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Tiziana
Cappellini, 16 Gennaio 2008: Torbido |
Buena
Vista, 17 Marzo 2000
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Il
talento di Mr. Ripley
di Anthony Minghella
Tom
Ripley è un aspirante pianista che si mette sulle tracce di Dickie
Greenleaf, un suo coetaneo fresco di laurea presso la prestigiosa Università
statunitense di Princeton. E' il padre di Dickie ad affidare a Tom questo
compito, dietro lauto compenso, ma quando Tom raggiunge Dickie in Italia,
si unisce a lui e alla fidanzata di questi, Marge...
Il
titolo del film di Anthony Minghella allude a quelle che sono le 'doti'
di Tom Ripley e che egli stesso rivela a Dickie all'inizio della loro
amicizia: l'abilità nel falsificare le firme e nell'impersonare
gli altri perché, come invece rivelerà nella sequenza
conclusiva "E' meglio essere un falso qualcuno che un'autentica
nullità".
Posto
che la sceneggiatura del film non è originale, in quanto tratta
da "Il talento di Mr. Ripley", romanzo scritto da Patricia
Highsmith e che, dunque, i personaggi sono già stati delineati
a priori, la contrapposizione sia caratteriale che fisica tra i due
protagonisti maschili risulta evidente e convincente fin dall'inizio.
E vero che sia Tom che Dickie incarnano due stereotipi - Tom il ragazzo
povero, bruttino e impacciato; Dickie il rampollo, bellissimo e sfrontato
- ma l'interpretazione convincente che Matt Damon e Jude Law ne fanno
è certamente apprezzabile, soprattutto perché entrambi
gli attori riescono a far emergere il proprio personaggio con tutte
le luci e le ombre che lo animano. Da un lato, Dickie è pieno
di voglia di vivere e di energia, per quanto preferisca vivere da edonista
irresponsabile rifiutando di lavorare sia nella compagnia del padre
- col quale non ha alcuna affinità e col quale ha interrotto
i rapporti - che altrove; ed è talmente solare da rendersi amabile
da tutti coloro che lo circondano, uomini e donne che siano. Dall'altro
lato, Tom è invece bloccato dalla sua goffaggine, dal suo senso
di inferiorità e dalla sua timidezza. Eppure, Tom possiede dei
talenti che, uniti a una buona dose di inquietante astuzia, utilizza
per farsi a suo modo strada nella vita e per attuare il piano che, probabilmente,
aveva maturato fin dall'inizio.
Quando
il padre di Dickie incarica Tom di riportare il figlio a casa, Tom si
documenta sul giovane per poi mettere a frutto le informazioni acquisite
nel momento in cui entra nella sua vita, conquistando in tal modo la
simpatia e la fiducia sia sua sia di Marge. Facendo il doppio gioco,
e d'accordo con Dickie, si unisce a lui e alla ragazza per godersi le
spensieratezze del turista nullafacente, per conoscere le meraviglie
dei luoghi più suggestivi d'Italia e appagare i suoi desideri.
Tuttavia, mentre Tom viaggia in comitiva dalla Costiera Amalfitana a
San Remo passando per la Capitale, ha modo di conoscere meglio anche
la personalità di Dickie in tutte le sue sfaccettature, scoprendo
così il suo egoismo, la sua estrema volubilità, la sua
capricciosità e immaturità. L'adorazione mista a invidia
che Tom nutre nei confronti di Dickie subisce una torbida trasformazione,
così come l'irritante cecità di Dickie nei confronti della
mente calcolatrice di Tom risulta essere apparente o, comunque, non
irreversibile, fino ad arrivare a un drammatico litigio.
Da
questo punto in poi, il film abbandona la prevalenza degli esterni per
svolgersi maggiormente negli interni dei lussuosi palazzi, prima romani
e poi veneziani, nei quali Tom trascorre alcuni periodi. L'atmosfera
stessa del film diventa più tesa e, anche se non è possibile
parlare di pura suspense, la vicenda si trasforma in un vero
giallo. L'unico a conoscere la verità dei fatti, oltre a Tom,
è lo spettatore e, nonostante questi venga tenuto costantemente
sulle spine dalla fosca evoluzione degli eventi, durante la seconda
parte del film purtroppo l'artificiosità e l'inverosimiglianza
concorrono diverse volte a risolvere la situazione sempre a favore di
Tom. Gli incontri che avvengono fra i personaggi, così come quelli
mancati, sono eccessivamente fortuiti, culminando nella sequenza nella
quale, in Piazza di Spagna, avviene l'incontro tra le due rivali in
amore, Marge e Meredith. In questo frangente, Tom risulta essere un
grande villain che gestisce crudelmente nell'ombra i destini
altrui per trarne vantaggio personale.
Inoltre,
la prima parte del film mette in evidenza sì la bellezza dei
luoghi italiani, peraltro restituendo l'atmosfera e i colori di un autentico
film degli Anni '50, ma da questa carrellata turistica emergono anche
dei cliché che non sempre pongono gli italiani sotto una buona
luce. Per esempio, il ritardo di mezz'ora di un'ambulanza porta a fare
esclamare a Dickie che gli italiani sono incivili. Tuttavia, è
sempre lo stesso Dickie a criticare i giovani rampolli statunitensi,
futura classe dirigente, che a Princeton ereditano più che altro
una pessima calligrafia e delle lacune grammaticali, ripristinando con
questa affermazione, in un certo qual modo, l'equilibrio fra i popoli.
Infine, in un cast al maschile si muovono Gwyneth Paltrow, che
incarna l'ingenua fidanzata di Dickie, e Cate Blanchett nel ruolo di
Meredith, personaggio improbabile ma altrettanto correttamente reso.
Da non dimenticare la presenza italiana data da Sergio Rubini, Stefania
Rocca e alcune pose di Fiorello, tra le quali il duetto canoro prima
con Jude Law e poi con Matt Damon.
Percorsi
tematici
Il
paziente inglese - di Anthony Minghella; con Ralph Fiennes, Juliette
Binoche, Kristin Scott Thomas.
Ritorno a Cold Mountain - di Anthony Minghella;
con Jude Law, Nicole Kidman, Renée Zellweger.
Titolo:
Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley)
Regia:
Anthony Minghella
Sceneggiatura:
Anthony Minghella
Fotografia:
John Seale
Interpreti:
Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Cate Blanchett, Philip Seymour
Hoffman, Jack Davenport, James Rebhorn, Sergio Rubini, Philip Baker
Hall, Celia Weston, Fiorello, Stefania Rocca, Ivano Marescotti, Anna
Longhi, Alessandro Fabrizi, Lisa Eichhorn, Gretchen Egolf, Jack Willis,
Frederick Alexander Bosche, Dario Bergesio
Nazionalità:
USA, 1999
Durata:
2h. 19'
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