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Tommaso Tocci, 4 Febbraio 2003: Mucciniano |
Medusa,
14 Febbraio 2003
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Ricordati
di me
di Gabriele Muccino
Da
almeno due anni uno dei maggiori interrogativi social-cinematografici
che ci accompagnano è relativo al cinema di Gabriele Muccino:
analisi veritiera ed impietosa della nostra società o rappresentazione
stereotipata e sommaria di vite irreali?
È una questione di cui tenere conto nella valutazione di "Ricordati
di me", ultima fatica del regista romano, dato che questo film
mantiene molte (se non tutte) delle caratteristiche che hanno fatto
dell'"Ultimo Bacio" un caso (e un
successo).
Le
vicende seguono nuovamente la quotidianità di una famiglia, questa
volta più matura e con figli a carico. I genitori sono l'evoluzione
di Carlo e Giulia, promessi sposi de "L'ultimo
bacio". I nomi sono ironicamente gli stessi, così come
le angosce, esasperate dalla mezza età e dai sogni giovanili
diluiti in un'esistenza normale: Carlo sognava di scrivere ma è
un impiegato, Giulia voleva fare teatro ma è diventata insegnante.
I loro figli non sono da meno, e cercano la loro strada attraverso gli
interrogativi dell'adolescenza: Paolo non sa qual è il suo talento,
e anzi si chiede se ne ha uno, mentre Valentina ha le idee fin troppo
chiare: vuole sfondare ad ogni costo nel mondo dello spettacolo.
Queste sono le premesse cui ci introduce una voce narrante abbastanza
fuori luogo, per poi catapultarci nel vortice misto di rapporti familiari
e indifferenza di una giornata tipica della famiglia Ristuccia.
La
prima parte del film è concitata ma funziona bene, riuscendo
a tenere i fili di narrazioni diverse per ogni membro della famiglia.
Tutti i personaggi entrano in contatto con le loro debolezze tramite
eventi scatenanti: Carlo incontra una sua vecchia fiamma che gli riporta
alla mente la gioventù, Giulia ha l'occasione di tornare a recitare
in teatro, Valentina affronta il primo provino, mentre Paolo deve affrontare
le sofferenze di un amore non corrisposto.
A questo punto Muccino si prende una pausa per soffermarsi sul bivio
che ognuno dei suoi protagonisti deve affrontare, dandoci modo di riflettere
su questa famigerata "famiglia italiana": forse il regista
pecca addirittura di pessimismo, e chi scrive non riesce a credere che
un nucleo familiare comune possa essere un tale nido di egoismi e menefreghismo.
Mentre i personaggi si imbarcano verso le nuove avventure individuali,
ci si rende conto di come il regista si sforzi di non giudicarli nei
loro sbagli, ma di presentarci solamente i loro conflitti interiori,
così diversi ma così terribilmente uguali. Tutti mostrano
un disperato bisogno di essere ascoltati e capiti. La domanda (che infatti
ogni personaggio fa o si fa) è: "valgo qualcosa?"
Tale
interrogativo è ancora più rilevante (e preoccupante)
in quanto riferito con insistenza alla comunità. Tutti i personaggi
incontrano un "referente", collegato in qualche modo alla
realizzazione del loro sogno ritrovato ma allo stesso tempo esaminatore
e giudice delle loro ambizioni. Queste figure mostrano presto tutta
la loro ingombranza, ma sono necessarie per far specchiare i personaggi
in se stessi.
Di queste figure la più avvilente è sicuramente Stefano,
il presentatore TV, nelle cui braccia si getta Valentina, a sua volta
il personaggio meno giustificabile, disposta a tutto pur di apparire
in video. Questa parte della storia riproporrà la tematica piuttosto
inflazionata della TV come flagello dei nostri tempi, con eserciti di
ragazzine la cui unica aspirazione è "fare la Velina".
In realtà questo è solo un aspetto della questione, e
non sembra che Muccino volesse farne il perno della sua storia.
Ad ogni modo, dopo aver raggiunto il punto di rottura, la tranquilla
vita borghese dei cinque protagonisti si trasforma in un viaggio all'inferno
e ritorno, in un climax-anticlimax che sembra condurre ad uno status
di nuova felicità per ognuno dei componenti della famiglia. La
realtà è ben diversa, e il finale, che non riveleremo,
è di un'amarezza anche più profonda di quello del film
precedente.
Per
una sceneggiatura così urlata e sopra le righe sono stati scelti
comunque ottimi attori. Il duo Morante-Bentivoglio è una sicurezza
del cinema italiano e rende verosimili le angosce della vita di coppia,
seppure con un Bentivoglio un po' sottotono. Mi ha convinto anche Silvio
Muccino, attore sulle cui capacità ci si interroga molto, vista
anche la parentela con il regista, una manna per i maligni. Nicoletta
Romanoff, nei panni di Valentina, è un'esordiente e se la cava
bene in una parte difficile. Degna di nota anche la prestazione di Monica
Bellucci, inaspettatamente a suo agio in un ruolo insolito, di una donna
non più giovanissima vittima, come tutti, dell'ordinarietà.
Certo, è sempre bellissima, ma questa volta non ha il solito
ruolo da femme fatale, cosa che secondo me le ha fatto bene.
Noticina in calce per Pietro Taricone: molti storceranno il naso, ma
la parte della canaglia superficiale gli si addice. Un buon esordio
nel cinema.
In
definitiva quindi, il film colpisce il bersaglio prefisso, ma è
un bersaglio a cui Muccino aveva già mirato con i film precedenti.
Nonostante il racconto sia efficace e la sceneggiatura più articolata
e complessa che in passato, si tratta di un film che sarà odiato/amato
allo stesso modo della sua opera precedente, e questo non è un
buon segnale. Al quarto film il regista avrebbe forse bisogno di cambiare
tema, e il pubblico di cambiare argomento su cui scannarsi. Invece ci
saranno nuovi dibattiti e nuove polemiche, cosi come nuovi trionfi e
nuovo successo al botteghino. Ma è quello che vuole Muccino?
È quello che vogliamo noi?
Percorsi
tematici
Come
te nessuno mai - di Gabriele Muccino; con Silvio Muccino, Giulia
Carmignani.
Ecco fatto - di Gabriele Muccino; con Giorgio
Pasotti, Barbora Bobulova, Caludio Santamaria.
La ricerca della felicità - di Gabriele
Muccino; con Will Smith.
L'ultimo bacio - di Gabriele Muccino; con
Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Stefania Sandrelli.
Titolo:
Ricordati di me
Regia:
Gabriele Muccino
Sceneggiatura:
Gabriele Muccino, Heidrun Scheel
Fotografia:
Marcello Montarsi
Interpreti:
Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Silvio Muccino,
Nicoletta Romanoff, Gabriele Lavia, Enrico Silvestrin, Silvia Coen,
Alberto Gimignani, Amanda Sandrelli, Blas Roca Rei, Pietro Taricone,
Giulia Michelini, Stefano Santospago, Maria Chiara Augenti, Andrea Roncato
Nazionalità:
Italia, 2003
Durata:
2h.
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