|
Alberto
Cassani, 11 Novembre 2003: Rigoroso |
CIC,
28 Febbraio 1975
|
Professione:
reporter
di Michelangelo Antonioni 
Il
reporter televisivo David Locke tenta vanamente di intervistare il capo
di un gruppo di rivoluzionari africani. Di ritorno in albergo dopo aver
vagato nel deserto, trova il cadavere di un uomo che gli somiglia. Scambiando
i passaporti, assume l'identità del morto con la speranza di
lasciarsi alle spalle i propri problemi e parte per Monaco di Baviera
com'è previsto dall'agenda dell'uomo. Giunto in Germania, però,
Locke si ritrova invischiato in un caso di traffico di armi.
Uno
dei migliori, se non il migliore, film di Michelangelo Antonioni. Nelle
parole dello stesso regista, "l'arte di trasformare un intrigo
poliziesco in una meditazione sulle pene della vita, sull'impossibilità
di capire la realtà e di cambiare la propria personalità,
ed il proprio destino, insieme con la propria identità".
Attraverso
l'identità del morto, Locke è convinto di poter dare un
nuovo significato alla sua vita, non riuscendo a capire che anche con
un diverso nome, lui rimane sempre la stessa persona. Questa incapacità
di comprendere, questo limite nella sua visione delle cose, è
il tema principale di un film tecnicamente perfetto ma narrativamente
enigmatico (volutamente). La solitudine dell'umanità è
evidentemente quello che Antonioni voleva raccontare attraverso questa
pellicola. Ne è esempio sufficiente l'ultimo - magnifico - piano
sequenza, con la macchina da presa che lascia Locke steso sul letto
nella sua camera d'albergo ed esce lentamente (ci mette dieci minuti!)
dalla stanza inquadrando nel suo cammino un'umanità di persone
affaccendate che si contrappongono all'inerzia del protagonista.
Il
senso di Antonioni per la composizione visuale è qui ai massimi
livelli, utilizzando gli attori quasi come burattini (compreso l'ottimo
Jack Nicholson, che mai ha occasione di mostrarci il suo celebre ghigno)
e costruendo sequenze che contrappongono benissimo il personaggio protagonista
della scena con l'ambiente vuoto in cui si muove. E questa costruzione
dell'immagine lungo tutto il film è ciò che rende evidente
- ed efficace - il messaggio. È davvero una vuota esistenza,
la nostra.
Titolo:
Professione: reporter
Regia:
Michelangelo Antonioni
Sceneggiatura:
Michelangelo Antonioni, Mark Peploe, Peter Wollen
Fotografia:
Luciano Tovoli
Interpreti:
Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry, Steven Berkoff,
Ambroise Bia, José María Caffarel, James Campbell, Manfred
Spies, Jean-Baptiste Tiemele, Ángel del Pozo, Charles Mulvehill,
Narciso Pula, Jaime Doria, Joan Gaspart, Gustavo Re
Nazionalità:
Francia - Italia - USA - Spagna, 1975
Durata:
1h. 59'
|