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Fabrizio Formenti, 27 Settembre 2003: Bello |
Warner,
26 Settembre 2003
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Il
genio della truffa
di Ridley Scott
Roy
(Cage), un truffatore fobico ed ossessionato, e il suo aiutante Frank
(Rockwell) sono in procinto di compiere uno dei loro raggiri più
lucrativi quando, all'improvviso, la figlia quattordicenne di Roy irrompe
per la prima volta nella sua vita, sconvolgendola.
Breve
vacanza dai colossal per Ridley Scott, che si lascia momentaneamente
alle spalle i tanto amati set multimilionari per dilettarsi con la commedia,
genere per lui pressochè inedito, nonostante egli usi definire
il suo "Thelma & Louise" come appartenente a quella stessa
categoria cinematografica. "Il genio della truffa", in realtà,
si rivela come una commedia, per così dire, "anomala",
perché gli elementi tipici del genere vengono furbescamente orchestrati
in maniera funzionale all'intreccio per costruire e supportare efficacemente
l'alquanto inattesa piega 'drammatica' che la pellicola prende in prossimità
della conclusione; una svolta che, proprio per come viene 'alimentata',
arriva ad avere il giusto peso per sorprendere effettivamente lo spettatore.
La
prima parte del film è volta a farci familiarizzare con il protagonista,
il truffatore Roy Waller, che ci viene subito presentato in tutto il
suo stato nevrotico, devastato da fobie sempre più opprimenti
e da incessanti tic. Parallelamente, veniamo introdotti alle metodologie
di truffa messe in atto dallo stesso Roy in collaborazione con il compare
Frank.
L'atmosfera
di questo primo tratto di pellicola è leggera ed ironica e Scott
dirige il tutto in scioltezza, fornendo il giusto ritmo visivo alla
narrazione. Il personaggio interpretato da Cage ha in questa fase qualcosa
del Jack Nicolson di "Qualcosa è cambiato" e, con l'entrata
in scena della figlia Angela (la deliziosa Alison Lohman), si ha quasi
l'impressione che il film si stia proprio per incanalare a tutti gli
effetti sui binari della commedia brillante, con l'evoluzione del rapporto
padre - figlia alternata alla messa in atto di qualche colpo raffinato
quanto improbabile. Invece, con il passar del tempo, nel momento in
cui l'elemento truffa passa in sottordine rispetto al rapporto interpersonale
fra i protagonisti, l'atmosfera generale inizia a farsi meno briosa,
e si comincia ad avere il sentore che il film possa puntare a qualche
cosa di diverso, che di lì a poco possa accadere un fatto rivelatorio,
che faccia apparire il tutto sotto un'altra luce.
E' così che, inaspettatamente, andiamo incontro a quella sorta
di plot-twist che ci porta a rileggere tutto ciò che avevamo
visto in precedenza alla luce degli ultimi accadimenti.
Ripensiamo
ai dettagli, alle parole dette dai protagonisti, a determinati atteggiamenti
degli stessi, e ci accorgiamo che la sceneggiatura, per come viene rappresentata
sullo schermo, fornisce piccoli segnali che possono consentire allo
spettatore lungimirante di dubitare, in certi frangenti, dei fatti a
cui assiste. Verrebbe quasi spontaneo attendersi un 'contro-twist' nella
scena ambientata "Un anno dopo", ma la scelta degli autori
di chiudere con una sorta di riflessione fra l'amaro e l'ironico sul
mondo delle truffe è molto apprezzabile, ed è stato giusto,
in chiusura, restituire al film quell'atmosfera rilassata che lo aveva
caratterizzato all'inizio.
La
sceneggiatura (scritta da Nicholas & Ted Griffin da un libro di
Eric Garcia) risulta piuttosto fluida e ben congeniata, nonostante un
paio di forzature e qualche coincidenza di troppo. Roy è un personaggio
accattivante e ben riuscito, un personaggio fatto su misura per lo stile
di recitazione di un Nicolas Cage visibilmente a suo agio in questo
genere di ruoli, che probabilmente fornisce una delle performance più
convincenti di tutta la sua carriera. Menzione speciale merita la rivelazione
Alison Lohman, attrice ventitreenne perfetta nei panni di una quattordicenne.
Veramente degna di nota, la sua interpretazione. Meno sviluppato degli
altri - occorre dire, per via di esigenze proprie della storia - il
personaggio interpretato da Sam Rockwell ("Confessioni
di una mente pericolosa").
Scott
ben si adegua alle proporzioni del progetto e dirige in maniera più
sobria rispetto al suo solito. Il regista britannico, per l'occasione,
adotta uno stile più "trattenuto" ma sicuramente adeguato
ai fatti narrati, e riesce - avvalendosi di un montaggio come sempre
di livello - ad imprimere i giusti cambi di ritmo e a fissare molto
bene sullo schermo i momenti più drammatici. Si può quindi
parlare di esperimento riuscito per Sir Ridley, che ora è libero
di tornare a maneggiare i budget astronomici a lui così familiari.
L'appuntamento sugli schermi cinematografici è per il 2004. Un
nuovo colossal, "Tripoli", con il binomio Scott - Crowe a
ricomporsi nuovamente sul set dopo il trionfo de "Il
Gladiatore".
Percorsi
tematici
Alien
- di Ridley Scott; con Tom Skerrit, Sigourney Weaver.
American Gangster - di Ridley Scott; con
Denzel Washinton, Russell Crowe.
Black Hawk Down - di Ridley Scott; con Josh
Hartnett, Ewan McGregor, Eric Bana.
Blade Runner - di Ridley Scott; con Harrison
Ford, Rutger Hauer.
Le Crociate - Kingdom of Heaven - di Ridley
Scott; con Orlando Bloom.
Il Gladiatore -
di Ridley Scott; con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen.
Hannibal
- di Ridley Scott; con Anthony Hopkins, Julianne Moore, Giancarlo
Giannini.
Un'Ottima Annata - a good year - di Ridley
Scott; con Russell Crowe, Marion Cotillard.
Thelma & Louise
- di Ridley Scott;
con Susan Sarandon, Geena Davis.
Titolo:
Il genio della truffa (Matchstick Men)
Regia:
Ridley Scott
Sceneggiatura:
Nicholas Griffin, Ted Griffin
Fotografia:
John Mathieson
Interpreti:
Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman, Bruce Altman, Bruce McGill,
Jenny O'Hara, Steve Eastin, Sheila Kelley, Beth Grant, Fran Kranz, Tim
Kelleher, Nigel Gibbs, Bill Saito, Tim Maculan, Stoney Westmoreland,
Sonya Eddy, Lynn Ann Leveridge, Giannina Facio, Michael Clossin, Kim
Cassidy, Paul Hubbard, Monnae Michael, Dennis Anderson
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
1h. 45'
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