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Tommaso
Tocci, 17 Ottobre 2006: Ambivalente |
Warner,
22 Dicembre 2006
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The
Prestige
di Christopher Nolan
L'illusionismo
e la magia del cinema, si sa, sono parenti stretti. Entrambi poggiano
sul culto della finzione, dell'inganno. Entrambi si affidano allo spettatore
e al suo desiderio di credere ciò che sa di non poter credere.
Christopher Nolan, a ben vedere, ha battuto su questo tasto in maniera
piuttosto esplicita lungo tutta la sua filmografia. Un inganno prettamente
illusionistico c'era già in "Memento",
ma rivolto allo spettatore confuso dal montaggio a ritroso; quello in
"Batman Begins" era l'arma principale
contro il crimine di Gotham, disorientato dalle trovate circensi del
pipistrello. Anche in "Insomnia",
l'uomo deputato a svelare gli inganni ne diviene artefice e vittima,
mentre una nebbia illusoria lo circonda.
"The Prestige" non fa eccezione e Nolan, com'è ovvio,
si premura di mettere bene in relazione la figura dell'illusionista
con quella del cineasta; di conseguenza, lo spettatore prende il punto
di vista della vittima in platea ("Are you watching closely?").
Torna spesso in mente il "Dracula" coppoliano, sia per questo
legame che per l'ambientazione, e si confondono struttura e sovrastruttura.
Nella
Londra che si affaccia al ventesimo secolo due giovani apprendisti "maghi"
si fanno a poco a poco prendere dalla rivalità, soggiogati da
un mestiere che esige sempre un trucco nuovo, un inganno portato ancora
un po' più in là. Angier è un grande uomo di scena,
Borden è tecnicamente più abile ma non molto attento alla
componente spettacolare. Figure complementari cui manca qualcosa per
essere l'altro, e qualcosa per superarlo. Alimentata da una disgrazia
e da successivi sabotaggi, la loro rivalità si spinge oltre i
confini dell'illusionismo, fino a sfidare la scienza pura. Ma chi sta
fingendo cosa?
Combinando
l'enfasi spettacolare con il recupero del montaggio ballerino, Nolan
punta a confondere pesantemente le idee. C'è da dire che l'effetto
ottenuto è curiosamente diverso. Per tutto il film si disquisisce
di deontologia "magica", insistendo sul fatto che il pubblico
non afferra il trucco perché non lo vuole vedere. Nel film il
"trucco" su cui si basa la suspense è piuttosto
ovvio, e lo svolgersi della storia prevedibile fin da quando si genera
il conflitto principale, quello sul numero dell'uomo che scompare. Ebbene,
proprio come ci dice il decano Michael Caine, ciò non ha importanza,
perché quello che vogliamo è "non vedere". Chissà
se questo "effetto dell'effetto" era nei piani di Nolan fin
dal principio, ma che importa? Dietro all'avanspettacolo di prestigiatori
si assaggia appena una vicenda di grande fascino, che ammicca alle tematiche
culturali novecentesche del sapere tecnico, della nascente psicanalisi
e delle rotture artistiche.
Un
film di cui in Italia si è forse parlato poco, e che alla Festa
di Roma viveva la paradossale condizione di esserci e non esserci (c'era
il film, ma nessuno ad accompagnarlo, come una presenza fantasma). Probabilmente,
a concentrarsi sulla trama si resta delusi da una certa prevedibilità
e da un racconto un po' ingessato, che oltretutto rischia di afflosciarsi
sulle sue stesse velleità. Come detto, però, basta accompagnarlo
dove vuole essere accompagnato per intravedere motivi di interesse che
sembrano proprio il terzo atto di un numero spettacolare, appunto the
prestige, la risoluzione, lo scioglimento.
Tutto
il film è sulle spalle di Hugh Jackman e Christian Bale (Wolverine
contro Batman, mica roba da tutti i giorni),
intensi in modi diversi, impegnati a distruggersi cercando ognuno di
diventare come l'altro. Ci sarebbe anche Scarlett Johansson, che infila
un altro ruolo inutile dopo quello in "The
Black Dahlia", ma preferiamo ricordare un bravo Michael Caine
e un sorprendente David Bowie, simbolo della pura volontà scientifica,
sfruttata e manipolata per i giochetti di due semplici illusionisti.
Percorsi tematici
The
Illusionist - L'illusionista - di Neil Burger; con Edward Norton,
Jessica Biel, Paul Giamatti.
Batman
Begins - di Christopher Nolan; con Christian Bale, Michael Caine,
Katie Holmes.
Insomnia - di Christopher Nolan; con Al
Pacino, Robin Williams, Hilary Swank.
Memento - di Christopher Nolan; con Guy
Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano.
Titolo:
The Prestige
Regia:
Christopher Nolan
Sceneggiatura:
Jonathan Nolan, Christopher Nolan
Fotografia:
Wally Pfister
Interpreti:
Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Piper Perabo, Scarlett
Johansson, David Bowie, Andy Serkis, Rebecca Hall, Samantha Mahurin,
Daniel Davis, Jim Piddock, Christopher Neame, Mark Ryan, Roger Rees,
Jamie Harris, Monty Stuart, Ron Perkins, Ricky Jay, J. Paul Moore, Anthony
De Marco, Chao Li Chi, Gregory Humphreys, John B. Crye
Nazionalità:
USA, 2006
Durata:
2h. 15'
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