Maurizio Ferrari: Spettacolare
Pubblicato da "Cinemamore"
Warner

Lo sparviero del mare

di Michael Curtiz


Una scenaIntorno al 1585, il Capitano Geoffrey Thorpe è un intrepido corsaro di quelli veramente capaci, sempre pronto a bordo dell’Albatross per dare l’assalto ai galeoni spagnoli per saccheggiarli, facendo parte di quel gruppo di falchi del mare che sono generosi (a modo loro) nell’arricchire la Sovrana. Può succedere qualche incidente di percorso, come l’aver fatto colare a picco la nave che trasportava l’ambasciatore di Spagna, ma d’altra parte quello incrociava proprio il canale della Manica per andare a tranquillizzare subdolamente la Sua Maestà, mentre stava eseguendo l’ordine di Filippo, Re di Spagna, all’interno di un disegno egemonico mondiale. Tutto questo per portare il ricco bottino alla Regina Elisabetta I d’Inghilterra e rimpinguare le casse statali. Questa, dal canto suo, cerca di sollevare il malumore dell’ambasciatore di Spagna, ma di nascosto sostiene il prode Capitano Thorpe e il suo modo di operare contro l’armada spagnola, che per contraccambiare le prospetta un progetto per impossessarsi degli oggetti preziosi che gli spagnoli possiedono a Panama.
Una scenaL’ambasciatore viene a sapere del proposito e mette al corrente il suo governo, che puntualmente gli tende una trappola a Panama e lo fa prigioniero, lui e tutti i suoi bucanieri. Il Capitano non è certo un tipo da lasciarsi scoraggiare per così poco e non sono comunque le gran frustate sulle schiena mentre rema che lo fanno perdere d’animo, ma anzi gli danno ancora di più la forza per ribellarsi e per impadronirsi della nave che era costretto a spingere a forza di braccia.

Tratto da un romanzo di Rafael Sabatini, che era già stato un film nel 1924, è un’opera di grande impegno produttivo, dove nei 1,7 milioni di dollari rientrano la costruzione di due navi a grandezza naturale e una vasca grande come un vascello, la più grande mai fatta costruire a Hollywood e chiamata "Oceano Warner".
Claude Rains ed Errol FlynnQui si arriva al decimo dei dodici lungometraggi dell’accoppiata vincente Flynn-Curtiz, che governa con incondizionata bravura un film di 'cappa e spada' di enorme stimolo, piacere e convinzione emotiva, pieno di sprint, battaglie spettacolari, boato di cannoni, movimento, duelli a filo di spada. Errol Flynn è in forma smagliante e di grande presenza scenica nel riuscitissimo personaggio del capitano Thorpe, che tiene in pugno un galeone da 40 bocche di fuoco, resiste alla prigionia ed è a capo della conseguente ribellione. La musica ineffabile di Erich Wolfgang Korngold è la giusta colonna sonora di complotti di corte e gloriose temerarietà. Peraltro il film non era del tutto slegato dal momento storico, dove l’invito della Regina Elisabetta a resistere ad ogni tirannia venne interpretato come un riferimento a Hitler e alla Seconda Guerra Mondiale. Infatti, il film venne distribuito in Italia soltanto dopo la fine della guerra e con un doppiaggio eseguito in America ad opera di italiani emigrati, quegli stessi che prestavano le voci ai primi film del dopoguerra.


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Cappa, spada e cialtroneria - a cura di Alberto Cassani.


La locandinaTitolo: Lo sparviero del mare (The Sea Hawk)
Regia: Michael Curtiz
Sceneggiatura: Howard Koch, Seton I. Miller
Fotografia: Sol Polito
Interpreti: Errol Flynn, Brenda Marshall, Claude Rains, Donald Crisp, Flora Robson, Alan Hale, Henry Daniell, Una O'Connor, James Stephenson, Gilbert Roland, William Lundigan, Julien Mitchell, Montagu Love, J.M. Kerrigan, David Bruce, Clifford Brooke, Clyde Cook, Fritz Leiber, Ellis Irving, Francis McDonald, Pedro de Cordoba, Ian Keith, Jack La Rue
Nazionalità: USA, 1940
Durata: 2h. 07'