Tommaso Tocci, 20 Aprile 2007: Caloroso
20th Century Fox, 20 Aprile 2007

Sunshine

di Danny Boyle


Una scenaMa come, leggiamo tutti i giorni che il pianeta è in pericolo per l'aumento della temperatura (eravamo anche andati a vedere Al Gore e il suo documentario), e invece Alex Garland ci viene a raccontare di quando il sole morirà lasciandoci al gelo? Ironica la sospensione dell'incredulità che ci richiede la visione del nuovo film di Danny Boyle: sono passati cinquant'anni da oggi, la grande stella è durata anche troppo e sta per spegnersi; e se il sole è malato, sulla Terra il freddo si fa eccessivo. Non resta altro da fare che spedire una gigantesca bomba nello spazio per "dare una scossa" al sole e tentare di riaccenderlo, anche se a dire il vero già un primo tentativo si era rivelato infruttuoso, lasciando per disperso l'equipaggio della nave. A distanza di sette anni, l'umanità tenta il colpo della disperazione con la nave Icarus II e i suoi otto occupanti...

Benedict Wong in una scenaTerzo prodotto del sodalizio Boyle-Garland dopo lo strambo "The Beach" e il suggestivo "28 giorni dopo", "Sunshine" prosegue nel solco tracciato da quest'ultimo, tornando ad esplorare gli spigoli dell'animo umano in scenari di alienazione e messa in crisi dello status quo. Anche qui c'è un gruppo di protagonisti in viaggio solitario e pericoloso, c'è lo stesso rapporto di tensione con lo spazio (là modulato sull'estensione desolata, qui giocato sul forte contrasto tra la claustrofobia della nave e la superbia delle distanze solari), e c'è anche la sensazione di equilibrio instabile e disturbante che percorre la storia fino all'ultimo atto, per poi deflagrare.
Cillian MurphyCiò detto, "Sunshine" individua altrove il suo punto focale, consacrandosi all'ambivalenza tra film di genere e discorso filosofico; servendo l'apparenza di medio disaster movie, nella tradizione recente di "Armageddon" e, nella new wave pseudo-ambientalista, di "The Core" e "The Day After Tomorrow", il film di Boyle osserva diligentemente quella serie di snodi obbligati che aprono le porte della distribuzione al grande pubblico. Questo vuol dire anche abbracciare apertamente la derivazione e confrontarsi con mostri sacri come "2001", "Alien" e "Solaris"; la giusta presunzione di Boyle è quella di reinventare la suspense in un asettico corridoio spaziale, di presentare un super-computer che anima la nave e dialoga con l'equipaggio, di scrutare l'uomo nel momento di massima hybris del contatto con l'assoluto. Boyle lo fa bene, tanto da superare di slancio il primo livello di lettura del film e portare lo spettatore a gustare la nuova veste di questo gigante cocktail.

Cillian MurphyAvvicinandosi al sole, appare chiaro che in "Sunshine" c'è molto poco (diciamo il minimo sindacale) dell'etica del disaster movie, perché manca la sovranità del legame affettivo trasversale, e latita l'eroismo manicheo. Lo ribadisce il sempre allucinato Cillian Murphy, fisico tormentato, in quella che sembrerebbe la classica scena della decisione sofferta per chi deve soccombere al bene superiore, chiedendo se davvero si sta discutendo della vita di uno contro la salvezza dell'umanità.
L'asciuttezza concettuale e il look contaminato (che mescola tangibile e virtuale, e accenna vagamente a una futura influenza di gusto cinese - come era già smaccatamente in "Firefly") del setting fantascientifico si ritrovano nella disposizione morale dei protagonisti, che sono tutti molto oltre i conflitti rivolti all'indietro (l'essere sacrificabili per metonimia rispetto all'umanità) e sono invece più inclini ad affrontare quelli proiettati in avanti: in questo senso è centrale il rapporto individuale con la simbologia solare e con la vastità di un potere che suscita problematiche di natura mistica.

Una scenaIl lavoro sulla rappresentazione operato da Boyle sottolinea questo aspetto con grande efficacia, non rinunciando a sciorinare una gamma di eccessi che sappiamo essere cara al regista, ma al tempo stesso concentrandosi sulla purezza dello sguardo quando, spogliato di tutto, rimane al cospetto della stella. Come succedeva ancora in "28 giorni dopo", il finale soffre di un cambio di marcia brusco ma furbescamente ben presentato, la cui compiutezza lascia tuttavia meno dubbi del suo motivo di essere (ma anche in questo caso Garland e Boyle lo riprendono per i capelli, sfruttandolo come collante sia per il livello concettuale che per quello spettacolare). Il gioco di regista e sceneggiatore non è difficile da comprendere né da accettare, e va anzi elogiato proprio per la sua fondamentale capacità di equilibrio nel dosare gli ingredienti.


Percorsi tematici

Incontro con Danny Boyle - a cura di Emanuele Rauco.

28 giorni dopo - di Danny Boyle; con Cillian Murphy, Brendan Gleeson, Naomie Harris.
The Beach - di Danny Boyle; con Leonardo DiCaprio, Virginie Ledoyen, Robert Carlyle.


La locandinaTitolo: Sunshine (Id.)
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Alex Garland
Fotografia: Alwin Küchler
Interpreti: Cillian Murphy, Chris Evans, Rose Byrne, Michelle Yeoh, Cliff Curtis, Hiroyuki Sanada, Mark Strong, Benedict Wong, Paloma Baeza, Archie Macdonald, Sylvie Macdonald
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 48'