Alberto Cassani, 11 Settembre 2000: Geniale
Inedito in Italia

Otesanek

di Jan Švankmajer


"Il mondo si divide in due categorie, di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio."
     Anthony Lane - “New Yorker”.

Veronika Zilková e il piccolo OtikNato a Praga nel 1934, Jan Švankmajer è forse il più importante regista della storia del cinema di quella che una volta era la Cecoslovacchia. A partire dalla metà degli anni Sessanta, Švankmajer ha messo l'arte cinematografica al servizio del proprio genio surrealista, tanto che il ben più noto connazionale Milos Forman l'ha definito "la somma di Walt Disney e Luis Buñuel". I suoi film sono in genere realizzati unendo tecniche diverse, dalle animazioni a passo uno all'uso di marionette, dai disegni animati ai montaggi astratti. Il risultato è qualcosa di indimenticabile, perfettamente riassunto da Anthony Lane nella citazione d'apertura. Švankmajer è infatti molto più che un semplice regista, e i suoi intenti sono ben diversi da quelli dei "normali" artisti: lo scopo dei suoi film non è quello di sfruttare al meglio la tecnica cinematografica, né semplicemente quello di raccontare una storia. Con i suoi film, Švankmajer vuole infondere vita agli oggetti che ci circondano tutti i giorni, vuole trasportarci in un mondo magico in cui niente è inanimato. Il risultato è che le sue pellicole sono ricche di simboli come quelle di nessun altro - anche piů di quelle di Tim Burton e Terry Gilliam, che si ispirano chiaramente al suo lavoro - e attraverso la lente del suo obiettivo oggetti banali come puntine da disegno, sedie e sassolini diventano metafore di emozioni e idee.

Veronika Zilková e Jan HartlI coniugi Horak vorrebbero avere un figlio, sono quasi ossessionati da questo pensiero (anzi: senza quasi), tanto da vedere bambini e genitori ovunque.
Un giorno il marito trova in giardino una radice d'albero dalle forme vagamente umane. Decide allora di lavorarla per renderla simile ad una bambola e regalarla quindi alla moglie, quasi fosse un surrogato di figlio. Purtroppo, la signora è talmente sclerata a causa del senso materno frustrato da iniziare ad accudire la radice come fosse un bambino vero. E grazie a tutto questo amore, la pianta prende vita. E ha fame!

Una scenaTratto da una fiaba tipica dell'area mitteleuropea - fiaba che viene letta e riletta nel corso delle due ore di proiezione -"Otesanek" è un film basato su una sceneggiatura solida, che ha l'unico difetto di richiedere una spiccata sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore. La trama, cinematograficamente parlando, è originale e interessante, ed è sviluppata in maniera molto divertente. Certo, ci sono un paio di scene piuttosto grafiche, ma tutto ci viene presentato attraverso la lente del grottesco, che distorce la realtà per farci notare ancora di più le nostre manie ed i nostri comportamenti ossessivi senza in questo caso rendere la visione insopportabile.

Kristina AdamcováCome al suo solito, anche questa volta Švankmajer realizza una pellicola a tecnica mista, unendo (poverissime) sequenze in stop motion a riprese in live action, sfruttando le illustrazioni del libro di fiabe per creare suspense e riuscendo a mettere i suoi personaggi al centro di un universo bizzarro ma gustoso. Ottimo, anche dal punto di vista squisitamente cinematografico, l'inizio, che tratteggia benissimo l'ossessione della coppia nel volere un figlio, e fantastico il personaggio del pedofilo ottuagenario.

Una scenaPochissimo noto nell'Europa occidentale, Švankmajer è in realtà uno degli autori cinematografici più interessanti tra quelli in attività. Nato nel teatro, dal 1970 è membro del Gruppo Surrealista Cecoslovacco fondato dal poeta Vratislav Effenberger e da Karel Teige, e negli anni si è dedicato anche al disegno, alla pittura e alla scultura.
Finora ha realizzato una trentina di film, tra corti e lughi, sempre contraddistinti da una visione politica sottile ma ben riconoscibile, eppure sempre capaci di parlare ad un pubblico universale, sempre senza alcuna pretesa artistico-intellettualoide (d'altra parte il surrealismo non è una forma artistica, ma uno stile con cui esprimere Amore, Libertà e Poesia).
"Otesanek" può non essere la miglior regia cinematografica di Jan Švankmajer, ma è sicuramente una delle sorprese più piacevoli del Festival di Venezia 2000. Un piccolo gioiello.


Percorsi tematici

Amore, Libertà e Poesia: L'arte di Jan Švankmajer - a cura di Alberto Cassani.


La locandina originaleTitolo: Otesanek
Regia: Jan Švankmajer
Sceneggiatura: Jan Švankmajer
Fotografia: Jaraj Galválek
Interpreti: Veronika Zilková, Jan Hartl, Kristina Adamcová, Jaroslava Kretschmerová, Pavel Nový, Zdenek Kozák, Dagmar Stríbná, Gustav Vondracek, Arnost Goldflam, Jitka Smutná, Jirí Lábus, Radek Holub, Jan Jirán, Zdenek Palusga, Frantisek Polata, Vaclav Jezek, Joseph Cahill, Tomás Hanák
Nazionalità: Repubblica Ceca - Gran Bretagna - Giappone, 2000
Durata: 2h. 05'