I ragazzi della mia vitadi Penny Marshall
Non ho l'abitudine di leggere con attenzione le trame dei film in uscita, prima di andarli a vedere, e non mi era capitato di vedere il trailer di questa pellicola in TV. Praticamente, al di là dei dati tecnici essenziali, tutto quello che sapevo su questo film ve l'ho raccontato nel paragrafo precedente. Pur sapendo che la regista era Penny Marshall, quindi, pensavo mi sarei trovato davanti un drammone strappalacrime, un po' sulle stile di quella pellicola con Geena David, "Angie - Una donna tutta sola". Dopo aver visto il film, invece, devo riformulare la mia definizione: "Riding in cars with boys" è sicuramente una commedia, ma una commedia più pesante di un dramma intimista in lingua polacca con sottotitoli in cantonese!
Due ore di dialoghi ridicoli e situazioni difficilmente sopportabili, con qualche stereotipo di troppo per poter pensare che la storia vera cui il film dichiara di essere ispirato non sia stata tradita in più punti. Ma poi la grande domanda è un'altra: come si può parteggiare per la protagonista, quando ci viene presentata come una persona arrogante, egoista e non poco bisbetica? Ci viene piuttosto da schierarci a fianco del figlio Jason, la cui vita a fianco di cotanta madre non dev'essere certo stata facile. Oddio, nel grigiore generale è davvero difficile prendere le parti di chicchessia, se non di quelli che si sono tenuti alla larga dalla sala dove si proietta questo film, anche perché il ricordo di quel dente da latte conservato gelosamente dal padre per vent'anni sarà difficile da scacciare...
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