Paola Cavallini, 13 Febbraio 2002: Neorealista
Teodora, 7 Dicembre 2001

Le biciclette di Pechino

di Wang Xiaoshuai


Cui LinPechino, oggi. Il giovane Guo arriva dalla campagna in cerca di un lavoro che gli possa garantire un futuro migliore di quello da agricoltore; supera la selezione per diventare "Pony Express" in bicicletta per una ditta che consegna documenti urgenti. Gli viene affidata una mountain bike nuova fiammante, che potrà riscattare lavorando (fino ad allora non sarà pagato) e che poi potrà tenere per sempre. Comincia in questo modo l'avventura del giovane, che si trasformerà presto in disavventura quando la preziosa bicicletta gli verrà rubata e successivamente venduta ad un giovane studente, Xiao...

Cui Lin e Li Bing"Le biciclette di Pechino" è uscito nelle sale italiane quasi in sordina, ed è un peccato, perché è sicuramente una pellicola che merita di essere vista. Innanzitutto poiché alle spalle ha una sceneggiatura scritta davvero bene, senza cedimenti o incongruenze, molto equilibrata, che tiene bene dall'inizio alla fine del film. Molto bella è infatti la vicenda dei due giovani, ferocemente in lotta l'uno contro l'altro per tenere la bicicletta che, se per il primo è mezzo di sostentamento e di liberazione dalla schiavitù di una vita senza futuro, per il secondo è mezzo di emancipazione di fronte ai suoi compagni ed alla ragazza della quale è innamorato e sulla quale vuole fare colpo. La Pechino che gli autori ed il regista ci presentano è la cittą delle incongruenze: lussuosissime terme private e poverissimi negozi di alimentari; fiumi di biciclette e palazzi desolati in costruzione; uffici iper-tecnologici e desolanti quartieri di bambini nudi e cani randagi, ed è lo sfondo ideale per una narrazione di impostazione sicuramente neorealista, che deve molto a certo cinema europeo dell'immediato dopoguerra.

Una scenaDal punto di vista tecnico segnaliamo una fotografia interessante, che rappresenta senza mezze misure un mondo spietato nel quale solo chi è più forte ha qualche chance di emergere; la scenografia praticamente inesistente, tanto che si ha la sensazione che nella maggior parte dei casi il girato sia stato realizzato in presa diretta, e che le comparse non siano nemmeno state selezionate o informate su quello che stava accadendo, ma vogliamo soprattutto evidenziare la recitazione di ottimo livello dei due protagonisti, molto spontanei e convincenti in ogni momento del film (entrambi premiati al Festival di Berlino come miglior attore protagonista).

"Le biciclette di Pechino" è un film da vedere, soprattutto se si vuole aprire un po' il proprio orizzonte cinematografico, e non finire per fossilizzarsi nelle produzioni europee, ma soprattutto americane, che hanno preso ineluttabilmente il sopravvento su tanto buon cinema.


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La locandinaTitolo: Le biciclette di Pechino (Shiqi sui de dan che)
Regia: Wang Xiaoshuai
Sceneggiatura: Wang Xiaoshuai, Tang Danian
Fotografia: Liu Jie
Interpreti: Cui Lin, Li Bing, Gao Yuanyuan, Li Shuan, Pan Yang, Xun Zhou, Zhao Yivei, Zhou Fangfei, Li Mengnan, Xie Jian, Ma Juhong, Liu Lei, Li Jian, Zhang Yang, Wang Yuzhong, Hui Wei, Ji Hua, Chang Jiayin, Ren Hougang, Wang Yang, Zhang Lei, Zhang Yu, Zhon Xun, Zhou Fangei
Nazionalità: Cina - Taiwan, 2001
Durata: 1h. 49'