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Fabio Greco, 14 Aprile 2004: Fiacco |
Lucky
Red, 5 Marzo 2004
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I
sentimenti
di Noémie Lvosky
Jacques
(Jean-Pierre Bacri) è un medico della mutua che vive in una grande
casa di campagna
con la moglie Carole (Nathalie Baye) e due figli adolescenti. Nella
casa davanti alla loro
si trasferisce una giovane coppia formata da François (Melvil
Poupaud) ed Edith (Isabelle
Carré). François, anche lui medico, prenderà il
posto di Jacques, che andrà invece a lavorare
in una clinica: ha preso questa decisione in seguito alla morte di un
suo paziente, avvenuta forse proprio a
causa di un suo consiglio sbagliato. Tra i quattro nasce subito una
bella amicizia e si
ritrovano spesso a cenare insieme o a fare delle scampagnate. E in questa
atmosfera
spensierata e gioiosa l'amicizia tra Jacques ed Edith si trasforma pian
piano in qualcosa di completamente diverso.
"I
sentimenti" inizia come una commedia divertente e spumeggiante, con dialoghi
sapienti
(tipici di molto cinema francese) e caratteri simpatici perfettamente
interpretati dagli
attori. Commedia che finge di restare sulla superficie ma in realtà
scava nel profondo e,
come si evince dal titolo, i sentimenti sono al centro dell'indagine.
Ma contrariamente al
cinema di Rohmer, non sono indagati dai personaggi: tutto ciò
che se ne può dire lo si
deduce esclusivamente dalle azioni e dai comportamenti. Come a dire
che i sentimenti si
vivono ma non se ne parla, se non frettolosamente in qualche scena.
Jacques,
Carole, Edith e François sembrano vivere a livello puramente
epidermico, istintivo.
L'unico tempo che conoscono è il presente. Interpretazione questa
che è suggerita anche
dall'ambientazione: due case di campagna, isolate, senza rapporti col
mondo esterno. Uno
spazio che funge da rappresentazione dell'interiorità dei personaggi,
delle loro eruzioni
di gioia e di desiderio, delle loro ossessioni e fissazioni. Ma ciò
che la regista Noémie Lvovsky cerca, non è un coinvolgimento
totale: sente la necessità di porre una distanza, un commento
ironico o ironicamente affettuoso, senza giudizio alcuno sui personaggi.
Ed ecco allora un "coro" di cantanti lirici che oltre a cantare
e a fare da cornice alle vicende, "recitano" le parole delle
canzoni, le esasperano con gesti e smorfie, mettendone in rilievo tutta
l'umana banalità. Una banalità voluta,
comunque, tanto che i testi sono stati scritti dalla stessa regista
e sceneggiatrice, e dalla co-sceneggiatrice Florence Seyvos.
Dopo
i brillanti esordi dedicati al mondo dell'adolescenza ("Oblie moi", 1994; "La vie ne me fait pas peur", 1999), la regista inquadra ora gli adulti,
come bambini cresciuti troppo in fretta, che si ritrovano improvvisamente
vestiti da grandi. Niente di più lontano dall'intellettualistico
o cerebrale, l'intero film è fisico e sensuale,una fuga verso
la vita, l'età adulta, l'accettazione del tempo che passa. Edith,
che tradisce quasi senza rendersene conto, con il suo bisogno vorace
di essere amata; l'adorabile e fiera Carole; Francois, che pone un
muro tra sé e il mondo ma non può neanche lui sottrarsi
alla giostra dei sentimenti, sono tutti personaggi complessi, né
santi né colpevoli, ma fragili e provvisori, meravigliosamente
umani, noiosi a lungo andare.
Un gran peccato che la pellicola non regga
il peso di tutti questi sentimenti, se non per i primi quarantacinque
minuti, e che si adagi pian piano verso un punto di non ritorno. Speriamo
che il povero Trauffaut non si stia rigirando nella tomba per gli "spunti/citazioni/plagi"
presenti nel film, che assolutamente non reggono il paragone con l'autore
della nouvelle vague.
Titolo:
I sentimenti (Les Sentiments)
Regia:
Noémie Lvosky
Sceneggiatura:
Noémie Lvosky, Florence Seyvos
Fotografia:
Jean-Marc Fabre
Interpreti:
Jean-Pierre Bacri, Nathalie Baye, Isabelle Carré, Melvil Poupaud, Agathe Bonitzer, Virgile Grünberg
Nazionalità:
Francia, 2003
Durata:
1h. 34'
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