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Luciana Morelli, 28 Novembre 2002: Deprimente
La
sicurezza degli oggetti
di Rose Troche
Tratto
da 7 racconti della famosa raccolta di A.M. Homes dall'omonimo titolo,
"La sicurezza degli oggetti" è il nuovo film di Rose
Troche, regista e sceneggiatrice di "Go Fish" e "Camere
e corridoi", che stavolta torna sul grande schermo con un film
più corale dei precedenti e che, oltre ad essere ispirato al
libro di cui sopra, è anche in parte autobiografico. La Troche
ha preso questi 7 racconti, molto diversi tra loro ed ambientati in
epoche diverse, li ha modificati e alcuni fusi insieme tirandone fuori
un'unica storia, a mio avviso confusa e piuttosto arruffata. Narra le
vicende di 4 famiglie vicine di casa di un sobborgo residenziale americano,
turbate dai legami più o meno morbosi instaurati con gli 'oggetti',
fonti di sicurezze e a volte di insicurezze talmente grandi da far perdere
il senso della realtà; pensandoci bene in effetti è molto
più facile trovare 'rifugio' e conforto in un oggetto che in
una persona. Gli oggetti non hanno sentimenti né pretese, non
hanno esigenze, stanno lì senza chiederti mai nulla in cambio,
in attesa degli eventi e di qualcuno che semplicemente si affezioni
a loro.
Come
non collegare questo film con "American Beauty",
facendo ovviamente i dovuti paragoni stilistici? Anche qui la fanno
da padroni l'infelicità che deriva dalla presa di coscienza di
essere tutto il contrario di come avremmo voluto essere e il momento
in cui ci rendiamo conto che la vita che viviamo in realtà non
ci appartiene. Anche qui si affrontano le difficoltà nei rapporti
affettivi e si mostra come questi, talvolta esasperati all'estremo,
sfocino nel grottesco. Certo, ha ammesso la regista durante la conferenza
stampa, "tutte queste situazioni del privato dei personaggi, messe
insieme, fanno apparire il film piuttosto surreale ma, prese singolarmente,
non sono altro che situazioni normalissime che ognuno di noi nella sua
vita, lontano da occhi indiscreti, ha vissuto più di una volta.
Anzi quelle che accadono nella realtà sono anche molto peggio
di quello che avete visto...". Chi può darle torto!
Insomma, alla fine del film si ha come un senso di abbattimento psicologico,
troppe cose messe insieme non ti danno il tempo di riflettere su ciò
che stai vedendo, a tratti si ride sotto i baffi e a tratti si avrebbe
voglia di alzarsi ed uscire, vista la deprimente banalità in
cui scade la storia.
Forse con qualche accorgimento avrebbe potuto essere molto più
scorrevole e interessante. Insomma un vero mattone sulla testa.
Il
cast è di tutto rispetto, cominciando dalla mitica Glenn Close
nella parte di Esther Gold, sicuramente il ruolo più importante
e significativo del film, una madre divisa tra l'amore per la figlia
adolescente Julie (legata visceralmente alla chitarra del fratello)
e quello per il figlio Paul (Joshua Jackson) in coma irreversibile da
un anno a causa di un incidente stradale. C'è poi il travaglio
di Annette Jennings (Patricia Clarkson) che dopo il divorzio e la brusca
fine del secondo amore si sente terribilmente sola e cerca, a stento,
di educare le sue due figlie senza mettere in cattiva luce il loro padre
(fissato con i mobili antichi di famiglia) nonostante egli si stia per
risposare e sia molto poco presente nelle loro vite. Ci sono poi i Train,
famigliola felice (o almeno crede di esserlo) in cui Jim (Dermot Mulroney),
avvocato di successo, entra in crisi quando un altro ottiene la promozione
che sperava di avere lui e abbandona quindi l'ufficio, raccontando alla
famiglia di un inesistente 'allarme bomba'; avrà così
un pò di tempo per pensare e 'analizzarsi' nel ruolo di padre
e marito (convinto di far felice la moglie comprandole in continuazione
elettrodomestici) e soprattutto cercare di star più vicino al
figlio Jake (innamorato follemente della bambola della sorella, con
la quale parla e amoreggia in privato). In ultima battuta la famiglia
Christianson, in particolare il personaggio buffo di Helen (Mary Kay
Place) che, insoddisfatta della sua vita matrimoniale, cerca di apportare
qualche radicale cambiamento senza dare la colpa agli altri di quello
che le accade ma mettendosi in discussione in prima persona.
Sconsigliato
se siete in depressione.
Percorsi
tematici
In
the Bedroom - di Todd Field; con Tom Wilkinson, Sissy Spacek,
Nick Stahl, Marisa Tomei.
La stanza del figlio
- di Nanni Moretti;
con Nanni Moretti, Laura Morante, Jasmine Trinca.
Titolo:
La sicurezza degli oggetti (The Safety of Objects)
Regia:
Rose Troche
Sceneggiatura:
Rose Troche
Fotografia:
Enrique Chediak
Interpreti:
Glenn Close, Dermot Mulroney, Jessica Campbell, Patricia Clarkson, Joshua
Jackson, Kristen Stewart, Mary Kay Place, Robert Klein, Timothy Olyphant,
Alex House, Charlotte Arnold, Moira Kelly, Andrew Airlie, Stephanie
Mills, Angela Vint, Aaron Ashmore, C. David Johnson, Carly Chalom, Dwayne
Hill, Kathryn Winslow, Michael McMurthy, Katie Griffin
Nazionalità:
USA - Gran Bretagna, 2002
Durata:
2h.
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