|
Luciana Morelli, 18 Gennaio 2002: Provocatorio
Matrimonio
tardivo
di Dover Koshashvili
Pare
che i matrimoni al cinema vadano parecchio di moda in questo periodo.
Dopo il grosso grasso successo de "Il mio
grosso grasso matrimonio greco" esce nelle sale italiane anche
"Matrimonio tardivo", che in realtà è stato
presentato alla selezione ufficiale a Cannes 2001 e quindi di gran lunga
antecedente; chissà che l'ispirazione non sia venuta proprio
da questo film... Potrei mettere la mano sul fuoco sul fatto che il
successo di pubblico non sarà neanche lontanamente paragonabile
a quello del film sopra citato ma vi assicuro che questo film lascerà,
e personalmente ha lasciato, molto di più il segno. Questa volta
a saltare subito agli occhi non è la goliardìa delle rituali
feste di nozze o la stravaganza dei componenti della famiglia protagonista,
ma la drammaticità delle scelte che le tradizioni, gli usi, i
costumi e la religione impongono senza via di scampo ad ogni individuo
che si avvicina all'età da matrimonio.
Vincitore
del Gran Prix come miglior film al Festival di Kiev, del Premio Speciale
della giuria al Festival di Salonicco e, sempre qui, anche il Premio
per la migliore attrice e sceneggiatura, questo "Matrimonio tardivo"
è il primo lungometraggio dell'evidentemente talentoso regista
israeliano Dover Kosashvili; con straordinario coraggio e sfrontata
disinvoltura ci descrive come nel suo paese i matrimoni combinati siano
ancora molto in voga e soprattutto, in molti casi, molto ma molto difficili
da accettare.
E'
la storia di Zazza, un aitante 31enne studente di filosofia a Tel Aviv
al quale i genitori, di origine georgiana, vogliono ad ogni costo trovare
una moglie ebrea, giovane, bella, ricca e soprattutto vergine. Yasha
e Lili, con il loro morboso rispetto per le tradizioni, metteranno con
le spalle al muro Zazza che si vedrà costretto a dover scegliere
se tradire la fiducia ed il buon nome della famiglia coronando il suo
sogno d'amore con una donna che non risponde a nessuna delle caratteristiche
sopra citate, ed un matrimonio di convenienza con una moglie che non
ama e che non amerà mai ma renderebbe tutti felici. Tutti a parte
lui, ovviamente.
Un
gioiellino questo film, che dopo un esilarante inizio in cui spiccano
le tinte forti, non solo in senso metaforico ma anche cromatico, e la
pungente ironia dei personaggi, nella parte centrale e soprattutto finale
spiazza per il repentino cambio di toni che si fanno sempre più
tristi e drammatici, difficilmente digeribili. Un perfetto mix tra commedia
e tragedia, dialoghi mai banali sempre vivaci ed una delle scene di
sesso più lunghe, realistiche e spiazzanti (visto il tenore ed
il genere del film fino a quel momento) che si siano mai viste in una
sala cinematografica e soprattutto in un film di provenienza mediorientale.
Il risultato, insomma, è sicuramente di ottimo livello considerato
anche che per la recitazione in lingua georgiana degli attori professionisti
(tutti israeliani) è stato fatto un grandissimo lavoro di memorizzazione
delle battute (che avrebe potuto rovinarne la naturalezza) per facilitare
il lavoro dei non professionisti che non sapevano neanche una parola
di israeliano. Una vera sorpresa in posivito ed il regista è
davvero da tenere d'occhio.
Titolo:
Matrimonio tardivo (Hatunouna Memhuheret)
Regia:
Dover Koshashvili
Sceneggiatura:
Dover Koshashvili
Fotografia:
Dani Schneor
Interpreti:
Lior Ashkenazi, Ronit Elkabetz, Moni Moshonov, Lili Kosashvili, Aya
Steinovits Laor, Rozina Cambos, Simon Chen, Sapir Kugman, Dina Doron,
Leonid Kanevski, Livia Chachmon Ayaliy, Eli Turi, Maria Ovanov, Orit
Buchnik Sher, Reuven Dayan, Rivka Gur, Ana Feinstein, Zuri Botrashvilli,
Nana Dvir, Bachur Gene, Michael Moshonov, Rotem Zoler
Nazionalità:
Israele, 2001
Durata:
1h. 40'
|