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Alberto Cassani, 30 Settembre 2002: Ottimo |
Uip,
20 Dicembre 2002
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Spirit
Cavallo selvaggio
di Kelly Ashbury & Lorna Cook
La
storia del west è stata raccontata migliaia di volte, al cinema.
E' stata raccontata dal punto di vista dei cowboy; dei soldati, sia
confederati che del nord; dei rappresentanti della legge e dei fuorilegge;
in tempi più recenti, è stata raccontata anche dal punto
di vista degli indiani. Ma non era mai stata raccontata dal punto di
vista di un cavallo, e se è vero che la storia del west è
stata scritta in groppa ad un cavallo, il progetto della Dreamworks
sembra largamente dovuto.
"Spirit"
è un cartone animato che, come molti altri, mescola animazione
computerizzata in 3D a disegni tradizionali. Ma al di là delle
tecniche utilizzate, il vero pregio del film sta nello script, di gran
lunga il migliore che John Fusco ("Young Guns") abbia mai
scritto. L'inizio della pellicola sembra voler andare nella direzione
dello zucchero, ma quando Spirit diventa adulto il film si trasforma
in un western vero e proprio, e nonostante la fortissima presenza dell'aspetto
romantico, riesce ad esaltare come il miglior John Ford. E' contestabile
l'idea di far parlare gli indiani Lakota nella stessa lingua dei bianchi,
ma d'altra parte non è lo scambio di battute che tiene insieme
il film, e comunque l'efficacia della pellicola nel suo insieme ci fa
perdonare questa facile soluzione.
"Spirit"
è un film chiaramente diretto ad un pubblico di bambini, lo si
nota soprattutto in alcune sequenze puerilmente censurate, ma che ai
bambini chiede molto. Il mustang protagonista, come tutti gli altri
cavalli del film, non parla, e l'unica concessione fatta alla conprensibilità
della storia è la presenza della voce narrante dello stesso Spirit
(Matt Damon nell'originale; il Giorgio Borghetti di "Incantesimo",
in italiano) che spiega alcune sequenze. L'effetto è meraviglioso,
rende alla perfezione l'atmosfera del "selvaggio" west, ma
renderà anche molto frequenti le domande che i bambini in sala
rivolgeranno ai genitori. Essendo poi completamente inserito nella catena
produttiva hollywoodiana, il film risulta clamorosamente politically
correct: i buoni, al di là dei cavalli, sono gli idiani e
il cattivo assomiglia in maniera sospetta al generale Custer. E proprio
la presenza di questa "nemesi" è l'unico punto davvero
negativo della storia: il west è grande, ma il mondo è
piccolo, sembra essere la morale.
Commentato
dalle stupende musiche di Hans Zimmer, "Spirit" è uno
spettacolo di grande atmosfera e pieno di sequenze memorabili (dal piano
sequenza iniziale al temporale notturno, all'inseguimento nella Monument
Valley), una pellicola capace di andare al di là del fatto di
essere disegnata e prender posto nel cuore di tutti gli appassionati
di western. Non fosse per le orribili canzoni di Zucchero, che ricanta
Bryan Adams, meriterebbe le stellette.
Percorsi
tematici
Mucche
alla riscossa - di Will Finn & John Sanford.
Titolo:
Spirit - Cavallo selvaggio (Spirit: Stallion of the Cimarron)
Regia:
Kelly Asbury & Lorna Cook
Sceneggiatura:
John Fusco
Fotografia:
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Doppiatori:
Giorgio Borghetti, Massimo Rossi, Fabio Boccanegra, Francesco Bulckaen,
Paolo Buglioni, Davide Marzi, Wladimiro Grana, Stefano Crescentini,
David Chevalier, Eugenio Marinelli, Erberto Manfredi, Milvia Bonacini
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
1h. 28'
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