Paola Cavallini, 15 Maggio 2002: Imperdibile
Istituto Luce, 19 Aprile 2002

L'ora di religione
Il sorriso di mia madre

di Marco Bellocchio


Sergio Castellitto e Gigio AlbertiSiamo a Roma, oggi. Il pittore Ernesto Picciafuoco riceve l'inaspettata visita di un giovane sacerdote che lo invita a presentarsi all'udienza durante la quale verrà discussa la beatificazione di sua madre. Ernesto, dopo un iniziale stupore, si rivolge ai fratelli e scopre di essere stato tenuto all'oscuro di tutto intenzionalmente, essendo un ateo ed un anticlericale dichiarato. Comincia in questo modo una manovra che ha lo scopo di coinvolgerlo in questo processo (assolutamente infondato) di beatificazione, e che vede i fratelli, la moglie, la zia, gli amici di Ernesto cercare addirittura di convincerlo a dichiarare di essersi improvvisamente convertito, tutto in nome del fatto che "conviene" avere una parente santa.

Sergio Castellitto e Jacqueline LustigMarco Bellocchio torna al cinema dopo tre anni da "La balia", che non ottenne a suo tempo grande successo né di pubblico né di critica; questa sua recentissima opera è destinata invece, a mio parere, ad avere un destino completamente diverso, e non solo per il fatto di essere in concorso al Festival di Cannes proprio in questi giorni, ma perché "L'ora di religione" è davvero un bel film, uno di quei casi (sempre più rari, soprattutto nel cinema italiano) in cui ci si rende conto di essere davanti ad un vero film d'Autore.

Innanzitutto l'argomento scelto non era certo facile da trattare: parlare oggi, con il Papa che ha fatto più beati di tutti i pontefici della storia, di false beatificazioni, non è certo un modo per accattivarsi le simpatie dell'opinione pubblica, principalmente di quella cattolica; quindi per prima cosa una scelta coraggiosa.
Sergio CastellittoDiciamo poi subito che Bellocchio non cade preda della facile ironia anticlericale che era secondo me il rischio più forte in questo contesto; il soggetto, e la sceneggiatura, sono quanto di più serio e amaro si potesse scrivere, anche se non poche volte lo spettatore si trova a ridere (anche se amaramente) degli avvenimenti o dei personaggi proposti. I dialoghi sono bellissimi, incisivi ed originali, mai lasciati al caso o, ancora peggio, scadenti nel melodrammatico; i personaggi, anche quelli che hanno un ruolo di poco più che da comparsa, sono molto ben costruiti, tutti credibili, e gli attori scelti non hanno la classica "faccia da modello" tipica di tanti interpreti odierni. Anche dal punto di vista tecnico il film non ha davvero difetti, sia la fotografia, che le musiche, che scenografie e costumi concorrono perfettamente a creare davvero un esempio di ottimo cinema.

Non perdetevelo se volete avere l'occasione, oggi davvero rara, di vedere un bel film, ed in particolare un bel film italiano, che non ricordavo dai tempi de "Il mestiere delle armi" e de "La stanza del figlio".


Percorsi tematici

Buongiorno, notte - di Marco Bellocchio; con Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka.
Il Principe di Homburg - di Marco Bellocchio; con Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli.
Il regista di matrimoni - di Marco Bellocchio; con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro.


La locandinaTitolo: L'ora di religione - Il sorriso di mia madre
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Sergio Castellitto, Jacqueline Lustig, Chiara Conti, Alberto Mondini, Gianni Schicchi, Maurizio Donadoni, Gigio Alberti, Bruno Cariello, Renzo Rossi, Piera Degli Esposti, Donato Placido, Gianfelice Imparato, Pietro De Silva, Toni Bertorelli
Nazionalità: Italia, 2002
Durata: 1h. 42'