The
Life of David Gale
Incontro
con Alan Parker
a cura di Luciana Morelli
Il
suo è un film crudo ed anche molto emozionante ma l'interrogativo
principale è sicuramente rappresentato dalle reazioni che un
epilogo così forte della storia potrebbe scatenare nel pubblico.
Non ha pensato che forse la gente che va a vedere il suo film potrebbe
considerarlo un po' come un uscire fuori dai binari del tema principale,
la pena di morte?
Concordo
con voi sull'aggettivo usato. Penso anch'io che il finale del film sia
molto forte e che gli spettatori all'uscita dalle sale cinematografiche
possano rimanere emotivamente coinvolti. A dire il vero quel che mi
interessa di più è che ne discutano perché sarebbe
assurdo pretendere di cambiare il modo di pensare delle persone su un
certo argomento ma almeno posso cercare di stimolare le loro riflessioni.
Ovviamente le impressioni e le opinioni su questo tipo di film dipendono
molto dalla visione politica di ognuno e dall'approccio con queste realtà.
Questo non è un film che parla solo della pena di morte ma tocca
anche altri aspetti come la volontà di sacrificare se stessi
per la causa di altri ed il ruolo degli attivisti politici, che spesso
arrivano a scelte estreme pur di difendere i propri ideali quindi non
penso di essere andato fuori tema.
Una
delle chiavi di lettura del film è nella teoria degli opposti
estremismi. In qualche modo il fanatismo dell'azione del Governatore
nel sostenere la pena di morte è associabile al fanatismo estremo
dei personaggi protagonisti?
Certamente
il personaggio del Governatore può essere percepito come un fanatico
ma ovviamente qualsiasi fanatico, qualora venisse interpellato, non
si definirebbe mai tale. Allo stesso modo un attivista politico non
confesserà mai, qualora fosse vero, di avere altri scopi al di
là di quello umanitario. Gli estremi talvolta si toccano e così
la nobiltà d'animo di un uomo può trasformarsi in fanatismo.
Ho voluto per questo motivo che il mio film avesse per tutta la sua
durata un filo di ambiguità di questo genere, non volevo scadere
nel banale ma soprattutto non volevo che si catalogasse il mio film
come 'di parte' vista la mia opinione sulla pena di morte.
Qual
è la sua posizione riguardo alla pena di morte?
Personalmente sono assolutamente contrario ma molti sono a favore, diciamo
un 50% circa, sia negli Stati Uniti che in Europa. Quel che mi preoccupa
di più è invece che nel mio paese ad essere favorevoli
alla pena di morte siano soprattutto i giovani.
Cosa
pensa sulle esecuzioni inflitte ai minori ed ai malati mentali?
Dei
38 stati in America che ancora oggi eseguono le condanne a morte non
tutti le eseguono nei confronti dei criminali giovani. Lo fanno in Texas
ed in Virginia sui 17enni e nei confronti di coloro che sono mentalmente
disturbati. Penso che questa situazione, in qualsiasi società
civile ci si trovi ed a prescindere della personale posizione rispetto
alla pena di morte, sia inaccettabile. Sono altrettanto consapevole
che la maggior parte dei cittadini americani sarebbe d'accordo con me
nel confermare l'iniquità di una pena capitale applicata a questi
soggetti. E' un argomento così difficile e spinoso che anche
la Corte Suprema del Stati Uniti ne sta discutendo da molti anni. Spero
che da qui a 5 anni le cose possano cambiare e che gli Stati Uniti aboliscano
del tutto la pena di morte o che almeno la prima ad essere abolita sia
quella inflitta sui giovani e sui malati di mente.
Nel
suo film si legge forse un rimprovero verso i giovani per il loro disinteresse
verso un tema così importante come la pena capitale. La maggior
parte delle persone che combattono la pena di morte è composta
da ultraquarantenni o comunque hanno una certa età, lo si vede
anche nel film. Si sbaglia nel leggere nel film questo tipo di critica
o c'è davvero?
Assolutamente
no. Credo invece di aver descritto chiaramente come i dimostranti siano
una popolazione mista e tra l'altro in Texas la maggior parte delle
associazioni organizzate contro la pena di morte è situata all'interno
delle università. Quel che è vero è che la scelta
narrativa del 'thriller' mi ha dato la possibilità di raggiungere
un pubblico molto più ampio e quindi anche più giovane
ed in secondo luogo di trattare temi che, se fossero stati trattati
come una semplice conferenza politica, avrebbero sicuramente avuto molta
meno eco.
Quali
sono state le sue impressioni durante la visita nel braccio della morte?
Il braccio
della morte si trova in una prigione diversa da quella in cui poi avvengono
materialmente le esecuzioni. La mia esperienza durante le riprese nel
braccio della morte è stata molto forte e mi ha indiscutibilmente
segnato, lì ci sono prigionieri molto violenti e quindi la situazione
era sempre molto tesa, specialmente se tenete conto che ho dovuto anche
pranzare con loro che servivano ai tavoli.
Ha
visitato anche la stanza delle esecuzioni?
Ero molto dubbioso se andarci o meno perché, se ricordate, nel
mio film non è mai mostrata, quindi non avevo bisogno di fare
riprese in quel posto. Mi sono fatto accompagnare da una guardia che
mi ha trasmesso una strana sensazione e cioè quella di un estremo
pragmatismo, di un distacco quasi totale. Sapevo che sarebbe stata una
brutta esperienza e infatti lo è stata almeno all'inizio, poi
in qualche modo mi sono sentito preso e avvolto dal pragmatismo della
mia guida e mi sono sforzato di vedere le cose dal suo punto di vista:
in quella stanza per lui non si faceva altro che 'applicare la legge'.
