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Alberto Cassani, 11 Giugno 2003: Vivo
Osama
di Siddiq Barmak
Da
una delle più brutte edizioni del Festival di Cannes, il mediorientale
che non t'aspetti.
Una storia che suona tanto di propaganda (gli sforzi di una vedova afghana
per ottenere la dignità negata dai talebani, per se stessa e
per la sua giovane figlia) ma un regista che sa emozionare con il mezzo
filmico invece che con la politica. E nel cinema di quell'area geografica,
ma in fondo anche in quello della vecchia Europa, è una rarità.
La
ricostruzione delle condizioni di vita degli (e delle) afghani è
efficace e ben bilanciata all'interno della storia che ci viene narrata:
non si mostra mai solo per mostrare, ma perché ci serve conoscere
quel particolare per meglio capire la vicenda. Questo stile di narrazione
asciutto aiuta molto il ritmo del racconto e di conseguenza l'attenzione
e il coinvolgimento dello spettatore. E l'interesse di autori e spettatori
non finisce per andare verso la politica ma - giustamente - verso i
personaggi.
Lo
scambio di identità (la protagonista si traveste da ragazzo per
poter lavorare) è trattato con attenzione e realismo, a differenza
di quanto invece succede nei film orientali, dove basta un cambio d'abito
per cambiare sesso. Questa attenzione porta lo spettatore a capire meglio
le difficoltà che la protagonista si trova a fronteggiare, rendendo
quindi più sentite le scene che la vedono in diretto pericolo.
E' questa una delle rare occasioni recenti in cui si teme davvero per
la vita della protagonista, e non è cosa da poco!
Peccato
per il finale non molto convincente, e per l'inizio un po' farraginoso,
ma il quarantenne Barmak sa cos'è il cinema e non è niente
male vederlo all'opera.
Percorsi
tematici
Ravaryete
makdush - Black Tape: A Tehran Diary - di Fariborz Kamkari; con
Shilan Rahmani.
Titolo:
Osama (Oussama)
Regia:
Siddiq Barmak
Sceneggiatura:
Siddiq Barmak
Fotografia:
Ibrahim Ghafuri
Interpreti:
Marina Golbahari, Arif Herati, Zubaida Sahar, Khwaja Nader, Hamida Refah,
Gol Rahman Ghorbandi
Nazionalità:
Afghanistan - Giappone - Irlanda, 2003
Durata:
1h. 22'
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