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Alberto
Cassani, 30 Giugno 2004: Mediocre |
Uip,
2 Luglio 2004
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Against
the Ropes
di Charles Dutton
Figlia
di un allenatore di boxe e nipote di un pugile di discreto successo,
Jakie Kallen vuole lavorare nel mondo del pugilato. Il meglio che riesce
a trovare, però, è un posto come assistente personale
di uno dei più importanti promoter pugilistici di Cleveland.
Eppure, lei di boxe ne sa più di tutti gli organizzatori uomini
messi assieme... quello che le manca è un'occasione per dimostrarlo.
E l'occasione si presenta quando un organizzatore le cede al prezzo
di un dollaro il contratto di un promettente pugile, che si rivela però
un drogato perso. Ma in questa occasione, Jackie incontra il selvaggio
Luther Shaw, un ragazzo del ghetto nero di Cleveland con alle spalle
un po' di pugilato amatoriale e che ai suoi occhi sembra un vero fenomeno.
Jackie devide di investire su di lui tutto quello che ha, ma quando
le cose iniziano ad andar bene lei non riesce più a tenere i
piedi per terra...
Liberamente
ispirato alla vita della vera Jackie Kallen, che però ha una
decina d'anni più del personaggio qui ritratto, "Against
the Ropes" ("alle corde") è uno dei peggiori film
mai realizzati intorno al mondo della boxe. La sceneggiatura di Cheryl
Edwards ("Save the Last Dance") è infatti una sequela
impressionante di brutti dialoghi (ma alcuni si salvano) e momenti telefonati,
e la realizzazione tecnica è tutt'altro che eccellente.
Pugilisticamente ridicolo, il film vorrebbe forse essere un nuovo passo
di Meg Ryan alla ricerca di un nuovo personaggio post-commedia romantica
(e post-silicone), ma se "In the Cut" poteva essere una scelta
contestabile ma interessante, questo è sicuramente un passo nella
direzione sbagliata. Colpa anche, va detto, della sua recitazione poco
attenta e per nulla convincente, fatta di mossette e smorfie che poco
si addicono al personaggio che interpreta. Un po' meglio di lei fa Omar
Epps, che ha messo su chili a sufficienza per essere un peso medio credibile
ma che non ha imparato molto bene la nobile arte.
Proprio
nella boxe sta il punto dolente del film: tutti i pugili che salgano
sul ring sono troppo rozzi per sembrare dei professionisti e tutti i
combattimenti sono troppo brutali - alla maniera del peggior "Rocky"
- e statici per essere credibili. La carriera di Shaw, poi, è
quanto di meno realistico si possa immaginare, e dimostra la poca conoscenza
di questo mondo che ha la sceneggiatrice: nessuna esperienza nei dilettanti,
esordio tra i pro in quel della Florida, 19 combattimenti nello stato
del succo d'arancia e poi la sfida mondiale al Cleveland Coliseum, senza
mai passare neanche vicino a Las Vegas o Atlanta, ossia le due città
statunitensi dove si organizza la boxe che conta. E non è citando
più volte il nome di "Marvellous" Marvn Hagler o mostrando
una foto del suo combattumento con "Sugar" Ray Leonard che
si inserisce la storia nel mondo della boxe 'vera'.
Charles
Dutton - simpatico attorie giunto qui alla seconda prova da regista
cinematografico - non eccelle nella direzione del film, ma fa quel che
può con i pochi mezzi a sua disposizione e non trova certo aiuto
nel lavoro di montaggio di Eric Beason e Paul Covington, che trovano
il giusto ritmo solo nell'ultimo combattimento. Ma né il regista
né i montatori né nessun altro sarebbe stato in grado
di salvare un film nato male fin dall'inizio com'è questo.
Titolo:
Against the Ropes (Id.)
Regia:
Charles Dutton
Sceneggiatura:
Cheryl Edwards
Fotografia:
Jack N. Green
Interpreti:
Meg Ryan, Omar Epps, Charles Dutton, Tony Shaloub, Tim Daly, Joseph
Cortese, Kerry Washington, Sea Bell, Dean McDermott, Skye McCole Bartusiak,
Juan Hernandez, Gene Mack, Holt McCallany, Tory Kittles, Beau Starr,
Reg Dreger, Jared Durand, Diego Fuentes, Angelo Tucci, Arturo Fresolone,
James Jardine, Big Daddy Wayne, Merwin Mondesir, Doug Lennox
Nazionalità:
USA - Germania, 2004
Durata:
1h. 51'
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