Alberto Cassani, 15 Settembre 1999: Illuminante
Mikado, 1 Ottobre 1999

Come te nessuno mai

di Gabriele Muccino


“Se si deve tacere, non tacciamo, mettiamoci a cantare e se si deve combattere, combattiamo se è questo il modo per trionfar!”
     Inti Illimani - “La segunda indipendencia”, 1973.

Silvio Muccino e Giulia CarmignaniAvendo frequentato quella che all’epoca era ritenuta la scuola superiore più politicizzata di Milano ma avendo avuto una posizione politica moderata (nel senso che non me ne fregava gran che), pensavo che avrei potuto guardare questo film in maniera assolutamente neutra, invece sono bastati dieci minuti per restare catturato dall’estremo realismo dei personaggi e delle situazioni di quello che è senz’altro stato il miglior film italiano del Festival di Venezia 1999.

A 16 anni è difficile capire cosa sono le cose veramente importanti; per molti l'occupazione dell'edificio scolastico è solo un pretesto per dormire lontano da casa e provarci con qualche compagna, anche se qualcuno a queste cose ci crede veramente. Silvio è uno di quelli che vanno “a rimorchio” e che parla alle assemblee solo per far colpo su Valentina, che però è la ragazza di un suo amico. La decisione del padre di trasferirlo in un’altra scuola, una in cui si studi veramente, acuisce ancora di più i problemi della famiglia, in cui i genitori sessantottini non hanno certo un gran dialogo con i tre figli...

Anna Galiena e Silvio MuccinoIl regista Gabriele Muccino ha esperienza televisiva (filmati giornalistici e teleromanzi) e, dopo alcuni cortometraggi, aveva esordito nel 1998 con “Ecco Fatto”, altro bel film di ambientazione giovanilistica. Sul set di questo film non gli dev’essere stato facile governare la masnada di ragazzini, anche perché lui stesso non è proprio anziano: solo 32 anni. Posso capire la sua iniziale ritrosia all’idea di avere il fratello Silvio (anche co-sceneggiatore) come protagonista: non sarebbe stato facile controllarlo, ma dato che nei provini non era riuscito a trovare nessuno di veramente adatto alla fine si è dovuto arrendere (questa l’ha raccontata lo stesso Silvio: ci credo poco), riuscendo comunque a mantenere un clima molto rilassato pur costringendo spesso gli attori a ripetere la stessa scena 10-15 volte. La sua regia è perfetta, alterna bene le varie situazioni e i vari personaggi, costruendo diverse scene molto belle, tra le quali spicca quella dello sgombero della scuola occupata, che tra l'altro suona anche un po’ critica nei confronti delle occupazioni: i ragazzi sono tutti “facciamo facciamo” ma alla fine sono tutti lì a telefonare alla mamma (ed il leader politico piglia due schiaffoni dal padre avvocato).

Gli attori sono quasi tutti alla prima esperienza, e sono anche molto giovani. I due che ho avuto modo di incontrare, Silvio Muccino (fratello del regista e co-sceneggiatore) e Giulia Carmignani, si sono però dimostrati estremamente intelligenti e simpatici, anche se nell’occasione erano anche estremamente emozionati, soprattutto Giulia: iniziavano a parlare con una sequela di “niente... ma... cioè...” ma in realtà avevano veramente qualcosa da dire, cosa che non sempre capita ai loro colleghi più esperti. Durante le riprese il regista ha deciso di privilegiare la spontaneità degli attori rispetto alla formalità di una recitazione professionale, permettendo così ai ragazzi di dare veramente vita ai loro personaggi, ma rendendo alcuni dialoghi virtualmente incomprensibili agli spettatori non romani. Va benissimo conservare la cadenza tipica della capitale, ma molti tendono a mangiarsi un po' troppo le parole... Come mi ha detto il padre della protagonista: anche lei, quando si è vista sullo schermo per la prima volta, è rimasta stupita della propria pronuncia.

Il regista Gabriele MuccinoLa sceneggiatura è basata su alcune esperienze reali che il fratello del regista (Silvio, appunto) ha vissuto, ed è scritta estremamente bene: riesce a presentare in maniera chiara e realistica la confusa situazione dei sedicenni, dimostrando come il tempo passi ma i giovani siano sempre uguali. E proprio qui sta il punto forte del film, quello che riesce a portarlo oltre la romanità dei personaggi e a renderlo veramente interessante: tutti, in un modo o nell’altro, ci siamo trovati a vivere situazioni simili a quelle rappresentate in questo film, fossero esse le disavventure sentimentali piuttosto che quelle familiari; fossimo noi dei politici convinti, in prima fila a tutte le manifestazioni, piuttosto che dei menefreghisti che preferivano andare a giocare a pallone; fossimo noi degli studenti piuttosto che degli insegnanti, dei figli piuttosto che dei genitori... Oddio, a ripensarci i genitori sono proprio il punto debole del film: hanno troppo poco spazio (soprattutto il padre), a dispetto degli attori che li interpretano, Luca De Filippo e Anna Galiena (che ha dato una grossa mano ai suoi giovani compagni di lavoro). Ma come ha detto Silvio Muccino “È difficile farci stare tutto in un’ora e mezza”. Beh, se questo mezzo capolavoro fosse durato mezz’ora di più non mi sarebbe dispiaciuto di certo.

Non dirlo a nessuno...


Percorsi tematici

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La ricerca della felicità - di Gabriele Muccino; con Will Smith.
Ricordati di me - di Gabriele Muccino; con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci.
L'ultimo bacio - di Gabriele Muccino; con Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Stefania Sandrelli.


La locandinaTitolo: Come te nessuno mai
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Gabriele Muccino
Fotografia: Arnaldo Catinari
Interpreti: Silvio Muccino, Giuseppe Sanfelice, Anna Galiena, Giulia Steigerwalt, Giulia Carmignani, Luca De Filippo, Sara Pelagalli, Enrico Silvestrin, Giulia Ciccone, Simone Pagani, Giorgio Pasotti, Caterina Silva, Saverio Micheli, Cristiano Iuliano, Nicola Campiotti, Adele Tulli, Alessandro Palombo, Valeria D'Obici, Mauro Marino, Luis Molteni, Diane Fleri
Nazionalità: Italia, 1999
Durata: 1h. 28'