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Fabrizio
Formenti, 15 Marzo 2006: Inaccettabile |
20th
Century Fox, 3 Marzo 2006
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Stay
Nel labirinto della mente
di Marc Forster 
Un
pauroso incidente stradale. Unico sopravvissuto, un ragazzo di nome
Henry Letham, che di lì a poco ritroviamo nello studio psichiatrico
del dottor Foster, il quale si fa carico del suo caso dopo che il medico
curante di Henry, la dottoressa Levy, ha rinunciato a causa di di problemi
personali. Quando scopre che il suo nuovo paziente ha deciso di suicidarsi
di lì a tre giorni, il dottor Foster inizia a prodigarsi per
evitare il peggio, non immaginando neppure, però, che il destino
del ragazzo che cerca di aiutare verrà presto ad intrecciarsi
inspiegabilmente con il suo.
Raramente,
in tutta la storia del cinema, abbiamo avuto modo di venire a contatto
con un film la cui pretenziosità - nel senso più negativo
del termine - potesse essere in qualche misura equiparabile a quella
di "Stay - Nel labirinto della mente", e altrettanto raramente
questa è stata sfoggiata in maniera tale da costringerci, come
nel presente caso, ad arrivare quasi a ripudiare lo spettacolo postoci
dinanzi agli occhi.
Il
regista Marc Forster ("Neverland")
e soprattutto lo sceneggiatore David Benioff (il sorprendente autore
de "La 25a ora" era un omonimo?) hanno
fatto davvero di tutto affinché ciò divenisse possibile,
usurando le proprie menti pur di riuscire a costruire una pellicola
sconvolgente nelle intenzioni ma che in realtà si rivela sfacciatamente
cervellotica e, a ben guardare, priva di un messaggio plausibile o di
una chiave di lettura che sia tale da giustificarne l'iperbolica struttura
narrativa. In altre parole: abbiamo qui a che fare con un prodotto che
in realtà ha ben poco da dire ma che tenta, attraverso l'estrema
artificiosità dell'intreccio, di raggirare la platea facendole
credere di stare ammirando uno spettacolo di "livello superiore",
una sorta di quadro postmoderno che racchiude in sé, fra una
pennellata e l'altra, la risposta al mistero della vita e della morte;
una risposta che non tutti, però, hanno il privilegio o la facoltà
di cogliere. Il massimo della presunzione.
"Stay"
è il classico esempio di film cui gli autori vorrebbero attribuire
un significato aulico solo per il fatto di riempirlo di situazioni astruse,
accadimenti paranormali e messaggi subliminali (anche mediante appositi
effetti visivi), in maniera tale da non dover necessariamente preoccuparsi
di conferire al proprio lavoro una logica di significato effettivamente
rintracciabile e lasciando allo spettatore il compito di cogliere, in
modo quasi del tutto personale, il senso di ciò cui hanno assistito.
Il risultato è un film terribilmente fastidioso che, avvalendosi
anche di volti noti e quanto mai sprecati come Ewan McGregor e Naomi
Watts, finge di voler instillare in noi supremi motivi di riflessione
quando, in realtà, non porta in sé il desiderio di fare
niente di tutto questo.
Titolo:
Stay - Nel labirinto della mente (Stay)
Regia:
Marc Forster
Sceneggiatura:
David Benioff
Fotografia:
Roberto Schaefer
Interpreti:
Ewan McGregor, Ryan Gosling, Naomi Watts, Bob Hoskins, Janeane Garofalo,
B.D. Wong, Kate Burton, Elizabeth Reaser, John Tormey, José Ramón
Rosario, Becky Ann Baker, Lisa Kron, Gregory Mitchell, John Dominici,
Jessica Hecht, Sterling K. Brown, Amy Sedaris, Michael Devine, Mary
Testa, Jolly Abraham, Mark Margolis, Angela Pietropinto, Noah Bean
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 39'
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