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Alberto
Cassani, 3 Settembre 2003: Confuso |
01
Distribution, 5 Settembre 2003
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Buongiorno,
notte
di Marco Bellocchio
"Buongiorno,
mezzanotte - torno a casa". Così inizia la poesia di Emily
Dickison che ha ispirato il titolo di questo nuovo lavoro di Marco Bellocchio,
l'acclamato regista de "L'ora di Religione".
A salutare la notte e tornarsene a casa è la figura di Aldo Moro
nei sogni della fittizia brigatista rossa interpretata da Maya Sansa.
Per raccontarci il suo "caso Moro", infatti, Bellocchio incentra
la narrazione sul punto di vista dei sequestratori, sulla quotidianità
spezzata di quelli che sono in fondo quattro ragazzi che credono - fino
ad un certo punto - in una causa politica e non concepiscono che qualcuno
possa vederla in maniera diversa. Quest'idea, la non-normalità
dei due mesi della loro vita che coincidono con il sequestro, è
certamente un'ottima pensata, ma viene tirata ben oltre il limite della
sopportazione con sequenze come quella del bambino lasciato a Chiara
il giorno del rapimento o della benedizione dell'appartamento.
La
sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, risulta eccessivamente
confusa dal punto di vista storico, tanto da rendere incomprensibile
la situazione a chi non conosca già la vicenda. E' vero che non
era volontà di Bellocchio attenersi pedissequamente al fatto
di cronaca, ed è giusto così, ma troppe sono le cose cui
lo script non dà senso compiuto (la seduta spiritica in cui il
regista si riserva una comparsata, per dirne una). Gli elementi drammatici
costruiti ad hoc e lo sviluppo dei personaggi finiscono poi per banalizzare
l'intreccio e arrivano a dare l'impressione che siano solo una facile
soluzione scelta dal regista per non costruire una storia troppo complessa.
E' comunque fastidioso notare come nulla, proprio nulla, ci sia spiegato
della figura di Enzo (Paolo Briguglia), giovane collega di Chiara che
nella finzione ha scritto la sceneggiatura di un film che porta lo stesso
titolo di questo.
La
scelta di utilizzare inserti con filmati d'epoca e soprattutto con sequenze
di vecchi film appare piuttosto banale e ruffiana, mentre l'uso che
viene fatto delle musiche - sempre alla ricerca della commozione dello
spettatore - finisce per essere irritante. Tutta la costruzione del
film, in realtà, appare pretenziosa e abbastanza fredda. La cosa
migliore della pellicola sono comuque i dialoghi tra il bravo Roberto
Herlitzka-Aldo Moro e il capo dei sequestratori interpretato da Luigi
Lo Cascio, anche se l'unico momento che davvero riesce a emozionare
è l'ultima lettera che lo statista democristiano scrive alla
moglie. Eppure, nonostante i tanti difetti, il film è stato lungamente
applaudito dal pubblico ed osannato dalla critica del Festival di Venezia
2003 - con fin troppo campanilismo, va detto. Bene ha fatto, però,
la giuria presieduta da Mario Monicelli ad ignorarlo in sede di premiazione,
senza preoccuparsi delle polemiche che questa decisione avrebbe potuto
generare - e ha effettivamente generato.
Percorsi
tematici
L'ora
di religione - di Marco Bellocchio; con Sergio Castellitto, Jacqueline
Lustig, Chiara Conti.
Il Principe di Homburg - di Marco Bellocchio;
con Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli.
Il regista di matrimoni - di Marco Bellocchio;
con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro.
Titolo:
Buongiorno, notte
Regia:
Marco Bellocchio
Sceneggiatura:
Marco Bellocchio
Fotografia:
Pasquale Mari
Interpreti:
Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Piergiorgio Bellocchio,
Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia, Giulio Stefano Bosetti
Nazionalità:
Italia, 2003
Durata:
1h. 45'
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