Pensate che sono state 300 le esecuzioni dal 1982 in Texas e cioè
da quando è stata ripresa la legge sulla pena di morte.
Il
film ha avuto notevoli difficoltà distributive e ritardi. Qual
è stata la reazione del pubblico americano?
Certamente
in questo momento storico è difficile poter proiettare un film
che sia percepito come una critica verso gli Stati Uniti, ma d'altra
parte i miei film hanno sempre avuto la caratteristica di polarizzare
le opinioni. Dovete tener presente che la lavorazione del film è
iniziata due anni fa, quindi non potevamo sapere quale sarebbe stato
il contesto socio-politico in cui ci saremmo trovati una volta giunti
al lancio del film. Riconosco che, vista la situazione attuale, è
certamente difficile la vita di un film di questa natura, ma negli Stati
Uniti è uscito in 2.200 sale e siamo molto soddisfatti dell'effetto
che ha avuto sul pubblico.
In
una trasmissione televisiva americana, lei ha dichiarato qualche tempo
fa che molte scene, come ad esempio quella in cui Kevin Spacey è
ubriaco e passeggia per il centro di Austin pronunciando frasi senza
senso, sono state quasi 'rubate' ai passanti usando una troupe 'leggera'
quasi impercettibile. E' vero questo e soprattutto è stata una
scelta calcolata visto l'argomento del film e l'ambientazione in Texas?
Sì,
quella è una scena molto spontanea, molto veritiera, ed è
l'ultima scena che abbiamo girato con Kevin Spacey. Il centro di Austin
è sempre molto trafficato e così abbiamo deciso di girare
questa scena per non dare troppo nell'occhio, usando anche qualche comparsa
ma puntando tutto sulla sorpresa reale sui volti dei passanti che pensavano
che Kevin Spacey fosse davvero ubriaco e magari nel bel mezzo di festeggiamenti
per la fine delle riprese di qualche film e non che stesse recitando
una scena nel ruolo del personaggio principale di "The
Life of David Gale".
E'
possibile secondo lei individuare dei punti di contatto tra le vicende
ed i personaggi di "The life of David Gale"
e le vicende del protagonista di "Fuga di mezzanotte".
Non
desidero rispondere in maniera tale che si pensi che sto evitando questa
domanda, al contrario sarò molto sincero. Non ho mai pensato
ad eventuali punti di contatto o in comune tra il personaggio di "Fuga
di mezzanotte" e David Gale, però
non escludo delle attinenze. Il film che avete citato è stato
girato la bellezza di 26 anni fa, quindi è probabile che lo abbiate
più presente voi di quanto non lo abbia io. E' un bene che me
lo abbiate ricordato perché adesso dovrò realizzare le
versioni in DVD dei miei film, in cui c'è la parte dei contenuti
speciali e del commento del regista, e quindi dovrò andarmelo
a rivedere. Chissà che non tragga da questa osservazione degli
spunti interessanti.
Incontro
con Laura Linney
Qual
è la sua opinione sul rapporto tra i giovani e la pena di morte?
Gli
studenti universitari sono attivi politicamente negli Stati Uniti ed
è quella la fascia di età in cui le persone diventano
maggiormente coinvolte nelle situazioni politiche dell'epoca in cui
vivono. E' infatti questa l'età in cui si sviluppano i propri
ideali, piuttosto che quella in cui iniziano una vita professionale
propria. Recentemente abbiamo notato un risveglio dell'attivismo politico
rispetto agli anni scorsi, in cui c'è stato un periodo di stasi
iniziato dopo gli anni '60, e forse una cosa 'positiva' o meno negativa
di altre nella situazione attuale del mondo potrebbe essere proprio
questa: i giovani sono più coinvolti, manifestano le loro idee
e partecipano attivamente in ogni parte del mondo. E' la prima volta
nella mia vita personale che assisto a cose di questo genere.
Cosa
ha amato e cosa ha odiato del suo personaggio?
Quel
che a me è piaciuto molto del personaggio di Constance è
che lei è una persona che non ha tempo a disposizione. Vuole
utilizzarlo al massimo nella sua vita e dare a quest'ultima un senso,
vuole lasciare un segno tangibile ed essere ricordata per i suoi ideali.
Lei non pensa mai a se stessa, parla velocemente ed assume un aspetto
trasandato proprio perché sa dentro di sé di avere poco
tempo. L'ambiguità degli scopi del suo lavoro è intenzionale
in questo film.
Cosa
ha significato per Lei lavorare con un regista come Alan Parker?
Penso che tutti gli attori e forse, più in generale, ognuno di
noi speri di lavorare un giorno con una persona come Alan. E' stata
un'esperienza esaltante e ritengo che proprio dalla sua esperienza derivi
un fatto che mi ha particolarmente colpita e che poi è la cosa
che preferisco di Alan Parker. E' una persona che ha il controllo completo
e totale della storia del film, del ritmo narrativo, della musica e
della sceneggiatura ma nel contempo non tiene sotto controllo gli attori,
che sono liberi di dare il proprio contributo e quindi si crea un'atmosfera
bellissima sul set.
Percorsi
tematici
The
Life of David Gale - di Alan Parker; con Kevin Spacey, Kate Winslet,
Laura Linney.
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