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Testo
introduttivo al corso di "Introduzione al linguaggio cinematografico"
per la scuola media inferiore "L. Pirandello" di Sedriano
(MI)
Anno scolastico 1997/98
Come
si scrive una sceneggiatura
quarta parte
di Alberto Cassani
La
seconda versione
Avete
appena scritto la parola “Fine”. Pensate di avere veramente finito?
Proprio per niente. Quella che avete appena completato non è
altro che la prima versione della sceneggiatura, e la prima versione
non è mai vicina a quello che lo sceneggiatore ritiene un prodotto
soddisfacente, o dovrebbe ritenere un prodotto soddisfacente.
Allora cosa bisogna fare per migliorare una sceneggiatura già
scritta? Innanzitutto bisogna rileggerla con attenzione e cercare di
capire quali sono i punti che non funzionano.
Alle
volte può capitare di rendersi conto che tutto lo sviluppo della
storia è una cosa terribile, oppure che quell’idea che ci sembrava
brillante è in realtà veramente stupida. Ma in genere
si riconoscono in un paio di scene (diciamo un po’ più di un
paio) i problemi che rendono debole la sceneggiatura. Una volta rintracciata
una delle scene “incriminate” ci si deve chiedere se la scena ha un
senso, se serve allo sviluppo della trama, alla comprensione dei personaggi.
Se le risposte sono dei “no”, o se abbiamo dei dubbi, allora sarebbe
meglio tagliare semplicemente la scena, cancellarla e buttarla nel cestino.
È il modo migliore per evitare che qualcuno possa dire che quella
scena è brutta, perché nessuno avrà mai la possibilità
di leggerla. Il modo migliore per migliorare una cattiva scena è
migliorare il modo in cui i personaggi agiscono e parlano. Se una scena
è noiosa la cosa migliore è fare in modo che i personaggi
si comportino in modo del tutto inaspettato, ma non irrealistico. Dobbiamo
cercare di sorprendere lo spettatore.
Se
non riusciamo a trovare niente di inaspettato ma verosimile da far fare
ai personaggi, allora bisogna sezionare la scena e riscriverla pezzo
per pezzo. In questo caso il lavoro di ricerca è molto importante.
Se scriviamo di qualcosa che non conosciamo non dobbiamo stupirci se
finiamo per creare una scena noiosa. Più cose sappiamo sull’argomento,
più facile sarà scrivere qualcosa di buono, qualcosa di
nuovo. Alle volte, poi, basta caratterizzare un po’ di più la
scena all’interno dell’ambiente in cui si svolge, far fare ai personaggi
qualcosa che in un diverso ambiente non potrebbe fare, o qualcosa che
non potrebbero fare proprio perché si trovano in quell’ambiente.
Si può fare in modo che usino oggetti particolari che si trovano
solo in quel luogo. Questa è una cosa che gli scrittori di film
d’azione tengono bene a mente. Ogni volta che c’è una scazzottata
od una sparatoria vediamo sempre un sacco di cose venir distrutte, questo
per dare una parvenza di originalità alla scena, per distinguerla
dalle altre che ci sono nel film. Se si usasse questo procedimento anche
in scene “normali” il film ne gioverebbe sicuramente.
Un
buon modo per evitare di riempire il proprio film di cattive idee e
scene noiose è quello di non esagerare con la lunghezza. Bisogna
sempre tenere d’occhio il numero delle pagine, perché se il film
è molto lungo non è necessariamente anche molto bello.
Spesso, anzi, una lunghezza eccessiva nasconde solamente una povertà
di idee ed una difficoltà di espressione: non abbiamo molto da
dire, allora infarciamo il tutto con qualche scena inutile, allunghiamo
il brodo. È chiaro che non si può neanche scrivere una
storia di un’ora scarsa e pretendere di farci un film “normale”, ma
in questo caso conviene cercare idee valide per le scene da aggiungere.
Veramente valide.
Quindi
per riuscire a scrivere una buona sceneggiatura non basta avere una
buona creatività, o aver avuto una buona idea. Alle volte non
basta neanche aver avuto due buone idee. Bisogna ricercare, scrivere,
scrivere, scrivere, ricercare e scrivere. Anche se si è dotati
di talento naturale per la scrittura non ci si può certo aspettare
di scrivere un capolavoro al primo tentativo, e soprattutto di finire
il lavoro in due giorni. Scrivere un film è un lavoro impegnativo
e lungo quanto, e forse più, che scrivere un romanzo. Questo
perché bisogna imparare a pensare per immagini, a visualizzare
nella propria mente quella che dovrebbe essere la resa finale della
scena sullo schermo. E il modo migliore per riuscirci, l’unico modo,
a dir la verità, è quello di scrivere molto, di continuare
a scrivere a getto continuo. Prima o poi riusciremo a sviluppare alla
grande quella “grande idea”.
Come
si scrive una sceneggiatura
1
- Il soggetto
2 - La sceneggiatura
3 - I personaggi e i dialoghi
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