci! Non hai tirato il collo alla papera?!?”. Nel film,
però, brilla soprattutto Cameron Diaz (già vista in “The
Mask” qualche anno fa). Pur non avendo assolutamente nulla in comune
con Grace Kelly, a cui pare qualche giornalista americano l'avesse paragonata,
Cameron ha un viso pulito ed un sorriso splendido, e la sua presenza
è stata sicuramente molto importante nel successo economico di
questo film (più di 160 milioni di dollari ai box-office americani,
quarto miglior incasso dell’anno dopo “Titanic”, “Salvate
il soldato Ryan” e “Armageddon”). Se si dimostrerà più
intelligente di Julia Roberts nello scegliere i ruoli futuri potrebbe
diventare la più grande star cinematografica della nostra generazione.
Glielo auguro.
Siamo
tutti pazzi per Mary!
Percorsi
tematici
Amore
a prima svista - dei fratelli Farrelly; con Jack Black, Gwyneth
Paltrow, Jason Alexander.
L'amore in gioco - dei fratelli Farrelly;
con Drew Barrymore, Jimmy Fallon.
Fratelli per la pelle - dei fratelli Farrelly;
con Greg Kinnear, Matt Damon.
Io, me & Irene - dei fratelli Farrelly;
con Jim Carrey, Renée Zellweger.
Lo spaccacuori - dei fratelli Farrelly;
con Ben Stiller, Michelle Monaghan.
Titolo:
Tutti pazzi per Mary (There's Something About Mary)
Regia:
Bobby & Peter Farrelly
Sceneggiatura:
Ed Decter, John J. Strauss
Fotografia:
Mark Irwin
Interpreti:
Cameron Diaz, Ben Stiller, Matt Dillon, Lee Evans, Chris Elliott, Lin
Shaye, Jeffrey Tambor, W. Earl Brown, Markie Post, Keith David, Jonathan
Richman, Tommy Larkins, Sarah Silverman, Khandi Alexander, Marnie Alexenburg,
Danny Murphy, Richard Tyson, Rob Moran, Jackie Flynn, Dave Goryl, Hillary
Matthews, David Shackelford, Brett Favre, Lori Flick
Nazionalità:
USA, 1998
Durata:
1h. 59'
|