Alberto Cassani, 7 Ottobre 2002: Coraggioso
Inedito in Italia

Ravaryete makdush
Black Tape: A Tehran Diary
The Videotape Fariborz Kamkari Found in the Garbage

di Fariborz Kamkari


Shilan RahmaniPer il suo diciottesimo compleanno, Goli riceve in regalo una videocamera. Per un anno, attraverso le immagini riprese - e spesso rubate - dalla videocamera, condividiamo le gioie e i dolori della ragazza iraniana. Dai soprusi subiti da parte dei genitori, alla sua crisi matrimoniale, alla scoperta di essere incinta, al momento in cui il marito capisce che lavoro fa davvero il padre di lei...

Alla proiezione ufficiale al Festival di Venezia 2002, dove il film fu presentato col titolo di "Navare Khali", i primi spettatori hanno iniziato a lasciare la sala appena 5 minuti dopo l'inizio del film, e la diaspora è proseguita lungo tutti gli 83 minuti di durata. Perché? Probabilmente perché, trattandosi di una produzione iraniana, il pubblico - alternativo o meno - si aspettava un filmetto fintamente di denuncia come "Il Cerchio". Invece si è trovato davanti una pellicola ben diversa dai canoni del cinema mediorientale a noi noti, una pellicola realizzata da un regista che - per una volta - dimostra di avere delle idee cinematografiche a tutto tondo.

Una scenaCertamente influenzato dalla cinematografia occidentale, statunitense in particolare, Fariborz Kamkari mette in scena un film efficace ma a tratti pretenzioso, largamente imperfetto dal punto di vista tecnico ma spesso notevole nell'uso del montaggio, e dalla messinscena tutt'altro che semplice.
La presentazione dei personaggi avviene per gradi, o meglio: per scosse improvvise, e la trama si sviluppa in maniera tutto sommato non prevedibile. Qualche momento - qualche scena - sembra un po' fuori luogo, un po' fuori strada, e quando nel film si inserisce l'aspetto socio-politico che sembra non poter mancare in nessun film prodotto ad Est dell'Eufrate si ha l'impressione di aver improvvisamente cambiato sala e film.

Shilan RahmaniIl pretesto del finto film-documento, già ampiamente sfruttato dal cinema a noi più vicino, crea sempre notevoli problemi di realizzazione, perché spesso non è giustificato il posizionamento della telecamera, o non lo è addirittura la sua presenza ed il suo essere accesa. Ciononostante, alcune sequenze sono davvero ottime, come l'inizio con la 'storia' della vecchia telecamera che cambia di proprietario e - più avanti - il salvataggio del fratellino della protagonista.

È chiaro che, discostandosi in questo modo dal codice cinematografico tipico del suo paese, Kamkari abbia corso il rischio di venir rifiutato dal proprio pubblico e di essere etichettato come 'manierista ruffiano' da quello dei Festival occidentali, un pubblico pronto a sbavare davanti a polpettoni detti e ridetti - purché provenienti da un paese ritenuto moralmente e culturalmente inferiore al nostro - ma assolutamente incapace di apertura mentale nei confronti di chi il linguaggio cinematografico cerca di sfruttarlo nella sua interezza, com'è giusto che un regista giovane provi a fare.


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La locandinaTitolo: Ravaryete makdush - Black Tape: A Tehran Diary, the Videotape Fariborz Kamkari Found in the Garbage
Regia: Fariborz Kamkari
Sceneggiatura: Fariborz Kamkari
Fotografia: Toraj Aslani
Interpreti: Shilan Rahmani, Gholam Reza, Moasesi Farzin, Sabouni Shokhan
Nazionalità: Iran, 2002
Durata: 1h. 23'