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Emanuele
Rauco, 31 Ottobre 2008: Incompiuto |
Inedito
in Italia
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A
corte do norte
di João Botelho
Il
cinema portoghese, per ogni cinefilo, ha un nome e un volto solo, quello
del venerando Manoel De Oliveira, secolare maestro di uno stile unico
e prezioso. Suo luogotenente, e anch'esso aficionado di Festival
e rassegne varie, João Botelho, di lui più giovane di
40 anni, e seguace di un particolare modo di fare e intendere il cinema.
In concorso al Festival di Roma, Botelho presenta il suo 21° film,
un viaggio attraverso i meandri della storia e dei ricordi realizzati
con stile sospeso e ostico. Che però non riesce a colpire fino
in fondo.
Emília
de Sousa fu la più grande attrice teatrale portoghese del XIX
secolo. Bella come Sissi, l'imperatrice d'Austria che conobbe nell'inverno
del 1860/61, decise un giorno di creare un mistero rimasto irrisolto
per quattro generazioni e oltre un secolo. Il dramma di Rosalina, di
Emilia, ma anche della sfortunata Principessa Sissi, tutte avvinte da
un comune destino sulle scogliere della Corte do Norte, il cupo maniero
che si specchia nel mare dell'isola di Madeira.
Scritto
dallo stesso regista con José Alvaro Morais, da un romanzo di
Agustin Bessa-Luis, un dramma storico e familiare che mescola il cinema,
il teatro e la letteratura per fare un viaggio sospeso tra fantastico
e funereo in un mondo senza tempo e di ogni tempo. Ambientato quasi
per intero nel promontorio che dà il titolo al film, il film
è una ricognizione sulla famiglia e i fantasmi del passato, strutturata
attraverso le diramazioni imprevedibili di una stirpe e di una genealogia,
nel quale il mistero di un enigma diventa il mistero di un'identità
e un gruppo di donne cerca, tra disperazione e svogliatezza, le proprie
radici.
Fotografato
in uno straordinario digitale da João Ribeiro, il film di Botelho
mescola la frontalità del teatro, la luce pittorica e il linguaggio
letterario con una messinscena spettrale, ma non sa gestire i limiti
dell'operazione e si perde tra immagini, descrizione e rappresentazione.
Un film teorico, più che altro, ma ai limiti della sterilità,
con la scelta concettuale non nuova di far interpretare ruoli diversi
alla stessa attrice ma capace di aprirsi a momenti di fascino ed emozione.
Le tre forme artistiche ibridate non ne creano una quarta, così
come i piani temporali si sposano senza una vera ragione, ma lo stile
di Botelho - figlio, appunto, dell'ultimo De Oliveira - è ricco
di suggestioni ed evocazioni che, purtroppo, non sanno andare al di
là della patina formale.
Attori
tenuti a freno, anche troppo, a parte la protagonista plurima Ana Moreira,
perfetta anche se fredda, nel suo percorso dentro l'oscurità
di un racconto. Film d'autore nel senso più vecchio e peso del
termine, di difficile metabolizzazione e comprensione, e che, alla pari,
sa regalare soddisfazioni e delusioni.
Titolo:
A corte do norte
Regia:
João Botelho
Sceneggiatura:
João Botelho, José Alvaro Morais
Fotografia:
João Ribeiro
Interpreti:
Ana Moreira, Ricardo Aibéo, Rogério Samora, Laura Soveral,
João Ricardo, Lígia Roque, Custódia Gallego, Rita
Blanco, Margarida Vila-Nova, Marcello Urgeghe, Diana Costa E Silva,
Graciano Dias, Virgílio Castelo, Fernanda Borsatti, António
Pedro Cerdeira, Maya Booth, Maria João Pinho, Miguel Monteiro,
Rui Morisson, Vicente Jorge Silva, Sofia Marques
Nazionalità:
Portogallo, 2008
Durata:
2h. 02'
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