Alberto Cassani, 26 Settembre 1998: Deludente
Warner

Rush Hour
Due mine vaganti

di Brett Ratner


“La gente non beve la sabbia perché è assetata. La gente beve la sabbia perché non conosce la differenza!”
     Michael Douglas - “Il presidente, una storia d’amore”, 1995.

Jackie ChanOgni volta che c’è qualcosa di nuovo in giro per il mondo, gli Studio di Hollywood cercano di accaparrarselo a suon di dollaroni. Nello specifico, dopo anni di Steven Seagal, Jean Claude Van Damme, Michael Dudikoff, Don “The Dragon” Wilson, Dolph Lundgren, Michael Parè, Lorenzo Lamas, Brian Bosworth e “Mortal Kombat”, un vero artista di arti marziali appare come fosse il messia a “noi occidentali”. Il problema, però, è che Jackie Chan ha scelto il film sbagliato per il suo esordio hollywoodiano (“Terremoto nel Bronx” era prodotto ad Hong Kong e girato a Vancouver): questo mediocre filmetto sembra un veicolo per Chris Tucker (già visto interpretare il dee-jay omosessuale ne “Il Quinto Elemento”), mentre a Jackie Chan non è riservata nemmeno una scena di lotta decente. Questo non solo perché il regista Brett Ratner è totalmente inesperto in quando a film d'azione, ma anche e soprattutto perché è il miglior amico di Chris Tucker. La sceneggiatura è piena di scene al servizio della “bocca più grande del west”, piuttosto che delle “mani più veloci dell’est”. E purtroppo non sono neanche così divertenti come ci si potrebbe aspettare.

Chris Tucker e Jackie ChanLa storia, ancora una volta, non è delle più nuove: la figlia dell’ambasciatore di Hong Kong in USA è stata rapita da un gangster cinese ed il miglior poliziotto di Hong Kong viene chiamato a dare una mano all’FBI. L’agenzia americana, però, non gradisce l’offerta e chiama il peggior poliziotto di Los Angeles a fare da baby-sitter a Jackie, in modo da tenerlo lontano dalle “zone calde”.

Guardare un film di arti marziali è come vedere un film porno: quello che vogliamo vedere è un po’ d’azione, non certo dialoghi e sparatorie. Infatti la storia, nei film di Jackie Chan, non è mai stata eccezionale, né in quelli ambientati ai giorni nostri né in quelli ambientati nel medioevo orientale. Però quello che gli autori di "Rush Hour" hanno mancato è la vera essenza dei film di arti marziali. Un film di arti marziali, uno vero, colpisce lo spettatore con le scene di lotta, non con esplosioni e inseguimenti d'auto. Ma quello che “Rush Hour” ci mostra sono proprio esplosioni e inseguimenti d’auto. L’unico vero combattimento in cui Jackie è impegnato è inframmezzato dal povero spettacolo che Chris Tucker ci offre, rovinandoci così tutto l’effetto di vedere un vero maestro in azione.

Chris TuckerCon “007, il domani non muore mai” si era fatto il primo tentativo di introdurre una star orientale, Michelle Yeoh, ad Hollywood. Il tentativo aveva avuto ben poco senso dato che per le scene d’azione lo Studio aveva imposto l’uso della controfigura. In “Arma Letale 4” Jet Li faceva tappezzeria, con una sola battuta in tutto il film e un combattimento peggio che inverosimile. Ora Jackie Chan è costretto a fare da coprotagonista ad un commediante per nulla divertente. Avrebbero potuto tranquillamente prendere Don “Ho rubato il soprannome a Bruce Lee” Wilson per questo ruolo, ma certo, così non avrebbero potuto presentarci lo stereotipo dello straniero a LA... Anni fa i Buggles cantavano “Video killed the radio stars”, vedere queste cose fa venir voglia di dire “Hollywood killed the Kung-Fu stars”.

Non ho partner, non voglio partner, non avrò partner!


Percorsi tematici

Colpo grosso al Drago Rosso - di Brett Ratner; con Jackie Chan, Chris Tucker, Zhang Ziyi.


La locandinaTitolo: Rush hour - Due mine vaganti (Rush Hour)
Regia: Brett Ratner
Sceneggiatura: Jim Kouf, Ross Lamanna
Fotografia: Adam Greenberg
Interpreti: Chris Tucker, Jackie Chan, Tom Wilkinson, Elizabeth Peña, Tzi Ma, Julia Hsu, Ken Leung, Robert Littman, Michael Chow, Chris Penn, Kai Lennox, Larry Sullivan, Yang Li, Roger Fan, George Cheung, Lucy Lin, Rex Linn, Mark Rolston, Philip Baker Hall, Jason Davis, John Hawkes, Gene Le Bell, Wayne King, Manny Perry, Kevin L. Jackson, Clifton Powell
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 40'