19 Luglio 2006

Slevin - Patto criminale
Incontro con Paul McGuigan

a cura di Luciana Morelli


Il regista Paul McGuigan"Slevin" è un noir, un gangster-movie che racchiude - estremizzandola - tutta l'assurdità e la cattiveria della società occidentale. E' per questo che è interessato a questo genere di film o c'è dell'altro?
Nel mondo ci sono buoni e cattivi, ma questi ultimi sono senz'altro più interessanti. Sono esagerati e grotteschi. Io poi sono scozzese, so bene come funzionano questi meccanismi. E' per questo che il genere riscuote successo presso il pubblico.

Spesso questi film rappresentano forse più degli altri un esercizio stilistico, con una fitta tessitura di dialoghi veloci e battute al vetriolo sul senso della vita. Quanto era importante per lei che il suo film non fosse banale sotto questo aspetto?
A prescindere dal genere, è sempre un bene che un film riesca a stimolare lo spettatore e a farlo divertire. Per quel che riguarda i dialoghi e tutto il resto, non ci siamo presi molto sul serio e abbiamo esagerato, tutto è stato più spinto del solito, a partire dal linguaggio usato fino alle scenografie. Ci siamo veramente sbizzarriti. Ad un certo punto ci siamo accorti che tutti i personaggi parlavano un po' allo stesso modo, e se per un istante abbiamo pensato che potesse essere un difetto, alla fine del film ci siamo accorti del contrario.

Ci sono molte citazioni e riferimenti nel film, da "007" a Hitchcock. Quanto c'è in "Slevin" anche di Tarantino e de "I Soliti Sospetti"?
Questo non so dirvelo, non ho scritto io la sceneggiatura, ma posso dirvi che non credo affatto che "Slevin" sia simile a "I Soliti Sospetti" - un film che personalmente considero ordinario a parte i 10 minuti finali - e aggiungerei che i riferimenti che trovate nel film a mio avviso sono più culturali che cinematografici. I gangster esistono grazie al Cinema, altrimenti queste storie le conoscerebbero in pochi.

Il regista Paul McGuigan con Morgan FreemanQual è stato l'aspetto più stimolante per lei come regista, nel realizzare un film così complesso come "Slevin"?
E' stato un lavoro molto complesso, girare e strutturare un film in modo interessante stando attento a non portare mai lo spettatore fuori strada è stato molto difficile. Ad un certo punto del film ci si sente un attimo confusi ma è normale, è proprio quello il punto di partenza vero della storia e il suo punto di forza. Il design molto anni '70, le scenografie colorate e le musiche contribuiscono poi ad aumentare il caos, ma poi tutto viene svelato con dovizia di particolari.

Nel film ci sono un bianco ebreo molto atipico e un nero rivali, e poi si parla di gay. Sarebbe assurdo pensare che tutto ciò sia casuale. E' stato divertente costruire il tutto intorno a questi personaggi così particolari?
La cosa più divertente è stato trattare tutte le minoranze razziali, religiose e sessuali allo stesso modo, cioè senza rispetto. Il rabbino killer e il boss nero sono state due colpi di genio dello sceneggiatore, senza dubbio.

Morgan Freeman, Ben Kingsley, Josh Hartnett, Lucy Liu, Stanley Tucci e Bruce Willis. Un cast eccezionale. Avete trovato difficoltà a metterlo insieme?
Ci sono due modi per avere un cast come questo in un film: o hai tanti soldi o hai una buona e solida sceneggiatura. Noi avevamo solo la seconda, ma volevamo divertirci e i bravi attori non sono solo in cerca di soldi, ma anche di buoni film. Vogliono che il regista li diriga e che chiarisca da subito cosa vuole e come vuole che sia fatto. Se non sai quello che vuoi loro lo capiscono subito, e per te è finita.

Lo sceneggiatore Jason Smilovic con Bruce WillisCosa pensa di Bruce Willis e di questo suo ritorno in sordina, spesso in piccoli ruoli di contorno cesellati sulla sua figura? Pensa che sia solo invecchiato o che sia un'inevitabile trasformazione professionale?
Due anni fa, dopo aver visto il mio primo film "Gangster N° 1", Bruce mi telefonò e mi chiese di incontrarlo. Da quel giorno abbiamo sempre mantenuto i contatti, lavorato assieme su sceneggiature e su personaggi ed ora finalmente abbiamo anche fatto un film insieme. Lui è così, apprezza il cinema, guarda i film e si innamora dei registi. Quello che vedete è il frutto della sua lenta evoluzione professionale.

Uno dei suoi prossimi progetti è il film "Four Knights", che sappiamo coinvolgerà come protagonista Paul Bettany. Può dirci qualcosa di più in proposito?
Attualmente siamo in fase di casting e Paul Bettany - uno dei miei migliori amici - nel film sarà Enrico II. Sarà un film storico ambientato nel 1170 e girato interamente in Scozia. Finalmente tornerò nel mio Paese a girare un film, non lo faccio dal 1998, anno in cui ho realizzato il mio primo film "The Acid House"
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Percorsi tematici

Slevin - Patto criminale - di Paul McGuigan; con Josh Hartnett, Bruce Willis, Lucy Liu, Morgan Freeman, Ben Kingsley.