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Alberto
Cassani, 6 Maggio 2003: Stereotipato |
01
Distribution, 9 Maggio 2003
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Il
posto dell'anima
di Riccardo Milani
Non
è mai una bella cosa paragonare in maniera diretta due film realizzati
autonomamente l'uno dall'altro, ma vedendo questo terzo lungometraggio
di Riccardo Milani non si può non pensare al bel film spagnolo
"I lunedì al sole", che affronta
un tema simile in modo completamente diverso. E nonostante tutti i suoi
limiti, lo fa con risultati decisamente migliori.
La
CarAir è una azienda statunitense che produce pneumatici. A causa
della crisi del mercato, la ditta è costretta a chiudere lo stabilimento
di Campolaro. Gli operai si sentono imbrogliati dai padroni e decidono
di occupare la fabbrica, cercando di suscitare l'interesse dell'opinione
pubblica.
Le storie di tre degli operai sono al centro della pellicola: Antonio
(Silvio Orlando) è fidanzato con Nina, che vive a Milano e cerca
di convincere Antonio a trasferirsi da lei, anche se lui vorrebbe tornare
a vivere nel paesino in cui è nato e cresciuto; Salvatore (Michele
Placido) è il sindacalista della fabbrica, ha un pessimo rapporto
col figlio diciottenne e non ha mai voluto che la moglie lavorasse;
Mario (Claudio Santamaria) ha appena comprato una casa nuova, ed essendo
il più giovane è il primo a capire che conviene cercare
altre strade lavorative per sopravvivere nel caso la fabbrica venga
chiusa definitivamente.
In
bilico tra la commedia e il film politico, "Il posto dell'anima"
("Abbiamo dato il culo alla fabbrica, ma non l'Anima" - "E
se fosse il culo, il posto dell'Anima?") è una pellicola
che non riesce a trovare una strada precisa e a seguirla con decisione,
che non riesce mai a decollare emotivamente e risulta essere sempre
prevedibile e scontata.
E' un film 'operaio' (detto senza allusione alcuna), fortemente politico
ma che non vuole rischiare di schierarsi con troppa decisione (solo
una bandiera della CGIL sullo sfondo, sfocata). E' un film con diverse
sequenze da commedia pura (peraltro le cose migliori dell'ora e tre
quarti di proiezione) che mal si inseriscono in un contesto drammatico
come questo. E' un film che affronta diversi temi sociali senza mai
trattarne nessuno con l'attenzione che avrebbe meritato (in particolare
il conflitto generazionale e la diversa visione della vita che hanno
padre e figlio).
Soprattutto,
è un film con una sceneggiatura che procede lenta e senza soprese,
che sottolinea troppo dei risvolti che avrebbero dovuto essere solo
accennati, che cerca troppo facilmente la lacrima e che presenta situazioni
che, prese singolarmente, sono già state viste mille altre volte.
Una sceneggiatura che i pur bravi attori non riescono a trasformare
in un film emozionante come avrebbe voluto essere (prova ne è
la scena dell'ospedale, fredda come un bicchiere di vodka), e che si
trascina stancamente sullo schermo tra una canzone dei Coldplay e una
dei Clash.
Sembra
non si possa dire che il film è retorico - in conferenza stampa
regista, sceneggiatore e attori se la sono presa non poco - ma la realtà
è che di rado in un film italiano si è vista una simile
accozzaglia di stereotipi tutti insieme.
Percorsi
tematici
I
lunedì al sole - di Fernando León de Aranoa; con
Javier Bardem.
Titolo:
Il posto dell'Anima
Regia:
Riccardo Milani
Sceneggiatura:
Domenico Starnone, Riccardo Milani
Fotografia:
Arnaldo Catinari
Interpreti:
Silvio Orlando, Michele Placido, Paola Cortellesi, Claudio Santamaria,
Imma Pirro, Flavio Pistilli, Maria Laura Rondanini, Davide Bossi, Alessandra
Albo, Donato Placido, Michele Buccini, Ermanno Grassi, Franco Di Nardo,
Sergio De Guglielmo, Ennio Tozzi, Domenico Baiocco, Michela Santini,
Federico Di Flauro, Andrea Bayer, Luciano Di Pietro
Nazionalità:
Italia, 2002
Durata:
1h. 46'
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