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Mariela
Bernardini, 11 Maggio 2003: Efficace |
20th
Century Fox, 27 Giugno 2003
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In
linea con l'assassino
di Joel Schumacher
Rispondere
al telefono, è forse, una delle azioni più comuni e apparentemente
prive di pericolo che milioni di persone compiono svariate volte al
giorno. Hollywood, però, ci mostra sempre più frequentemente
che non è poi così innocuo alzare la cornetta, e che in
molti casi una semplice telefonata presagisce qualcosa di veramente
pericoloso e talvolta decreta la morte di chi risponde. Basti pensare
alla sequenza iniziale di "Scream",
in cui una svampita Drew Barrymore risponde al telefono senza sapere
che di lì a poco farà una fine poco piacevole. Oppure,
la telefonata mortale che ricevono i protagonisti di "The
Ring", tanto per citare alcune tra le più recenti.
Questa
volta il protagonista della "chiamata di turno" è l'arrogante
e sfacciato Stu Sheppard (Colin Farrell), press agent della Grande
Mela, il quale telefona ogni giorno alla giovane amante Pamela (Katie
Holmes) da una cabina telefonica, per evitare che sua moglie Kelly (Rhada
Mitchell) scopra l'affaire. Un giorno, dopo aver parlato con
la ragazza, il telefono squilla e Stu, convinto che sia lei, risponde;
ma dall'altra parte non c'è la ragazza, bensì un folle
cecchino che minaccia di ucciderlo se lascerà la cabina e se
non seguirà le sue indicazioni. Ben presto il ragazzo scoprirà
che il cecchino conosce troppe cose sul suo conto...
Dirigendo
il film in soli 11 giorni con mezzi e budget ridottissimi, Joel Schumacher
confeziona un buon thriller, che sotto le sembianze di una parabola
tratteggia e condanna i vizi e gli errori della nostra società.
Infatti il cecchino assume l'atteggiamento di un "giustiziere"
il cui scopo è quello di punire Stu, reo di tradire la moglie,
di ingannare Pamela nascondendole di essere sposato, di corrompere,
di mentire... insomma un peccatore che deve pagare per i peccati commessi.
Una lotta per la sopravvivenza appesa, letteralmente, ad un filo.
Nonostante
si svolga in un luogo circoscritto come è la cabina - e la strada
in cui essa si trova - il film evita di cadere in quella trappola che
di sovente rovina molti lungometraggi, ovvero la noia. Il merito, non
è tanto dello sceneggiatore Larry Cohen, ma di un astuto Joel
Schumacher ("Batman Forever", "8mm
- Delitto a Luci Rosse"), che pur non sbizzarrendosi fino in
fondo con l'uso della macchina da presa mantiene alta la tensione essenziale
in un film del genere. Il regista riesce ad ottenere tale effetto concentrandosi
sull'interagire nervoso e a tratti disperato di Stu con il cecchino,
e sul susseguirsi di stratagemmi messi in pratica dal ragazzo per comunicare
con la moglie e con l'agente della polizia Ed Ramey (un convincente
Forest Whitaker). La regia di Schumacher, caratterizzata da una serie
di sequenze dei grattacieli newyorkesi visti dal basso vero l'alto e
viceversa, e dal frequente uso della camera a mano, rende palpabile
e convincente l'atmosfera "claustrofobica" e caotica che circonda
Stu. Azzeccata l'idea di proporre una serie di soggettive del cecchino,
che dall'alto punta il mirino contro i passanti e contro il ragazzo.
Molto interessante la sequenza iniziale che ripropone un viaggio cibernetico
tra i fili telefonici, immagine che serve a sottolineare l'importanza
che ha il telefono, per l'uomo e per l'evolversi della storia narrata.
Come
se non bastasse, si può leggere chiaramente un duro attacco nei
confronti dei media, che accorrono in massa a seguire la vicenda, e
che come al solito, sono sempre pronti a sfruttare situazioni imprevedibili
e pericolose per renderle eventi mediatici. E parlando di media, è
inevitabile menzionare la macabra somiglianza del film con la terribile
vicenda del cecchino che nell'Ottobre 2002, spostandosi indisturbato
tra l'Alabama e Washington ha ucciso 11 persone. Il film, che doveva
uscire proprio nello stesso mese, è stato rimandato ed è
uscito nelle sale americane a inizio Aprile, ottenendo peraltro un discreto
successo nel primo week-end di programmazione.
Al
di là della storia, e del lavoro svolto dal regista, chi merita
una lode particolare è Colin Farrell, entrato (oserei dire meritatamente)
a pieno titolo nell'olimpo dei giovani di talento "belli e scontrosi".
Ha lavorato col divo Tom Cruise in "Minority
Report" di Spielberg, con il mostro sacro Al Pacino in "La
regola del sospetto", ed è stato proprio Schumacher
a farlo conoscere negli States (e non solo) con "Tigerland".
Questa volta, il regista ha dato al giovane attore la possibilità
di dimostrare pienamente il suo talento, in un vero e proprio one
man show. Infatti, è lui a reggere tutta la storia, a farci
riconoscere in Stu, a svelare man mano il terrore e l'angoscia che chiunque
proverebbe in una situazione in cui una mossa sbagliata può costarti
la vita.
Se
proprio devo trovare un difetto, secondo me è l'eccesso di moralismo
che viene fuori dalle parole di condanna del cecchino, che in alcuni
passaggi lo fanno sembrare più un predicatore che un folle assassino.
Fatto sta che per un'ora e venti minuti non vedrete di certo un capolavoro
del veterano Schumacher, ma di certo non rimpiangerete troppo la spesa
fatta e vi godrete un film quantomeno originale.
Percorsi
tematici
Cellular
- di David R. Ellis; con Kim Basinger, Chris Evans.
8MM - Delitto a luci rosse - di Joel Schumacher;
con Nicolas Cage, Joaquin Phoenix.
Bad Company - di Joel Schumacher; con Anthony
Hopkins, Chris Rock.
Titolo:
In linea con l'assassino (Phone Booth)
Regia:
Joel Schumacher
Sceneggiatura:
Larry Cohen
Fotografia:
Matthew Libatique
Interpreti:
Colin Farrell, Forrest Whitaker, Katie Holmes, Rhada Mitchell, Kiefer
Sutherland, Paula Jai Parker, Arian Ash, Tia Texada, John Enos III,
Keith Nobbs, Richard T. Jones, Dell Yount, James MacDonald, Josh Pais,
Colin Patrick Lynch, Yorgo Constantine, Troy Gilbert, Richard Paradise,
Seth William Meier, Svetlana Efremova, Domenick Lombardozzi
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
1h. 21'
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