Camilla Gaiaschi, 30 Novembre 2007: Rigoroso
Lucky Red, 7 Dicembre 2007

Paranoid Park

di Gus Van Sant


Gabe NevinsAlex, aspirante skate-boarder, tratti rinascimentali e sguardo opaco, è l'artefice di un omicidio involontario. Durante una bravata fra teen-ager spinge la guardia notturna che lo sta inseguendo sui binari. Un treno si avvicina. L'uomo muore. Il ragazzo perde l'innocenza. E decide di tacere.
Questo è "Paranoid Park", l'ultimo capolavoro di Gus Van Sant: un intreccio essenziale - al pari della 'trilogia della morte' che lo ha preceduto - e per questo liberatorio. Con una differenza: se in "Gerry", "Elephant" e "Last Days" la dimensione estetica era intimamente legata a quella etico-religiosa, "Paranoid Park" celebra la materia-cinema. Dai cieli infiniti di "Gerry" e di "Elephant" al cemento ultra-colorato di un parco da skate. Dalla trascendenza della morte in "Last Days", alla morte-incidente - quindi priva di senso - di "Paranoid Park". Non un improvviso cambiamento di rotta, ma un inevitabile ultimo capitolo di una tetralogia votata allo sperimentalismo.

Lauren McKinneyFin dai tempi di "Gerry", Gas Van Sant dimostra di rifiutare ogni tipo di psicologismo - non è un caso che i personaggi siano spesso ripresi di spalle, non è un caso il silenzio e il carattere enigmatico delle loro gesta. Con "Paranoid Park", il regista sospende il giudizio: alla fine del film Alex stralcia (letteralmente) quello che è il residuo di una certa cultura occidentale, che vede nella parola uno strumento di salvezza, dalla confessione alla psicoterapia. Un gesto catartico e - ancora una volta - liberatorio.
A liberarsi così è innanzi tutto l'immagine. Gus Van Sant - assieme all'eccellente direttore della fotografia Christopher Doyle - sembra volerne esplorare i limiti interni, fino a deformarne le proporzioni attraverso l'uso del grandangolo, lasciando spesso e volentieri lo sfondo fuori fuoco e privilegiando il piano americano, senza tuttavia cadere nello psicodramma.
Effetto opacità: questo il genio di Gus Van Sant.

Gabe NevinsL'attenzione che il regista porta ai personaggi, questi adolescenti di cui sembra voler mettere in scena una certa innocenza, non mira in alcun modo a voler dare una ragione alle loro azioni, a capire il perché delle loro gesta. Tra il protagonista e lo spettatore c'è sempre una certa distanza. In questa distanza s'inserisce il linguaggio-cinema. E la ricchezza dell'immagine-movimento: Gus Van Sant la rallenta tra i corridoi del liceo, la accelera con la Super8 sullo skate. Gioca con la temporalità, manipolando la narrazione a suo piacimento.

Il regista Gus Van Sant spiega una scena a Gabe Nevins e Taylor MomsenMagnifica la colonna sonora, che propone musiche di Ethan Rose e Nino Rota. Effetto estraneità: Gus Van Sant si diverte a giocare sul contrasto tra immagine e suono e quando la prima si fa carica di tensione - Alex mentre uccide la guardia, Alex mentre lascia la ragazza - la colonna sonora insegue il burlesque. Invade la scena, ne sdrammatizza l'azione, scava il solco - ancora una volta - tra l'immagine e lo spettatore. Libero così da ogni manipolazione. "Paranoid Park" riesce là dove molti film non riescono: unire l'intrattenimento al rigore estetico. Puro Cinema.


Percorsi tematici

Da morire - di Gus Van Sant; con Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix.
Elephant - di Gus Van Sant; con Alex Frost, Eric Deulen, John Robinson.
Psycho - di Gus Van Sant; con Vince Vaughn, Anne Heche, William H. Macy, Julianne Moore.
Scoprendo Forrester - di Gus Van Sant; con Sean Connery, Rob Brown, Anna Paquin.
Will Hunting - Genio ribelle - di Gus Van Sant; con Matt Damon, Ben Affleck, Robin Williams.


La locandinaTitolo: Paranoid Park (Id.)
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura: Gus Van Sant
Fotografia: Christopher Doyle, Kathy Li
Interpreti: Gabe Nevins, Daniel Liu, Taylor Momsen, Lauren McKinney, Jake Miller, Winfield Jackson, Joe Schweitzer, Grace Carter, Scott Patrick Green, John Michael Burrowes, Jay 'Smay' Williamson, Dillon Hines, Emma Nevins, Brad Peterson, Emily Galash, Oliver Garnier, Eric Anderson, Jeremy Anderson, Esther Vaca, Susan Ploetz, Addison Owen
Nazionalità: Francia - USA, 2007
Durata: 1h. 30'