|
Tommaso
Tocci, 30 Ottobre 2008: Medio |
Eagle
Pictures, 31 Ottobre 2008
|
Pride
and Glory
Il prezzo dell'onore
di Gavin O'Connor
Il
vecchio poliziotto decano Francis Tierney vive di certezze. C'è
la famiglia, ci sono i valori e c'è il corpo di polizia. Elementi
che vanno organizzati per non farli urtare l'uno con l'altro, e pazienza
se si crea qualche zona grigia qua e là. A Francis non piace
quando succedono cose che non erano previste dalla sua Weltanschauung
e, durante la cena di famiglia, alza la voce a coprire quella degli
altri per illustrare appunto la sua visione del mondo: per i tre figli
ha un posto e un destino ben segnato. C'è lo stratega pensoso
e c'è il condottiero leale, naturalmente poliziotti. C'è
la donna, che ovviamente ha un gran cuore. In più la figlia ha
un marito, poliziotto pure lui, che fa parte della famiglia anche se
forse non fino in fondo, perchè non ha diritto a epiteti profetici.
"Pride
and Glory" nasce e vive della disintegrazione di questa impalcatura,
scippando le categorie del vecchio Francis e mettendole una contro l'altra.
Robusto dramma poliziesco di spiccata medietà, il lavoro di Gavin
O'Connor trova il suo posto navigando tra le coordinate di genere, apre
con un delitto scatenante che sembra di Ellroy, poi si sviluppa ricordando
il recente "I padroni della notte"
di James Gray. Rispetto a quest'ultimo, "Pride and Glory"
smussa sia gli alti sia i bassi, rinuncia al respiro tragico (i protagonisti
sono più romanzeschi, e più legati al genere stesso rispetto
a quelli di Gray). In compenso torna al poliziesco puro, alla componente
procedurale, ed è ammirevole per il paziente affetto con cui
segue i personaggi da vicino, dedicando molto spazio alla semplicità
d'azione, sia essa familiare o investigativa, o entrambe, non fa differenza.
Quella
che resta sullo sfondo è una New York che si nasconde, quasi
assente. Ambienti che emergono dal buio, molti interni e un look
cupo che non prova a far entrare la città nella storia ma la
tiene come funzione. La sceneggiatura di Joe Carnahan (autore dell'unico
poliziesco di rilievo non riconducibile a Ellroy degli ultimi anni,
"Narc") fa un buon lavoro, se non fosse per un paio di scivoloni
nel finale (uno dei quali gioca un po' troppo con il cliché
degli sbirri irlandesi). Allo script hanno lavorato anche lo
stesso O'Connor e suo fratello, evidentemente molto interessati a svolgere
tematiche personali, come appunto il rapporto tra fratelli e l'ambiente
di polizia in cui sono cresciuti. Ingredienti dosati con parsimonia
per un film di intrattenimento non troppo caciarone, ma i meriti non
vanno molto oltre.
Anche
le prove degli attori riflettono il clima che incapsula tutto il film
- da solido mestiere e poco più. Jon Voight va facendo lo stesso
personaggio da diversi anni, Colin Farrell anche, aggiungendo qualche
sfumatura a tutti gli altri suoi poliziotti. Da segnalare allora la
buona prova del vaso di coccio Noah Emmerich, comprimario che riesce
bene in un ruolo delicato, di raccordo tra gli estremi. Edward Norton,
anche lui non indenne dai luoghi comuni (compresa la marchiatura dell'eroe),
funziona sempre con il suo rigore sofferto.
Percorsi tematici
I
padroni della notte - di James Gray; con Joaquin Phoenix, Mark
Wahlberg, Robert Duvall.
Titolo:
Pride and Glory - Il prezzo
dell'onore (Pride and Glory)
Regia:
Gavin O'Connnor
Sceneggiatura:
Joe Carnahan, Gavin O'Connor
Fotografia:
Declan Quinn
Interpreti:
Colin Farrell, Edward Norton, Jon Voight, Noah Emmerich, Jennifer Ehle,
John Ortiz, Frank Grillo, Shea Whigham, Lake Bell, Carmen Ejogo, Manny
Perez, Wayne Duvall, Ramon Rodriguez, Rick Gonzalez, Maximiliano Hernández,
Leslie Denniston, Ty Simpkins, Ryan Simpkins, Hannah Riggins
Nazionalità:
USA, 2008
Durata:
2h. 05'
|