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Alberto
Cassani, 31 Marzo 2004: Controverso |
Eagle
Pictures, 7 Aprile 2004
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La
Passione di Cristo
di Mel Gibson
Di
rado un film è in grado di generare tutto il 'chiacchiericcio'
che ha circondato questa terza regia di Mel Gibson. Ma d'altra parte,
tutte le pellicole che hanno a che fare con la religione finiscono per
attrarre l'attenzione di persone che normalmente non si occupano di
cinema, e che non riescono ad evitare di commentare ciò che magari
ancora non hanno visto. Così, eccoci finalmente davanti a "The
Passion" quando ormai ne abbiamo già lette e sentite di
tutti i colori. Ecco l'Uomo, dunque.
Cattolico
tradizionalista, Gibson giura l'assoluta fedeltà del suo film
ai Vangeli, ma ciò che ha messo in scena è in realtà
una rilettura fortemente condizionata da testi apocrifi. E ha confezionato
un film difficile, per più d'un motivo. Se l'aramaico ed il latino
parlati dai personaggi in fondo non sono così disturbanti, dato
il basso numero di dialoghi, quello che complica notevolmente la visione
è l'assoluta mancanza di variazione tematica nel corso del film
e la scelta del regista di dare per scontata la conoscenza del materiale
d'origine da parte dello spettatore. Ossia: iniziando il suo racconto
con l'arresto di Gesù nel giardino di Getsemani, Gibson ci propone
126 minuti di pura tortura e ci dice ben poco su chi siano i personaggi
della vicenda. Vicenda arcinota, certo, ma probabilmente non così
tanto come Gibson immagina; non così tanto da riconoscere a prima
vista le figure di contorno, senza mai sentirne il nome. Nemmeno in
un paese fin troppo cattolico come l'Italia.
Ma
se è vero che raccontare tutta la vita di Gesù in un solo
film sarebbe stato praticamente impossibile, è altrettanto vero
che raccontarne solo la Passione impedisce all'autore di dare al personaggio
la giusta statura. Ci manca l'aspetto "mistico", ci manca
la sua grandezza. Ci mancano i miracoli e la predicazione: ci manca
il Figlio di Dio, e c'è rimasto solo l'Uomo.
Gibson realizza poi questa sua opera con lo stesso stile enfatico che
aveva già caratterizzato "Braveheart", nella cui tortura
finale si poteva già presagire questa "Passione". Ralenti
e sangue, dunque; musica pomposa e primi piani violenti, per cercare
a tutti i costi la commozione anche dello spettatore più disinteressato.
Ma anche se un paio di momenti emozionano, per riuscirci davvero ci
voleva tutt'altro approccio.
Di
tutte le cose che sono state dette a proposito del film, già
durante la lavorazione, la più insistita è stata l'accusa
di antisemitismo. E' probabile, a ben guardare, che con questo film
Gibson non volesse far ricadere il sangue di Cristo sul popolo ebraico
(e questa controversa frase di Caifa, tra l'altro, dal film è
stata epurata), ma con il taglio dato al racconto è evidente
la volontà dei Farisei di uccidere Gesù, per quanto i
sadici torturatori siano i romani. Il punto è che, con il taglio
dato al racconto, le loro invettive appaiono del tutto ingiustificate
allo spettatore religiosamente distaccato, perché non è
niente più di un uomo colui che vogliono veder crocifisso. E
visto che in un progetto simile è impossibile che le proprio
convinzioni religiose non influiscano sulle scelte registiche, è
ben difficile che Gibson non abbia valutato questo aspetto.
Ma
la realtà è che "La Passione di Cristo" è
un film noioso, monotono nella sua insistita violenza. Ed è un
film a tratti irritante nella sua forma, nella sua ricerca del modo
migliore di mostrare il dolore. Al di là della straordinaria
presenza di Rosalinda Celentano - e ovviamente al di là della
Storia dietro il film, di "Passion" ci resta ben poco, dentro,
alla fine della proiezione. Ci resta però la vergogna di aver
dimostrato la nostra eccessiva cattolicità lasciando che la pellicola
fosse distribuita nel nostro paese senza alcun divieto censorio. La
realtà, in fin dei conti, è che l'intento iniziale era
al di là delle capacità del mediocre regista di questo
film.
Percorsi
tematici
L'ultima
tentazione di Cristo - di Martin Scorsese; con Willem Dafoe, Harvey
Keitel, Barbara Hershey.
Apocalypto
- di Mel Gibson.
Titolo:
La Passione di Cristo (The Passion of the Crist)
Regia:
Mel Gibson
Sceneggiatura:
Benedict Fitzgerald, Mel Gibson
Fotografia:
Caleb Deschanel
Interpreti:
Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Hristo Jivkov, Hristo
Shopov, Rosalinda Celentano, Francesco Cabras, Claudia Gerini, Ted Russoff,
Francesco Gabriele, Angelo Di Loreta, Romuald Andrzej Klos, Sergio Rubini,
Matt Patresi, Roberto Bestazzoni, Abal Jefry, Luca Lionello, Mattia
Sbragia, Danilo Maria Valli
Nazionalità:
USA, 2004
Durata:
2h. 06'
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