Paola Cavallini, 4 Ottobre 2001: Freddo

Sauvage innocence

di Philippe Garrel


Una scenaParigi, oggi: Francois Mauge è un regista trentenne "impegnato" che, dopo aver perso la moglie Carole per un'overdose di eroina decide di sviluppare un soggetto cinematografico che riguarda proprio questo tema. L'idea c'è, la sceneggiatura anche, Lucie, la sua donna, è la protagonista perfetta per questa pellicola: la difficoltà maggiore che Francois incontra è quella di trovare i fondi per produrla, poichè gli investitori non vogliono impegnare il proprio denaro in un soggetto tanto triste e scabroso. A questo punto gli si presenta l'occasione di trovare il denaro, ma a darglielo sarebbe proprio un trafficante di droga, Chas. Nonostante il dilemma morale, Francois accetta e le riprese del film cominciano ad Amsterdam. Nello stesso tempo sopraggiungono anche difficoltà crescenti da parte di Lucie nel gestire una parte tanto difficile, soprattutto a causa del disinteresse e della progressiva insensibilità che il regista dimostra per lei. Innamorato solo di se stesso e della sua opera, Francois non si accorge che la ragazza scivola davvero nella droga, sollecitata da Chas e dalla sua donna, Zsazsa, se non quando ormai è troppo tardi...

Philippe Garrel è un regista francese spesso premiato; suoi sono infatti "L'enfant secret" del 1982, che vinse il premio Jean Vigo, e "J'entend plus la guitare", vincitore del Leone d'Argento a Venezia nel 1991. Gli spunti alla base di questo film erano davvero interessanti: il gioco del film nel film, l'uso del denaro sporco per sconfiggere il mondo che lo ha prodotto, la scelta (morale/immorale?) di sacrificare la vita di Lucie per realizzare un'opera d'arte che, in fondo, mira proprio a salvare vite come la sua. In fondo in fondo però "Sauvage innocence" non riesce a realizzare del tutto quello che promette: risulta a tratti eccessivamente pesante, soprattutto nella parte iniziale, è spesso troppo verboso, intellettualoide; forse il suo difetto maggiore è la freddezza, il non saper coinvolgere lo spettatore nel dramma di Lucie e dello stesso Francois in una spirale che offriva invece davvero materiale adatto.

Una scenaTecnicamente "Sauvage innocence" è un film molto interessante: il bianco e nero bruciato contribuisce a creare l'atmosfera "maledetta" avvertibile sullo sfondo della vicenda, le ambientazioni che ricordano il cinema di Truffaut, sottolineate da un'ottima fotografia. Medhi Belhaj Kacem, Julia Faure e Michel Subor sono interpreti di ottimo livello. Quello che manca un po' a questo film è il cuore: è fin troppo facile trovare sul mercato film che hanno solo quello, ma è davvero difficile fare un bel film tenendolo fuori dal gioco.


La locandina franceseTitolo: Sauvage Innocence (Id.)
Regia: Philippe Garrel
Sceneggiatura: Philippe Garrel, Arlette Iangaman, Marc Cholodenko
Fotografia: Raoul Coutard
Interpreti: Mehdi Belhaj Kacem, Julia Faure, Jerome Huguet, Michel Subor, Mathieu Genet, Valérie Kéruzoré, Jean Pommier, Francine Bergé, Maurice Garrel, Huguette Maillard, Jérôme Huguet, Manuel Flèche, Zsuzsanna Várkonyi, Esther Garrel, Patricia Couvillers, Mireille Roussel
Nazionalità: Francia - Olanda, 2001
Durata: 2h. 05'