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Alberto
Cassani, 4 Agosto 2003: Leggendario |
Paramount
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Viale
del tramonto
di Billy Wilder
Sfuggendo
ai creditori, lo sceneggiatore di scarso successo Joe Gillis capita
per caso in una villa-mausoleo sul Sunset Boulevard. Lì vive
l'ex diva del cinema muto Norma Desmond, che scrittura Gillis per correggere
la sceneggiatura di un film che lei stessa ha scritto e che dovrebbe
rappresentare la sua grande rentrée. Ma i rapporti tra
i due si fanno complessi e Gillis finisce per essere prigioniero di
quella strana casa in cui gli capita alle volte di vedere i fantasmi,
ancora vivi, delle vecchie glorie di Hollywood...
C'è
una scena di "Viale del tramonto", non una delle più
celebrate, che esemplifica alla perfezione quale sia la vera potenza
del cinema. Norma Desmond, la grande star del muto, è
in visita sul set dell'ultimo film del suo vecchio amico Cecil
B. De Mille. Ad un certo punto, un tecnico delle luci le punta per caso
addosso un riflettore e subito tutti la riconoscono e accorrono per
poterla salutare ed omaggiare. Ecco: sono le luci dei riflettori che
creano le star e guidano l'interesse del pubblico, i riflettori
del cinema e in maniera ancora maggiore ancorché meno duratura
quelli della televisione. Era così all'epoca del muto, era così
nel 1950 ed è così ancora oggi. È la mancanza di
quel riflettore puntato addosso che ha reso Norma Desmond ciò
che è all'inizio del film, ed è quella stessa mancanza
che la fa diventare ciò che diventa alla fine della pellicola.
In
effetti, "Viale del tramonto" è inizialmente un film
molto caustico nei confronti della Hollywood dell'epoca, un film che
vira verso il melodramma man mano che la storia si sviluppa e il personaggio
della Desmond prende il sopravvento su quello di Joe Gillis, che pure
ci narra la storia con la sua voce fuori campo.
Fu proprio questa voce fuori campo uno degli elementi che resero il
film un cult. È la voce fuori campo di un uomo morto,
che ci racconta il film ("Prima che gli altri vi raccontino questa
storia deformandola, sono certo che vi piacerebbe sapere la verità;
la pura verità"), ma questa idea non è altro
che una piccola gemma in cima ad una sceneggiatura assolutamente fantastica.
Brackett, Wilder e Marshman hanno creato un microcosmo di personaggi
spesso grotteschi ma mai irrealistici, sempre credibili, e sono stati
anche capaci di farli interagire senza forzature, architettando una
trama capace di catturare lo spettatore come il miglior noir
della Hollywood degli anni d'oro. E il
rapporto tra Joe e Betty è quanto di meglio uno sceneggiatore
possa pensare di scrivere al capitolo "storie d'amore".
Il
protagonista del film avrebbe dovuto essere Montgomery Clift, che però
alla fine rifiutò il ruolo non volendo amoreggiare sullo schermo
con una donna col doppio dei suoi anni. Holden, la scelta numero due,
consegna una prova eccellente, la migliore della sua carriera. Il regista
Erich von Stroheim, che aveva accettato il ruolo del cameriere di Norma
solo per questioni economiche, fu particolarmente collaborativo nei
confronti di Billy Wilder, riempiendo il collega di consigli e suggerendo
anche l'utilizzo delle sequenze di un suo film mai terminato, "Queen
Kelly", la cui storia ha più di un punto di contatto con
quella di "Viale del tramonto". La protagonista di quella
pellicola, una donna spaventata dalla vecchiaia che tiene un giovane
quasi prigioniero nella sua opulenta villa, era la stessa Gloria Swanson
che è qui la vera star dello show, sfruttando al
meglio quest'occasione per tornare sulla cresta dell'onda. Ma anche
questa storia, è solo un'altra ciliegina sulla torta di uno dei
più famosi film mai realizzati sul mondo del cinema.
Percorsi
tematici
A
qualcuno piace caldo
- di Billy Wilder;
con Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon.
Titolo:
Viale del tramonto (Sunset Blvd.)
Regia:
Billy Wilder
Sceneggiatura:
Charles Brackett, Billy Wilder, D.M. Marshman
Fotografia:
John F. Seitz
Interpreti:
William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred
Clark, Lloyd Gough, Jack Webb, Franklyn Farnum, Larry Blake, Charles
Dayton, Cecil B. De Mille, Anna Q. Nilsson, Buster Keaton, H.B. Warner,
Ray Evans, Gertrude Astor, Jay Livingston, Joel Allen, Ken Christy,
John Cortay, Ruth Clifford, Archie R. Dalzell, Eddie Dew, Peter Drynan
Nazionalità:
USA, 1950
Durata:
1h. 50'
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