Alberto Cassani, 16 Gennaio 2000: Sconvolgente
Serie Tv

Oz

W O W di Tom Fontana W O W


- È una vita di merda!
- E devi pure morire!
     “Il padrone di casa”, 1991.

Ed è veramente una vita di merda quella dei prigionieri dell’Oswald Penitentiary, perché anche se sei in “Paradiso” sei pur sempre in un carcere, e anche se gli “angeli custodi” non ti abbandonano mai i tuoi compagni trovano comunque il modo di farti un culo così...

La locandina della stagione 1997Barry Levinson (già Oscar per la regia di “Rain Man”) e Tom Fontana sono i produttori di uno dei migliori telefilm polizieschi della tv d’oggi, “Homicide”, che racconta le avventure di alcuni investigatori della Squadra Omicidi della polizia di Baltimora. “Homicide” ha colpito gli spettatori per l’estremo realismo dei personaggi e per lo stile originale di storie e regia. A dir la verità all’inizio non adoravo lo stile della serie: anche se trovavo le storie ed i personaggi (e la recitazione) davvero eccezionali non mi piaceva il montaggio “tagliato” (l’eliminazione di parti non importanti tra un gesto ed un altro) e l’uso di sequenze ripetute in maniera ossessiva. Col tempo, però, il montaggio si è fatto più regolare e la ripetizione di una stessa sequenza è utilizzata solo per dare maggiore importanza ad una frase, ad un gesto... insomma: è diventato un capolavoro.

Terry Kinney, Eamonn Walker,  Harold Perrinau, Lee Tergesen e Ernie Hudson nella locandina della stagione 1998Per quanto gli episodi di “Homicide” possano essere violenti, il nuovo prodotto della Levinson/Fontana Productions, “Oz”, è ancora peggio. La difficile convivenza tra i diversi gruppi, etnici e/o religiosi, costretti a vivere a stretto contatto, tra odi personali, pregiudizi e “aspettative di vita”, ci viene raccontata nella maniera più cruda possibile, ma per una volta i dialoghi e le situazioni non suonano censurati né esagerati. Per una volta la violenza non ha bisogno di essere mostrata, perché trasuda da ogni inquadratura, da ogni battuta...

La locandina della stagione 1999Il “Paradiso” ("Emerald City", in originale) è il braccio speciale del penitenziario di Oswald, poco fuori Baltimora. Gli ospiti di questo braccio stanno decisamente meglio degli altri, ma se sei lì devi fare qualcosa per renderti utile, come pulire il culo ai prigionieri ammalati di AIDS. Se sei lì è perché i capi vedono qualche possibilità di redenzione, per te... oppure sei il cugino del direttore... Gli “angeli custodi”, ossia i secondini, ti controllano 24 ore al giorno, a differenza degli altri bracci, in cui la notte sei abbandonato a te stesso, ma questo non vuol dire che puoi permetterti di dormire tranquillo: di qualunque gruppo tu faccia parte (Fratellanza Ariana, Uomini d’Onore, Mussulmani, Afro...) hai dei nemici da cui devi guardarti.

La locandina della stagione 2000La serie è stata prodotta dalla HBO, con una qualità (ed una mancanza di moralismo) che le nostre televisioni si sognano nelle notti di plenilunio, ed è interpretata da buoni attori, tra cui il vecchio leone Tony Musante o i volti già noti ai telespettatori di “Homicide” di Zeljko Ivanek e Jon Seda. L’unico neo, per quanto riguarda la versione italiana, è il doppiaggio, che pur non essendo male associa voci troppo inflazionate a degli attori sconosciuti. Il team di doppiatori è lo stesso di “Homicide” e di “E.R.”, e ha finito per associare la voce del grosso Tenente di colore di “Homicide” al grosso direttore di colore del carcere di “Oz” (Ernie Hudson), o quella del lungo e pelato dottor Green al lungo e pelato responsabile del braccio speciale (Terry Kinney)... Si poteva fare meglio, ma la cosa non rovina certo un telefilm per il resto quasi perfetto.

La locandina della stagione 2001, l'ultimaI personaggi sono estremamente diversi l’uno dall’altro, e questa diversità si nota soprattutto dal loro comportamento. Può sembrare una cosa scontata, ma in realtà non sempre è così, anzi: nella TV statunitense non capita quasi mai. Complimenti allo staff di sceneggiatori, dunque, capace di creare un insieme di personaggi realistico e variegato, perfettamente in linea con l’ambientazione. Le storie, poi, sono impressionanti. Mille dibattiti sulla situazione delle carceri non riuscirebbero a farci capire quello che ci viene mostrato in un’ora di televisione... di questa televisione. Per quanto gli avvenimenti siano completamente inventati e l’ambientazione sia fittizia, quella che ci viene presentata è la reale situazione di vita in un carcere americano, senza preconcetti o prese di posizione. Gli avvenimenti sono sottolineati dalla voce di Augustus Hill, prigioniero numero 95H522, costretto sulla sedia a rotelle (Harold Perrineau), che dispensa pillole di saggezza che una volta tanto sono davvero tali, e che ci dà brevi informazioni su alcuni dei prigionieri. Questa voce narrante riesce a dare un’idea perfetta di quella che dev’essere la disperazione dei prigionieri, spesso persone “normali” mischiate alla vera feccia del mondo. Quando il narratore ci racconta il crimine commesso da un suo convitto, avvisandoci che costui è stato condannato al carcere a vita e che verrà messo in libertà vigilata MAI, ci rendiamo istantaneamente conto di quella che può essere la disperazione del prigioniero in questione, di quelle che possono essere la sua rabbia e la sua frustrazione... Tutti questi elementi contribuiscono a fare di “Oz” uno spettacolo ipnotico, sconvolgente. È una serie davvero splendida, da non perdere per nulla al mondo, se pensate di avere abbastanza stomaco.

Cosa siamo... non ha importanza!


Il logo della serieTitolo: Oz (Id.)
Regia: AA.VV.
Sceneggiatura: Tom Fontana et al.
Interpreti: Lee Tergesen, Ernie Hudson, J.K. Simmons, Harold Perrinault, Chuck Zito, Rita Moreno, J.D. Williams, Terry Kinney, Mark Margolis, Kirk Acevedo, Zeljko Ivanek, Lauren Velez, Chris Meloni, Dean Winters, Tom Mardirosian, Eamonn Walker, muMs, Adewale Akinnouye-Agbaje, Kathrin Erbe, Edie Falco, B.D. Wong, George Morfogen, Scott Winters, Léon, Tony Musante, Jon Seda, Charles S. Dutton, Rick Fox, Tomas Milian
Nazionalità: USA, 1997-2001
Durata: 50'