Little Odessadi James Gray Joshua
Shapira è un giovane criminale al soldo della mafia russa che,
appena diciottenne, si è allontanato dalla famiglia e dal suo
quartiere, Little Odessa, appunto. Costretto a ritornare a Brighton
Beach (Coney Island) per eseguire un incarico, si ritrova davanti i
fantasmi del passato, con una famiglia sbandata e semidistrutta e, soprattutto,
con un fratello, Reubens, che gli è fedele e devoto, vedendo
in lui il suo futuro e la sua desiderata realizzazione. Joshua ritorna
così a Brooklyn e, dopo aver svolto la sua missione (l'assassinio
di un concorrente), si ritrova a lottare, ancora una volta, con il padre,
che odia fin da piccolo e che cerca, addirittura, di impedirgli di vedere
la madre che sta per morire. Film estremamente complesso nella tematica e nel tratteggio delle diverse personalità (magistrale l'interpretazione di Moira Kelly, la giovane ex-ragazza del killer solitario) si avvale di interpreti straordinari come Tim Roth, Maximilian Schell e di una grande Vanessa Redgrave. Il regista James Gray, all'epoca della produzione venticinquenne, dimostra una maestria fuori del comune tratteggiando, grazie alla sua stessa sceneggiatura, la personalità tormentata del killer che, in diverse occasioni, vede presentarsi occasioni di redenzione che, puntualmente, sfumano quasi per l'intervento di un'apparente, inspiegabile, maledizione che ormai incombe su di lui. Perfino il rapporto con i genitori e la mortale malattia della madre non sembrano altro che condanne a lui stesso; durante la parte centrale del film la possibilità di recupero si trasforma in dubbio ed esitazione, ma l'inesorabile condanna ad una vita senza redenzione riappare in tutta la sua forza e violenza nelle scene finali del film. Violento, brutale, ma mai esagerato e inutile, il film ha rivelato inoltre Edward Furlong (nella parte del fratello minore) impegnato nel tratteggiare la contorta personalità di un ragazzo combattuto tra la perversa attrazione verso il fratello e la consapevolezza della sua coscienza e della possibilità di poter cambiare un fato che sembra imperversare sulla sua famiglia. La scenografia di una Brooklyn desolata ci mette del suo, creando un ambiente del tutto consono e proporzionato alla storia.
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