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Alberto Cassani, 17 Giugno 2002: Pesantissimo
Arca
russa
di Aleksandr Sokurov
Forse
per magia, un cineasta russo si ritrova all'interno dell'Hermitage di
San Pietroburgo, all'inizio del XVII° secolo. Qui incontra un diplomatico
francese, che non riesce a capacitarsi del fatto di riuscire a parlare
fluentemente la lingua russa ma che lo accompagna in quella che diventa
una specie di visita guidata nel ricchissimo palazzo imperiale.
Il
terzo lungometraggio diretto da Sokurov, dopo "Moloch" e "Taurus",
è un vero miracolo della tecnica cinematografica: interamente
girato in piano sequenza, grazie ad una nuova telecamera digitale (la
Sony HDW-F900, se vi interessa) capace di registrare le immagini direttamente
su Hard Disk e che permette una qualità in tutto simile a quella
della pellicola, ci presenta il palazzo dell'Hermitage in quello che
presumibilmente era il suo periodo di massimo splendore, e ne fa il
vero protagonista del film.
In effetti "Russian Ark" è uno spettacolo bellissimo
da guardare, ma dopo venti minuti si viene assaliti dalla noia e dopo
tre quarti d'ora dal sonno.
Mi sbaglierò, ma non è questo il modo giusto di raccontare
la Storia al cinema.
Titolo:
Arca Russa (Russki Kovcheg)
Regia:
Aleksandr Sokurov
Sceneggiatura:
Anatoli Nikiforov, Aleksandr
Sokurov
Fotografia:
Tillman Büttner
Interpreti:
Sergei Dontsov, Mariya Kuznetsova,
Aleksander Chaban, David Giorgobiani, Leonid Mozgovoy, Mikhail Piotrovski,
Maksim Sergeyev, Anna Aleksakhina,
Kostantin Anisimov, Aleksei Barabash, Vladimir Baranov, Valentin Bukin,
Kirill Dateshidze, Mikhail Dorofeyev, Svetlana Gajtan, Yevgeni Filatov,
Valery Gergiev, Vadim Gushchin
Nazionalità:
Russia - Germania, 2002
Durata:
1h. 36'
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