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Francesco Puglisi, 16 Luglio 2002: Sorprendente |
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La
generazione rubata
di Phillip Noyce
Australia
1931: dopo essere state strappate alle proprie famiglie, Molly (Everlyn
Sampi), Gracie (Laura Monaghan) e Daisy (Tianna Sansbury), tre bambine
aborigene mezzosangue, vengono rinchiuse in un campo governativo dove
un programma prevede l'eliminazione della specie attraverso la loro
integrazione nella società bianca (se sposate con uomini bianchi,
le mezzosangue daranno alla luce bambini "meno aborigeni"
e così via di generazione in generazione, fino ad arrivare alla
completa eliminazione della specie). Ma le tre bambine, guidate dalla
più grande, Molly, riusciranno a fuggire e seguendo la lunghissima
rete anticoniglio ad arrivare al loro villaggio, pur essendo braccate
dall'inseguitore Moodoo (David Gulpilil) e da guardie governative sguinzagliate
da A.O. Neville (Kenneth Branagh) rappresentante del governo.
Il
film più applaudito del Taormina FilmFest 2002, è un film
che non ci si aspettava di vedere da un regista come Noyce, che ha diretto
pellicole non eccelse come "Il Santo" o "Il
collezionista di ossa". Un film bello, sincero, che ha lo scopo
di mostrarci cose di cui altrimenti non avremmo visto né sentito
parlare. Una storia semplice, folle, vera e per questo drammatica.
La
sceneggiatura, tratta dal romanzo di Doris Pilkington, madre della protagonista
del film, ci mostra un governo, una società e la loro "follia"
che si attua in pieno nel momento in cui si auto-convincono di essere
nel giusto quando mettono in pratica il programma di integrazione; ci
mostra la diversità tra la popolazione bianca e quella aborigena,
la loro impossibilità nel ribellarsi e la loro unica colpa, che
è quella di "essere" e di vivere in quel mondo; ci
mostra un paesaggio arido, immenso e dispersivo dentro il quale si immergono
e si perdono le storie di queste tre bambine, la cui forza e volontà
di ritornare a casa coinvolge lo spettatore ed è anche metafora
dell'accettare gli altri per quel che sono e di rifiutare ogni tipo
di globalizzazzione che porti ad un annullamento.
Una
regia semplice, che ci fa identificare con le protagoniste e non con
i bianchi (l'inquadratura in prima persona della bambina durante la
visita di Neville nel campo), che ci mostra il viaggio e l'ambiente
che le circonda, e che crea ambiguità in personaggi come Moodoo
e determinata freddezza in quelli come Branagh.
Gli interpreti sono eccellenti, non si può rimanere indifferenti
di fronte ai volti delle tre bambine; Branagh e Gulpilil sono perfetti.
Ottime la fotografia di Christopher Doyle e le musiche di Peter Gabriel.
Percorsi
tematici
Il
collezionista di ossa - di Phillip Noyce; con Angelina Jolie,
Denzel Washington, Queen Latifah.
The Quiet American - di Phillip Noyce; con
Michael Caine.
Titolo:
La Generazione Rubata (Rabbit-proof Fence)
Regia:
Phillip Noyce
Sceneggiatura:
Christine Olsen
Fotografia:
Christopher Doyle
Interpreti:
Everlyn Sampi, Tianna Sansbury, Laura Monaghan, David Gulpilil, Kenneth
Branagh, Deborah Mailman, Ningali Lawford, Jason Clarke, Myarn Lawford,
Garry McDonald, Roy Billing, Andrew S. Dilbert, Ken Radley, Don Barker,
Anthony Hayes, Trevor Jamieson, Carmel Johnson, Lorna Leslie, Celine
O'Leary, Kate Roberts, Tracy Monaghan, Tamara Flanagan
Nazionalità:
Australia, 2002
Durata:
1h. 34'
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