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Sandro Paté, 9 Settembre 2004: Piatto |
Medusa,
17 Settembre 2004
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L'amore
ritrovato
di Carlo Mazzacurati
Liberamente
ispirato da "Una relazione", romanzo di Carlo Cassola del
'69, "L'amore ritrovato" è una storia d'amore ambientata
nella Livorno degli anni '30.
Giovanni (Stefano Accorsi) lavora in banca come impiegato. La sua vita
è piatta, priva di emozioni. Una moglie, un figlio e tanta noia.
I viaggi in treno per raggiungere l'ufficio e le veloci battute che
scambia con i colleghi, sono le uniche consolazioni di un'esistenza
senza avventure. Un giorno, appena sceso da una carrozza, vede Maria
(Maya Sansa), ex fiamma di qualche anno prima. Gli sguardi s'incrociano
e tra i due riscocca improvvisamente la scintilla. Da lì in poi
si amano e si odiano. Per un'ora scarsa di film.
La
piccola storia d'amore, zeppa di tradimenti e di misere gelosie non
avvince. Dopo l'adattamento de "Il prete bello" da un romanzo
di Parise, Carlo Mazzacurati non riesce a rendere credibile questo amore
travagliato all'alba della seconda guerra mondiale. Discutibile, e purtroppo
decisiva nel male, la scelta di "riavvicinare" così
bruscamente i due protagonisti della vicenda. Dopo un'avventura avuta
in passato Giovanni e Maria si ritrovano insieme casualmente. La relazione
diventa sessuale a partire dalle primissime scene. Questo, se da un
lato accontenta gli ammiratori di Maya Sansa, dall'altro toglie interesse
e mordente alla parte restante della narrazione.
Si
ha la sensazione che il film racconti una storia d'amore attraverso
gli stereotipi delle commedie degli ultimi anni. Alcune scene sono inspiegabilmente
simili ai film dell'ultimo periodo. Manca solo il trillo di un cellulare
per avere "L'ultimo bacio". Le famiglie
sfasciate, le mogli cieche ad ogni tradimento, i litigi mucciniani e
Accorsi non aiutano a limitare la prevedibilità di questi scontati
frammenti amorosi. Il finale del film, non a caso improbabile ed eccessivamente
melodrammatico, sembra quello di uno sceneggiato televisivo. L'intesa
tra i personaggi, probabilmente, avrebbe dovuto svilupparsi più
gradualmente. "L'amore ritrovato" concede spazio alle passioni
brucianti ed esclude quasi totalmente quel "non detto" alla
base di ogni buon melodramma. Gli imbarazzi, i sorrisi di intesa e gli
sguardi di complicità, considerato il tempo filmico in cui nasce
l'affetto tra Giovanni e Maria, avrebbero dovuto avere all'interno della
narrazione un'importanza completamente diversa.
Decisamente
azzeccata invece, la ricostruzione della Toscana di quegli anni. I costumi,
le location e gli oggetti di scena sono stati scelti con molta attenzione.
La fotografia di Luca Bigazzi, uno dei direttori della fotografia più
ricercati in questo momento in Italia, è davvero memorabile.
Le scene in cui si vede l'imponente treno a vapore, autentico filo conduttore
della banale storia d'amore al centro del film, meritano una citazione
a parte.
Percorsi tematici
La
giusta distanza - di Carlo Mazzacurati; con Giovanni Capovilla,
Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene.
La lingua del santo - di Carlo Mazzacurati;
con Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio.
Titolo:
L'amore ritrovato
Regia:
Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura:
Doriana Leondeff, Claudio Piersanti, Carlo Mazzacurati
Fotografia:
Luca Bigazzi
Interpreti:
Stefano Accorsi, Maya Sansa, Marco Messeri, Luisanna Pandolfi, Vania
Rotondi, Giacomo La Rosa, Anne Canovas
Nazionalità:
Italia, 2004
Durata:
1h. 49'
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