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Gabriele
Marcello, 17 Dicembre 2006: Toccante |
Lucky
Red, 6 Dicembre 2006
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Il
mio migliore amico
di Patrice Leconte
Prendete
un regista dal tocco leggero, un attore considerato uno dei migliori
degli ultimi venti anni, una bellissima comprimaria e una meravigliosa
scoperta, ed avrete il film più grazioso della stagione: "Il
mio migliore amico".
François
è un antiquario, ha una socia d'affari e ha quindici appuntamenti
al giorno. Ha un solo problema: non ha un amico. Per provare il contrario
fa una scommessa: entro dieci giorni dovrà presentare alla sua
socia il suo migliore amico, o perdere un vaso dal valore di 200.000
euro. Ma come si può trovare un amico in dieci giorni? E se il
migliore amico fosse l'uomo della porta accanto?
Leconte
è un grande mestierante e sa perfettamente come far andare un
congegno bel oliato, inoltre la sceneggiatura è un perfetto mix
di commozione e irriverenza, degno della migliore commedia francese.
Senza dubbio parlare dell'amicizia non è facile, soprattutto
quella tra due uomini, dal momento che è molto facile, per creare
mordente, far scivolare il tutto sul piano del morboso. Stavolta chi
si aspetta di trovare nel film questo inutile e poco produttivo presupposto
rimarrà sorpreso. Di situazioni altre c'è solo quella
della bella Juliet Gayet, bella e lesbica, ma fondamentalmente innamorata
del protagonista.
Leconte
utilizza il soggetto di Olivier Dazat per mostrare la profonda solitudine
che colpisce tutti noi e, parafrasando una delle battute del film "non
esistono prove d'amore, ma solo l'amore", mostra che la solitudine
rende tutti noi aridi personaggi dall'anima combattuta.
La commedia è più amara del previsto, perché se
da un lato mostra Auteuil come uomo di ghiaccio, sordo e cieco agli
altri, che pensa solo al lavoro, dall'altro ci mostra il tassista di
Danny Boon, dolce e disponibile ma anche lui maledettamente solo. Forse
perché nella vita non basta essere simpatici, forse per avere
un amico bisogna anche avere fortuna.
Dopo
"L'amore che non muore", "L'uomo
del Treno" e "Confidenze troppo intime", Leconte
si conferma uno dei migliori registi in circolazione, o forse l'unico
che sa unire dolcezza e amarezza. Se sulle capacità di Auteuil
non c'è bisogno di soffermarsi, sorprende la bravura di Dany
Boon, comico teatrale dallo sguardo tenero e dalla goffaggine studiatamente
da applauso. Il resto è il solito Leconte, con i suoi vezzi che
ora diventano segni di stile, come l'uso degli zoom (come le
scene a tavola) e della musica, spesso fuori degli schemi della scena.
Comunque, assolutamente da vedere.
Percorsi tematici
Confidenze
troppo intime - di Patrice Leconte; con Fabrice Luchini, Sandrine
Bonnaire.
L'uomo
del treno - di Patrice Leconte; con Jean Rochefort, Johnny Hallyday.
Titolo:
Il mio migliore amico (Mon meilleur amì)
Regia:
Patrice Leconte
Sceneggiatura:
Jerôme Tonnerre, Patrice Leconte
Fotografia:
Jean-Marie Dreujou
Interpreti:
Daniel Auteuil, Dany Boon, Julie Gayet, Julie Durand, Jacques Mathou,
Marie Pillet, Elisabeth Bourgine, Henri Garcin, Jacques Spiesser, Pierre
Aussedat, Cyril Couton, Marine Laporte, Titouan Laporte, Johan Libéreau,
Audrey Marnay, Christian Gazio
Nazionalità:
Francia, 2006
Durata:
1h. 35'
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