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Alberto
Cassani, 23 Giugno 1999: Idiota |
Mikado,
4 Giugno 1999
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Romance
di Catherine Breillat 
“Romance,
s.: 1. romanzo cavalleresco; racconto fantastico,
sentimentale 2. avventura romanzesca, episodio romanzesco
3. romanticheria; idillio 4. esagerazione fantasiosa
5. poesia; atmosfera fantasiosa”
“Grande Dizionario Hazon Garzanti Inglese
Italiano - Italiano Inglese”
Di
tutti queste traduzioni, quella che più si adatta è la
quarta. Il film di Catherine Breillat è un’esagerata storia di
amori insoddisfatti, tradimenti, dialoghi stupidi e scene di sesso a
metà tra l’hard e il cassonetto dell’immondizia. Di poeticità
neanche l’ombra, fantasia men che meno, non parliamo neanche del romanticismo.
Di noia invece c’è n’è a profusione: quando ancora il
primo dialogo del film non era giunto al termine mi ero già reso
conto di quale porcata stavo vedendo. In tutto il film non c’è
neanche una situazione che si possa salvare, né per quanto riguarda
la sceneggiatura, piena di buchi e dialoghi al limite dei film della
Troma, né tantomeno dal punto di vista tecnico, dato che gli
errori di montaggio non si contano e la recitazione è peggio
di quella di “Beautiful”.
“Molto
rumore per nulla”, scrisse un tizio inglese qualche anno fa, e dato
che quest’anno Shakespeare è particolarmente di moda i produttori
di “Romance” avrebbero potuto benissimo usare questa frase come sottotitolo
sui cartelloni pubblicitari, data l’immensa quantità di inchiostro
sprecato dai giornalisti fin dalla presentazione durante il Festival
di Cannes (ma per fortuna non all’interno del programma ufficiale di
un Festival deludente già di suo). In realtà ragioni per
parlare di questo film ce ne sarebbero diverse, sono quelle per parlarne
bene che mancano! A cominciare dalla presenza di Rocco Tano, in arte
Siffredi, che appare per molto meno tempo di quanto vi potreste aspettare,
ed è pure doppiato.
Negli
Stati Uniti sono diversi anni che il cinema tradizionale ha iniziato
a prendere in considerazione l’ambiente del porno, tant’è che
alcune riviste di critica cinematografica inseriscono al loro interno
anche recensioni serie di film hard, ed il film “Boogie
Nights”, sulla vita di un inventato regista porno, ha ottenuto l’anno
passato un ottimo successo di pubblico e persino tre candidature all’Oscar.
Non mi sono mai piaciuti i suoi film hard, ma bisogna dare atto a Rocco
di essere il primo personaggio del mondo del porno che riesce, in Italia,
ad ottenere considerazione da parte dell’ambiente “normale”.
Oddio,
a voler ben guardare Gabriel Pontello, star degli anni ‘70, ha avuto
persino una marca di orribili scarpe a lui dedicate, e di Cicciolina
e Moana hanno sentito parlare anche i sassi, ma Rocco è il più
grande stallone del mondo, e finora l’interesse dei media nei suoi confronti
è derivato da ciò che fa per campare, non da eventuali
altre sue attività. La sua presenza è giustificata dal
fatto che l’ignobile scrittrice-regista ha qui deciso di narrare una
storia sentimentale dando largo spazio alla componente sessuale, e di
farlo presentando scene di sesso vere. Questo fatto è l’unica
ragione per cui il film ha avuto un discreto successo di pubblico, perché
di certo i 15 pensionati che “affollavano” la sala nel pomeriggio in
cui ho buttato il deca del biglietto d'ingresso non erano lì
alla ricerca di profondi contenuti filosofici. Madame Breillat può
dire finché vuole che il suo ultimo film (di sei che ne ha fatti)
è diretto alle donne, ma il pubblico accorre (?) esclusivamente
per via delle scene di “hard”.
Secondo
molti la presenza di scene di sesso vere all’interno dei film “normali”
è la strada che il cinema imboccherà nel prossimo futuro,
tant’è ad esempio che Davide Ferrario (“Figli
di Annibale”) sta portando a termine “Guardami”,
in cui racconta la storia di un’attrice porno (fittizia) con la collaborazione
di diversi addetti ai lavori (veri). Ora, non ho nulla contro questa
filosofia, per quanto una scopata tra Sharon Stone e Robert De Niro
non sarebbe sufficiente a convincermi a vedere il film; anzi: sarebbe
anche ora che il cinema porno uscisse dal ghetto in cui è caduto
durante gli anni ‘80; ma, a parte il fatto che il cinema porno di oggi
merita di restare nel ghetto per manifesta inferiorità artistica,
il punto è che se il resto del film fa cagare, come questo,
neanche una bella scena hard riesce a renderne sopportabile la visione.
E per di più in questo caso fanno cagare anche le scene hard!
Oddio: scene hard? Già definirle così sarebbe un bel complimento.
C’è solo una scena che riesce a trasmettere le sensazioni che
si propone, ed è quella del parto, in cui la durezza delle immagini
è veramente sconvolgente. Peccato che poi il finale faccia schifo.
Uhm... solo il finale? Purtroppo no, perché quest’ora e mezza
non è per nulla meglio di quelle di “Showgirls” o “Basic
Instinct”. Come ha detto l’unica ragazza presente in sala, alla
fine della proiezione: “Che film idiota!”. Speriamo che Ferrario sappia
fare di meglio.
L'amore
è una guerra dissimulata.
Percorsi
tematici
Sex
is Comedy -
di Catherine Breillat; con Anne Parillaud, Grégoire Colin,
Roxane Mesquida.
Titolo:
Romance (Id.)
Regia:
Catherine Breillat
Sceneggiatura:
Catherine Breillat
Fotografia:
Yorgos Arvanitis
Interpreti:
Caroline Ducey, Sagamore Stévenin, Rocco Siffredi, François
Berléand, Reza Habouhossein, Ashley Wanninger, Emma Colberti,
Fabien de Jomaron, Carla, Pierre Maufront, Antoine Amador, Roman Rouzier,
Oliver Buchette, Emmanuelle N'Guyen, Nadia Latoui, Sylvie Drieu, Roberto
Malone, Steve Cox, Coco, Jean-Pierre Daniel, Fovéa, Hervé
P. Gustave
Nazionalità:
Francia, 1998
Durata:
1h. 35'
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