Requiem
Incontro
con Hans-Christian Schmid
a cura di Luciana Morelli
Come
ha reagito l'opinione pubblica tedesca al suo film?
Considerata l'attuale divisione religiosa della Germania (a nord vincono
i protestanti, a sud i cattolici, mentre a est c'è una specie
di zona franca) è stato interessante osservare come le reazioni
siano state diverse. I protestanti e gli atei hanno forse imparato qualcosa
che non sapevano, nel sud del paese invece il film è stato accolto
con meno curiosità.
E
la Chiesa cattolica?
Fortunatamente le alte cariche ecclesiastiche hanno capito da subito
che il mio film non era una critica verso la Chiesa ma semplicemente
la storia di una famiglia. I più aperti al dialogo, come alcuni
rappresentanti di riviste cattoliche di cinema, hanno organizzato convegni,
dibattiti con sacerdoti, psichiatri e ragazzi. Un'esperienza molto positiva.
E
quando ha saputo che a Hollywood stavano girando "L'esorcismo
di Emily Rose"?
Devo ammettere che ho avuto paura di star facendo lo stesso film, credevo
che la cosa mandasse in fumo tutti i miei progetti, non avrei potuto
competere con i loro mezzi. Poi ho preso alcune informazioni e ho scoperto
che i due film erano totalmente diversi. Il problema era stato affrontato
con tempistiche e punti d'osservazione totalmente diversi.
Crede
che questa storia raccontata nel suo film possa essere d'esempio per
i genitori e gli insegnanti di oggi?
E' inevitabile
che la religione abbia un forte impatto sull'educazione familiare, al
giorno d'oggi non c'è bisogno di parlare di esorcismi, i tempi
per fortuna sono cambiati, da allora. Ho voluto solo fotografare l'ambiente
familiare chiuso e ristretto dove questo dramma si è consumato.
Ho voluto però sottolineare con questo film che ogni fondamentalismo
diviene pericoloso, perché prevede proprio una chiusura assoluta
e non accetta aperture di alcun tipo.
Lei
crede nei demoni e nella possessione?
La mia opinione religiosa è molto chiara. No. Ma non è
questo il punto, volevo andare in fondo alla problematica mentale, capire
come uno scontro tra generazioni possa essersi trasformato in una vera
e propria malattia, e tutti i meccanismi che hanno potuto portare due
genitori a procurare la morte di una figlia pensando di star facendo
la cosa migliore per tutti.
Che
fine hanno fatto i genitori della ragazza?
Il padre è morto negli anni '80, la madre ha rifiutato contatti
con noi e non ha voluto vedere il film. Se la sono cavata tutti con
un obbligo di firma e una promessa di eterna buona condotta...
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