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Alberto
Cassani, 7 Marzo 2003: Efficace |
Buena
Vista, 28 Marzo 2003
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La
regola del sospetto
di Roger Donaldson
James
Clayton è un giovane genio dell'informatica, creatore di un programma
in grado di trasformare qualunque computer in un terminale del proprio
portatile. Una sera mentre serve birra in un bar viene avvicinato da
Walter Burke, il quale dice di essere un reclutatore della CIA che sa
molto di lui e pensa possa diventare il nuovo James Bond. Incredulo,
Clayton ci pensa su tutta notte e poi accetta, convinto soprattutto
dalla scoperta che anche suo padre faceva parte dell'agenzia. Nel corso
dei sei mesi di addestramento, passati in un luogo isolato chiamato
"La Fattoria", 'niente è ciò che sembra' e 'tutto
è un test', e ben presto Clayton si dimostra essere uno dei migliori
aspiranti al posto di agente segreto. Ma anche se sa che non dovrebbe,
il ragazzo non riesce a rimanere insensibile al fascino della sua bella
collega Layla, e in quel lavoro non sono ammesse debolezze: 'prima regola,
mai farsi prendere'.
Buon
thriller scritto da Roger Towne ("Il Migliore"), Kurt Wimmer
("Sfera") e Mitch Glazer ("S.O.S.
Fantasmi"), "The Recruit" è uno dei migliori film
dell'incostante regista australiano Roger Donaldson ("Thirteen
Days", "Cocktail"). Pur non essendo neanche lontanamente
memorabile, risulta essere un film solido, ben realizzato e dotato di
buona suspense. Senza puntare troppo in alto, e incentrando la
vicenda su un singolo personaggio piuttosto che su un complotto internazionale,
il film non perde mai di interesse e non lascia cadere la tensione fino
alla fine, quando un evidente balzello allo star system ci obbliga
ad ascoltare il monologo di Al Pacino che anticipa la chiusura.
Colin
Farrell ("Minority Report"), qui
al suo primo vero ruolo da protagonista, si dimostra perfettamente in
grado di reggere un film quasi da solo: con la faccia e il fisico che
ha potrebbe permettersi di apparire senza recitare, invece ci mette
del suo e crea un personaggio vivo e interessante. Aspettiamolo nell'interessante
thriller "Phone Booth" di Schumacher.
Al suo fianco Al Pacino recita col pilota automatico un personaggio
già visto milioni di volte (ma è pur sempre Al Pacino)
e Bridget Moynahan finisce per non avere molto più spazio che
nei suoi precedenti "Serendipity"
e "Al vertice della tensione", facendosi
ricordare più per il bel viso che non per la bravura.
Dal
punto di vista tecnico, Donaldson non eccelle in regia, mettendo in
scena il film in maniera anonima anche se funzionale, lasciandosi comunque
scappare qualche sottolineatura di troppo nella fase conclusiva della
pellicola. Buona invece la fotografia di Stuart Dryburgh ("Bridget
Jones") e discrete le musiche del tedesco Klaus Badelt, già
autore di quelle (molto belle) di "The Time
Machine", peraltro unica cosa decente di quel film.
Ricca
di divertenti citazioni ed efficaci scene d'azione, la pellicola riesce
ad intrattenere il pubblico non volendo fare niente più di questo,
pur sfruttando a volte lo stratagemma del software fantascientifico
per risolvere qualche buco di sceneggiatura. Ma in fin dei conti, lo
spettacolo convince lo spettatore a stare al gioco e credere a tutto
ciò che vede e sente. Anche se 'niente è ciò che
sembra'.
Percorsi
tematici
Spy
Game
- di Tony Scott;
con Robert Redford, Brad Pitt.
Titolo:
La regola del sospetto (The Recruit)
Regia:
Roger Donaldson
Sceneggiatura:
Roger Towne, Kurt Wimmer, Mitch Glazer
Fotografia:
Stuart Dryburgh
Interpreti:
Colin Farrell, Al Pacino, Bridget Moynahan, Gabriel Macht, Mike Realba,
Dom Fiore, Karl Pruner, Ron Lea, Jeanie Calleja, Jessica Greco, Angelo
Tsarouchas, Veronika Hurnik, Eugene Lipinski, Steve Lucescu, Richard
Fitzpatrick, Janet Bailey, John Watson, Chris Owens, Sam Kalilieh, Oscar
Hsu, Merwin Mondesir, Elisa Moolecherry, Arlene Mazerolle
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
1h. 54'
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