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Alberto Cassani, 21 Febbraio 2004: Straordinario |
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L'occhio
che uccide
di Michael Powell
Figlio
di un apprezzato biologo, Mark Lewis lavora come cameraman nel
mondo del cinema e per arrotondare scatta fotografie erotiche. Ragazzo
chiuso e solitario, Mark fa la conoscenza della sua vicina di casa,
Helen, e se ne innamora subito. Ma il rapporto tra i due è minato
dall'ossessione di Mark per la sua macchina da presa, grazie alla quale
sta proseguendo l'esperimento che il suo defunto padre portava avanti
su di lui: studia - e riprende - la paura, "la cosa più
spaventosa che c'è al mondo".
Scritto
con leggerezza e ironia da Leo Marks, "Peeping Tom" ("il
guardone") si avvale di un buon lavoro di montaggio e di ottime
musiche, ma è realizzato con una regia didascalica e priva di
inventiva. L'insistenza di Michael Powell (che appare in un breve cameo
nel ruolo del padre di Mark) nel
voler sempre spiegare a chiare lettere tutto ciò che succede
risulta a tratti persino fastidiosa, eppure il film è quantomai
affascinante, e riesce a disegnare uno dei folli più sconvolgenti
della storia del cinema.
Passando
attaverso una serie di fantastiche scene ambientate sul set in cui Mark
lavora, e arrivando ad un finale eccessivamente melodrammatico ma di
grande intensità, "L'occhio che uccide" riesce ad essere
un perfetto saggio sul cinema in quanto attività voyeuristica,
sulla psicologia del far cinema e del guardarlo, e sulle patologie più
nere insite nella natura della settima arte. Il contrasto tra la leggerezza
delle scene 'normali' e l'oppressione che si prova nelle sequenze violente
l'ha reso indigesto al pubblico (e ai critici) dell'epoca, tanto che
la carriera del regista ("Il ladro di Bagdad", "Scarpette
rosse") è praticamente finita qui.
Il
teutonico Carl Boehm sembra essere più giusto che bravo nel ruolo
del protagonista: ha il fisico ed il volto da perfetto bravo ragazzo,
e al cinema non c'è vicino di casa più pericoloso di colui
che a guardarlo ispira fiducia. Purtroppo le voci italiane sono troppo
caricate - ma era praticamente un'abitudine, all'epoca - e la sua recitazione
non ne trae giovamento. Ma non sono gli attori a rendere sconvolgente
questa pellicola: è l'universo apparentemente normale in cui
si muovono i personaggi che ci mette addosso un'ansia mai provata prima.
Un universo felice fino a quando la macchina da presa non inizia a riprendere.
Ma la cosa che più ci disturba è il pensiero che in fondo
anche noi siamo dei sadici guardoni, pronti a pagare il biglietto pur
di vedere delle donne venir uccise.
Titolo:
L'occhio che uccide (Peeping Tom)
Regia:
Michael Powell
Sceneggiatura:
Leo Marks
Fotografia:
Otto Heller
Interpreti:
Karlheinz Böhm, Anna Massey, Moira Shearer, Maxine Audley, Brenda
Bruce, Miles Malleson, Esmond Knight, Martin Miller, Bartlett Mullins,
Michael Goodliffe, Jack Watson, Nigel Davenport, Shirley Ann Field,
Pamela Green, Veronica Hurst, Susan Travers, Brian Wallace, Maurice
Durant, Alan Rolfe, Brian Worth, John Dunbar, Keith Baxter, John Barrard
Nazionalità:
Gran Bretagna, 1960
Durata:
1h. 41'
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