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Luciana
Morelli, 7 Giugno 2005: Pauroso |
Eagle
Pictures, 10 Giugno 2005
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Alta
tensione
di Alexandre Aja
Marie
e Alex sono di ritorno dai bagordi della festa che ha appena chiuso
l'anno scolastico e, in vista degli esami, si stanno dirigendo nel casale
di campagna in cui vive la famiglia di Marie per studiare qualche giorno
in tranquillità. La strada per arrivare a destinazione però
è davvero impervia a causa dei numerosi tratti sterrati e poi
in certi posti, soprattutto di notte, non si sa mai cosa e chi si può
incontrare dietro l'angolo... Una volta arrivate, Alex prende possesso
della sua stanza e poi tutti vanno a dormire dandosi appuntamento alla
mattina seguente per l'inizio delle fatiche scolastiche. Una mattina
che purtroppo per loro non arriverà mai...
Un
regista francese appena ventisettenne firma nel 2003 la regia e la sceneggiatura
(a metà con Grégory Lavasseur, suo fidato e stretto collaboratore)
di questo piccolo grande film di genere, un horror puro che ricorda
nello stile e nella narrazione i suoi grandi predecessori, un "Non
aprite quella porta" al contrario, visto che qui è il mostro
che va a domicilio. Un film crudo e violento che non lesina affatto
in efferatezze e situazioni al limite dell'umana sopportazione ma che
come ogni 'film del terrore' che si rispetti si diletta in momenti di
cinica ironia e qualche sfiziosa partita a nascondino con lo spettatore
tentando di portarlo su una strada che non è mai quella giusta.
Molto, tanto, troppo sangue, persino capace di stupire gli appassionati
cultori di questo affascinante genere che con gli anni è divenuto
più che altro un pozzo a cui attingere per gli esordi cinematografici
di personaggi sconosciuti o per i remake più altisonanti
usati come specchietti per le allodole.
Alexandre
Aja, questo è il nome del giovane regista, ha inteso rendere
omaggio a tutte quelle pellicole che durante l'adolescenza l'hanno accompagnato
nel suo personale viaggio verso il cinema, senza però esagerare
con le citazioni ed offrendo agli amanti del genere un vero terrorizzante
e sanguinolento splatter movie. Zero mezzi termini e zero mezze
misure, la storia di "Alta tensione" lascia le due protagoniste
in balìa della follia omicida di una mente malata, quella follia
che si amplifica lontano dai rumori e dal caos delle città, quella
che improvvisamente si può scatenare dal nulla e trascinarti
nel bel mezzo di un incubo. Se ne sentono di tutti i colori in giro
per il mondo, e volete che possa risultare tanto assurda una storia
come questa? Se poi nei panni delle due ragazze ci sono anche due brave
attrici (la bruna è la moglie di Luc Besson) direi che il gioco
è fatto.
Con
un prologo molto affascinante che nasconde dietro ogni fotogramma la
possibilità del probabile colpo di scena che da il via al tutto
e scandito sorprendentemente da "Sarà perché ti amo"
dei Ricchi e Poveri (eh sì, avete sentito bene), il film inizia
a farsi gustare da subito e senza sosta frusta più volte con
violenza sul sangue freddo di chi guarda. A venti minuti dalla fine,
però, purtroppo perde la maggior parte dei punti che fino a quel
momento si era guadagnato: fregandosene delle regole che trasformano
una qualsiasi storia in una buona sceneggiatura, gli sceneggiatori hanno
voluto strafare e contorcere il film su se stesso in una doppia piroetta
che invece di stupire ha ammosciato notevolmente le aspettative di quanti
(compresa la sottoscritta) si sfregavano già le mani in segno
di soddisfazione.
Dedicato
a tutti quelli che aspettano da tempo un serio film di genere, un film
che fa paura e che per fortuna per farlo non si serve dei moderni mezzi
della tecnologia ma di un banale casale di campagna e di un vecchio
camion arrugginito. Da rimproverare ai realizzatori solo il poco coraggio
nel lasciar andare le cose nella direzione più naturale. Che
i pazzi maniaci facciano i pazzi maniaci, e soprattutto facciano il
loro sporco lavoro fino in fondo.
Titolo:
Alta tensione (Haute tension)
Regia:
Alexandre Aja
Sceneggiatura:
Alexandre Aja, Grégory Levasseur
Fotografia:
Maxime Alexandre
Interpreti:
Cécile De France, Maïwenn Le Besco, Philippe Nahon, Franck
Khalfoun, Andrei Finti, Oana Pellea, Marco Claudiu Pascu, Jean-Claude
de Goros, Bogdan Uritrescu, Gabriel Spahiu
Nazionalità:
Francia, 2003
Durata:
1h. 31'
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