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Paola
Cavallini, 15 Maggio 2002: Imperdibile |
Istituto
Luce, 19 Aprile 2002
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L'ora
di religione
Il sorriso di mia madre
di Marco Bellocchio
Siamo
a Roma, oggi. Il pittore Ernesto Picciafuoco riceve l'inaspettata visita
di un giovane sacerdote che lo invita a presentarsi all'udienza durante
la quale verrà discussa la beatificazione di sua madre. Ernesto,
dopo un iniziale stupore, si rivolge ai fratelli e scopre di essere
stato tenuto all'oscuro di tutto intenzionalmente, essendo un ateo ed
un anticlericale dichiarato. Comincia in questo modo una manovra che
ha lo scopo di coinvolgerlo in questo processo (assolutamente infondato)
di beatificazione, e che vede i fratelli, la moglie, la zia, gli amici
di Ernesto cercare addirittura di convincerlo a dichiarare di essersi
improvvisamente convertito, tutto in nome del fatto che "conviene"
avere una parente santa.
Marco
Bellocchio torna al cinema dopo tre anni da "La balia", che
non ottenne a suo tempo grande successo né di pubblico né
di critica; questa sua recentissima opera è destinata invece,
a mio parere, ad avere un destino completamente diverso, e non solo
per il fatto di essere in concorso al Festival di Cannes proprio in
questi giorni, ma perché "L'ora di religione" è
davvero un bel film, uno di quei casi (sempre più rari, soprattutto
nel cinema italiano) in cui ci si rende conto di essere davanti ad un
vero film d'Autore.
Innanzitutto
l'argomento scelto non era certo facile da trattare: parlare oggi, con
il Papa che ha fatto più beati di tutti i pontefici della storia,
di false beatificazioni, non è certo un modo per accattivarsi
le simpatie dell'opinione pubblica, principalmente di quella cattolica;
quindi per prima cosa una scelta coraggiosa.
Diciamo
poi subito che Bellocchio non cade preda della facile ironia anticlericale
che era secondo me il rischio più forte in questo contesto; il
soggetto, e la sceneggiatura, sono quanto di più serio e amaro
si potesse scrivere, anche se non poche volte lo spettatore si trova
a ridere (anche se amaramente) degli avvenimenti o dei personaggi proposti.
I dialoghi sono bellissimi, incisivi ed originali, mai lasciati al caso
o, ancora peggio, scadenti nel melodrammatico; i personaggi, anche quelli
che hanno un ruolo di poco più che da comparsa, sono molto ben
costruiti, tutti credibili, e gli attori scelti non hanno la classica
"faccia da modello" tipica di tanti interpreti odierni. Anche
dal punto di vista tecnico il film non ha davvero difetti, sia la fotografia,
che le musiche, che scenografie e costumi concorrono perfettamente a
creare davvero un esempio di ottimo cinema.
Non
perdetevelo se volete avere l'occasione, oggi davvero rara, di vedere
un bel film, ed in particolare un bel film italiano, che non ricordavo
dai tempi de "Il mestiere delle armi" e de
"La stanza del figlio".
Percorsi
tematici
Buongiorno,
notte - di Marco Bellocchio; con Maya Sansa, Luigi Lo Cascio,
Roberto Herlitzka.
Il Principe di Homburg - di Marco Bellocchio;
con Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli.
Il regista di matrimoni - di Marco Bellocchio;
con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro.
Titolo:
L'ora di religione - Il sorriso di mia madre
Regia:
Marco Bellocchio
Sceneggiatura:
Marco Bellocchio
Fotografia:
Pasquale Mari
Interpreti:
Sergio Castellitto, Jacqueline Lustig, Chiara Conti, Alberto Mondini,
Gianni Schicchi, Maurizio Donadoni, Gigio Alberti, Bruno Cariello, Renzo
Rossi, Piera Degli Esposti, Donato Placido, Gianfelice Imparato, Pietro
De Silva, Toni Bertorelli
Nazionalità:
Italia, 2002
Durata:
1h. 42'
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