MacArthur Park
MacArthur Park si trova a Downtown Los Angeles, una delle zone peggiori della metropoli californiana. Nel parco vivono, letteralmente, una marea di senzatetto che devono fare i conti soprattutto con la loro tossicodipendenza e con la lotta tra bande che ovviamente caratterizza la zona. Cody è un ex jazzista che ha mollato moglie e figlio in favore del crack, ed è a lui che P-Air chiede aiuto per trovare, attraverso il rap, la via d'uscita dal parco. Ma tra tante anime disperate ci sarà mai una via d'uscita da una situazione simile? Paragonare questo "MacArthur Park" al "Clockers" di Spike Lee potrebbe sembrare semplice, vista la comune presenza di Thomas Jefferson Byrd, ma sarebbe in realtà lesivo della dignità di Spike Lee e di quello che è probabilmente il suo miglior film. E' comunque evidente fin dall'inizio (chiara la citazione con cui il film si apre) che l'esordiente Billy Wirth vuole fare il verso un po' proprio a "Clockers", un po' alle pellicole dei fratelli Hughes. Il risultato è un film che non è altro che una sequela di parolacce, droga, altre parolacce e ancora più droga, con un po' di violenza fisica ed una spruzzata di sesso. Un film che non dice niente di nuovo, e solo di rado riesce a dirlo in maniera decente. Meno che mediocre.
|