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Alberto
Cassani, 25 Novembre 2004: Godibile |
Uip,
21 Gennaio 2005
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Ray
di Taylor Hackford
Florida,
1948. Un uomo di colore di neanche diciott'anni aspetta col biglietto
in mano di poter salire sull'autobus che lo porterà fino a Seattle,
dove sa di poter ottenere un lavoro ben pagato. Ma il ragazzo è
cieco, e l'autista non si fida a portare in un giro così lungo
sul suo bus un negro che non ci vede. Quando però scopre che
il giovane ha perso la vista durante
lo sbarco in Normandia, decide di prendersi in prima persona la responsabilità
di accompagnarlo.
Quell'uomo
era Ray Charles Robinson, e non aveva combattuto ad Omaha Beach. Era
diventato cieco per colpa di un glaucoma agli occhi quando aveva 7 anni,
ma grazie all'aiuto della madre era riuscito ad evitare di diventare
un handicappato, imparando a muoversi nel mondo di chi ci vede senza
farsi imbrogliare e riuscendo a mettere pienamente a frutto il suo talento
pianistico. Per lo meno fino a quando è riuscito a stare lontano
dalla droga...
Per
quanto Jamie Foxx sia grandioso nel ruolo principale, per quanto la
sceneggiatura sia ben architettata e la regia ottimamente bilanciata,
la cosa che esce maggiormente da questo film è la grandezza della
musica di Ray Charles. Il primo a mescolare le sonorità blues
con quelle di altri generi, dal gospel al country, riuscendo ad evitare
di diventare l'ennesimo clone di questo o quest'altro cantante di successo.
La
figura di Charles - personaggio problematico come pochi, che ha seguito
da vicino la lavorazione del film rieseguendo per l'occasione molte
sue canzoni - ne esce tutto sommato bene. La dipendenza dall'eroina,
che gli procurò il caratteristico ondeggiamento del corpo, rimane
sullo sfondo fino al momento del primo arresto (in assoluto la peggior
scena del film) ed incide nella storia solo quando Charles entra in
clinica per disintossicarsi. Il suo vizio di alzare le mani sulle (tante)
donne con cui si accompagnava è del tutto assente e più
in generale i personaggi di contorno sono poco definiti. Eppure il film
non risulta eccessivamente celebrativo, non arriva mai a suonare falso
e risulta anzi emozionante in più di un'occasione (splendida
la scena del grillo, ad esempio). Probabilmente, però, non riesce
a raccontare cosa davvero fosse il mondo di Ray Charles.
Straordinario
Jamie Foxx, come detto, che imita alla perfezione la parlata e le movenze
del genio della Georgia e dal punto di vista fisico gli somiglia a sufficienza
(ma gli occhiali scuri aiutano). Al suo fianco, un manipolo di buoni
caratteristi (chi ha riconosciuto Curtis Armstrong nel ruolo del pelato
Ahmet Ertegun?) alle prese con personaggi che restano però sempre
troppo ai margini della narrazione. Fa eccezione una bravissima Sharon
Warren che all'esordio cinematografico interpreta con decisione e grande
efficacia la madre del protagonista, figura chiave della vita di Charles
anche se di fatto ne uscì quando Ray era ancora un bambino. Ma
è a quel punto che Ray Charles Robinson divenne davvero Ray Charles,
prima ancora di cambiare il nome per non far pensare al pugile suo omonimo:
quando la cosa più importante della sua vita divenne la musica.
Quella musica che la colonna sonora di questo film ripropone meravigliosamente.
Titolo:
Ray (Id.)
Regia:
Taylor Hackford
Sceneggiatura:
James L. White
Fotografia:
Pawel Edelman
Interpreti:
Jamie Foxx, Kerry Washington, Regina King, Clifton Powell, Harry J.
Lennix, Bokeem Woodbine, Aunjanue Ellis, Sharon Warren, Curtis Armstrong,
C.J. Sanders, Larenz Tate, Richard Schiff, Terrence Dashon Howard, David
Krumholtz, Wendell Pierce, Chris Thomas King, Thomas Jefferson Byrd,
Rick Gomez, Denise Dowse, Warwick Davis, Patrick Bauchau
Nazionalità:
USA, 2004
Durata:
2h. 32'
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